“Il soldato borbotta fra sé: Bello essere alla tua età, e non capire niente.”

 

 

Siamo soliti affermare che i bambini sono la voce della verità, i bambini sono spontanei, non hanno filtri o sovrastrutture, e quello che vedono lo raccontano. Così è fino a quando noi adulti, per dirla chiara come un bambino, li roviniamo, fino a che non insegniamo loro a fingere.

Protagonisti del romanzo “Addio al pianeta terra” scritto da Luciana Martini, sono i bambini, tanti, che ancora puliti, schietti, semplici, liberi iniziano un lungo viaggio, insieme, alla ricerca della verità. Per questa riscoperta letteraria, dobbiamo subito ringraziare Edizioni readerforblind, che nella collana “le polveri” inserisce questo piccolo scrigno, o forse meglio un carillon: aprendolo una piccola giostra carica di bimbi gira e li fa giocare, e una musica un po’ malinconica esce dalla scatola.

Pubblicato già nel 1965 e poi nel 1984, questo titolo, a mio parere più adatto del precedente (Non deve accadere), torna oggi per raccontarci eventi mai così immaginabili in tempi come quelli odierni. Mentre scrivo, probabilmente e me lo auguro davvero, truppe russe e non solo vagano per i territori circostanti l’Ucraina, in attesa di decisioni dei vertici politico (economico) militari, mondiali. Ma ecco la storia, preziosa, racchiusa in queste 162 pagine, precedute dalla prefazione di Valentina D’Urbano.

In un luogo e in un tempo non precisati, teatro evidente di tragici eventi a causa dei quali la gran parte delle persone è scomparsa, conosciamo una famiglia che ancora vive in una casa solitaria fra le montagne, composta da madre, padre, un figlio Theo, e il cane Jack. Theo sente che qualcosa non va, ha paura, ma non capisce completamente e si fida degli adulti che lo caricano in auto (senza il cane) per iniziare un lungo viaggio verso l’ignoto. Anche loro come tutti si convincono di dover andare. Non molto tempo dopo Theo, rannicchiato nel sedile posteriore dell’auto, protagonista indiscusso insieme ad altri bambini che incontrerà nelle diverse tappe del viaggio, sperimenta una nuova condizione personale, dopo la paura: la solitudine. Perde i genitori e la sua nuova famiglia diventano altri bambini, in primis Vasili, che se lo terrà vicino fino all’inizio della fine. Come ho già detto, insieme a Theo il lettore compie un lungo viaggio in queste poche pagine, e usa ogni mezzo, quasi per provarle tutte, perché così si fa quando si vuole a tutti i costi raggiungere l’obiettivo, cercare la verità, verità in questo caso nascosta dai grandi, ma compresa in fretta dai più piccoli.

Questo romanzo è un’evoluzione continua e complessiva delle sue diverse componenti. Inizia in una casupola dispersa nel bosco tra le montagne, per finire in spazi sconfinati. Narra la solitudine, ma con maggiore forza, pagina dopo pagina, racconta la bellezza della comunità, del gruppo, dell’aiuto vicendevole, del confortarsi. Anche tra nemici. Narra il naturale desiderio di un ragazzo di ritrovare i genitori, per fare poi una scoperta inimmaginabile. Tutto questo, che io ho visto, ascoltato e immaginato durante la mia lettura, viene offerto al lettore con un linguaggio molto delicato, che non fa sconti, ma che quasi ricama le parole in un tessuto perfetto. Paura, solitudine, incontri, amicizia e verità gli hashtag che potrebbero accompagnare il racconto di questo libro, e come ciliegina sulla torta un bel #PACE.

 

“Ora gli sarebbe bastato che fosse venuta un’altra volta la notte, per dormire; quando desti si è infelici, dormire è una gran felicità.”

 

 

Buona lettura.

Claudio Della Pietà

 

 

ADDIO AL PIANETA TERRA Luciana Martini

Edizioni readerforblind Collana “le polveri” Pag.     162

Euro 16,00 ISBN 978-88-945998-6-2