#ReceCOnFESsione

 

Il titolo strano che do alla mia lettura di “Stelle in gola”, del maestro Antonio Moresco, ha un personale, stupido motivo.

Non avevo mai letto ancora nulla di questo autore, se non pagine sparse, recensioni ed articoli che lo riguardavano, ma da molto tempo mi affascinava. L’ho ascoltato a PordenoneLegge e in altre occasioni, comprando molti suoi libri, che ora riposano in libreria insieme ad altre decine di colleghi, aspettando il loro turno, e il 20 novembre 2021 si è presentata l’ennesima occasione di incontrarlo, grazie ad “#feissbukutile” dell’amico Crocifisso Dentello, moderatore della serata in Triennale a Milano.

Era scritto forse da qualche parte, che avrei iniziato a leggere Moresco da “Stelle in gola”, che dovevo cominciare da una sorta di autobiografia non pensata inizialmente, anzi archiviata, poi ricercata, poi cestinata, poi recuperata.

Il romanzo inizia così: “Questo è un libro segreto, un libro sepolto, un libro scorticato, un libro rifiutato da uno scrittore rifiutato, un libro che è stato ucciso e che poi è risorto, un libro fracassato ma che si muove in un’unica orbita. Si potrebbe dire che è il libro della mia vita”. Che ne dite? Un incipit di discreta fattura!

Amo dire raccontando le mie letture e incontrando il libro giusto, “questo libro è una miniera”, di spunti, idee, domande, fatti, storie e luoghi, e mai come in questo caso ho trovato tanta ricchezza ed esclusività. Questo libro sembra il Disco di Newton, i cui colori mescolandosi nel giro vorticoso della vita, restituiscono il colore unico e prezioso della luce.

Qui ci sono spezzoni di romanzi, racconti, saggi, schizzi (non solo di inchiostro, anzi), e lo svelamento della meraviglia è pari a ciò che avrà provato chi ha pronunciato il fatidico “Apriti sesamo”. Siamo solo a pag. 11 (di 282).

 

 

 

 

Antonio ha tra i 15 e i 17 anni, e scrive su un suo diario, una pagina intensissima, corrosiva, potente e vera, sulla scrittura. Credo che la strapperò e la incornicerò.

Letti questi spezzoni di diario si passa al romanzo che dà il titolo al libro “Stelle in gola”. Antonio ha qualche anno in più e un’idea curiosa, scrivere questo romanzo in un cesso o meglio, scriverne un capitolo in ogni cesso diverso, “così i critici avrebbero dovuto fare il giro dei cessi di tutta Italia per farne la recensione.” E dei cessi, e dell’atto finale che in essi si realizza, l’autore parlerà moltissimo. Frequentemente defecherà parole sulle pagine dei suoi scritti.

Spezzoni, pagine, stralci, decine di righe ci conducono ad un romanzo scritto a 29 anni, e poi tre racconti e avanti di questo passo. Una produzione bulimica. Un flusso continuo di parole fino alle ultime stelle, che l’autore raccoglie in una lista di nuovi progetti, a settant’anni. E’ bellissimo il coraggio che ci mostra Antonio Moresco, la forza che cerca di trasmetterci, quella volontà che dopo una vita molto faticosa, lo porta a progettare ancora, e a pensare sempre. Sì, lui secondo me è innanzitutto un pensatore, una persona che grazie al suo profondo pensare scrive poi cose che scavano nell’animo umano, mentre le leggi e pronunci.

Moresco è l’autore che mi piacerebbe incontrare a tu per tu, magari in casa sua, nel cesso dove scrive, per fargli un sacco di domande e poi, seduti uno di fronte all’altro, perderei il coraggio di chiedere e rimarrei a contemplare il suo pensiero.

Grazie Antonio Moresco.

 

“C’era una volta un raggio che non sapeva di essere un raggio, non sapeva se c’era da qualche parte una luce di cui era il raggio. E non sapeva neanche che cosa illuminava, perché la luce non vede niente”.

 

 Rcensione a cura di

Claudio Della Pietà

 

Stelle in gola

Antonio Moresco

SEM Società Editrice Milanese

ISBN 9788893903790

Pag.  282

Euro 18,00