La vita è imprevedibile.  Dora, una pediatra dal carattere forte, lo sa. Gli eventi la costringono ad uscire per forza dalla sua comfort zone, una routine quotidiana creata proprio per darle sicurezza. Il destino ha deciso di scardinare le sue certezze attraverso una profonda sofferenza.

Cosa farà ora? Saprà cogliere le nuove opportunità? Riuscirà ad aprirsi verso una rinascita? L’erede della felicità (Mondadori, 2023) è una storia di vita e di amore dove nulla è scontato e dove le emozioni fluiscono pagina dopo pagina. Un viaggio nell’universo femminile e dove ogni donna potrà ritrovarsi.

Dora è una donna forte. Quando stava con Marco, l’amore della sua vita, le sembrava che tutto fosse perfetto e sotto controllo. Eppure dal momento in cui, tre anni prima, lui l’ha lasciata, il suo mondo è andato in frantumi e ancora oggi non ha trovato la consapevolezza per ripartire davvero. Barricata dietro una routine fondata su tre certezze – il lavoro da pediatra in un ospedale di Milano, l’adorata nonna Ines e l’amica e confidente Cinzia -, ha lasciato che la sua vita privata si cristallizzasse. In ospedale, nonostante la viscerale antipatia che prova per il primario, Dora si sente utile, e questo la fa stare bene, ancora di più da quando è arrivato Gennarino, un bambino che le ha conquistato il cuore. Tra piccole soddisfazioni e qualche nota grigia, la vita di Dora prosegue su binari dritti, una comfort zone che le dà sicurezza. Ma il destino sta per bussare alla sua porta.

Abbiamo incontrato l’autrice del romanzo, Chiara Baldi, per porgerle qualche domanda.

Come è nata ispirazione per la storia del romanzo L’erede della felicità?
Mi sono ispirata alle mie letture, la passione per la letteratura, con l’obbiettivo di condividere e emozionare. La spinta però a creare un progetto che avesse un valore editoriale è nata in modo prepotente dopo la morte di mia nonna: la sua perdita mi ha dato il coraggio per far sentire la mia voce.
Ci presenti la protagonista, Dora?
Dora all’inizio della storia è una donna, proprio come noi: è un medico in carriera, sta cercando di superare una relazione fallita, sta cercando il suo posto nel mondo. E’ in un momento di stallo. Guarda ancora la passato senza riuscire a concentrarsi sul presente. La vita invece le chiederà proprio questo: lasciarsi le esperienze negative alle spalle cercando di vivere l’attimo pienamente, in modo da poter rinascere.
E’ un libro che parla alle donne?
Come dicevo prima, Dora rappresenta tutte noi donne: lottiamo per trovare un equilibrio, cadiamo, ci rialziamo e cerchiamo la forza per rinascere dai nostri errori e sofferenze. La storia della protagonista è universale: è l’impegno che hanno ogni giorno tutte le donne.
All’interno c’è un messaggio sull’amore, le relazioni nel mondo d’oggi?
Nel mio romanzo l’Amore è qualcosa di complesso, non è solo riferito al classico rapporto a due. Ha mille sfaccetature e si presenta a noi in modo inusuale. Il punto interessante è come noi possiamo aprirci e accoglierlo quando arrivara in un modo diverso da quello che ci eravamo immaginato. L’amore non va idealizzato ma accolto.