Roma, è gennaio, piove e fa freddo: Misericordia e Fango, impegnati in una presentazione nella loro libreria,
ricevono una visita a sorpresa dell’ispettore Ceratti.
Poche ore prima, infatti, nel Cimitero Acattolico della Piramide è stato trovato il cadavere di una donna di mezza età,
pugnalata alla schiena davanti alla tomba del grande poeta inglese John Keats.
E’ nelle librerie “Delitto al cimitero inglese”, noir firmato da Max&Francesco Morini e pubblicato da Fratelli Frilli. Un romanzo godibilissimo, perfetto per stagione estiva. Un noir in piena regola con un detective libraio intelligentissimo, un duo investigativo divertente, e sullo sfondo una Roma bellissima e piena di contraddizioni.
I romanzi di Max&Francesco Morini sono intriganti e hanno sempre un richiamo letterario, vista l’attività pricipale del protagonista Ettore Misericordia.
Una serie azzeccata e ben riuscita, dallo stile riconoscibile e magistrale.

Abbiamo incontrato Max Morini in seguito all’uscita del romanzo per approfondire alcune tematiche intorno alla storia e alla loro produzione.
Max, come descriveresti Misericordia a chi ancora non lo conosce?
Ettore Misericordia è un libraio-detective di Roma, o meglio, il libraio-Sherlock Holmes romano. Quarantenne, intelligentissimo, single impenitente, affascinante, colto, e genio indiscusso della deduzione logica, è proprietario di una libreria, ereditata dal defunto padre, specializzata sulla città eterna e tutto ciò che la riguarda, dal passato più remoto al presente: folklore, storia,
politica, letteratura, arte, miti, leggende etc etc. E proprio grazie alla conoscenza enciclopedica di tutto questo straordinario patrimonio culturale, Ettore viene spesso convocato dall’ispettore Ceratti della squadra omicidi per affiancarlo nella soluzione di casi criminali che avvengono nel presente; tutti i casi infatti ruotano intorno a uno o più personaggi ( non solo romani) che in qualche modo, nel passato, hanno fatto la storia di Roma, trascinando una scia di sangue e mistero fino ai nostri giorni: Caravaggio, Bernini e Borromini, Ettore Petrolini, Gustavo Rol e Alessandro Torlonia, fino all’ultimo caso legato a Byron e ai poeti romantici inglesi dell’Ottocento.
Come è nata la coppia Misericordia – Fango?
La coppia Misericordia- Fango, ( Fango è l’io narrante di tutti i casi, assistente di Ettore in libreria e durante le indagini), nasce dalla nostra passione per il giallo classico di deduzione logica, da Conan Doyle e Van Dine a Ellery Queen, passando per Agatha Christie e Rex Stout,colossi della narrativa anglo-americana di genere del secolo scorso e “creatori” del detective quasi sempre non professionista, dotato di una intelligenza non comune attraverso la quale, servendosi solo del ragionamento e della logica, riesce ad arrivare alla soluzione dei casi prima della Polizia. Proprio come Ettore Misericordia.
Sullo sfondo Roma: che tipo di rapporto hai tu con la città? Perché hai scelto di ambientare le loro vicende proprio nella Capitale?
Siamo nati e cresciuti a Roma, e ne siamo molto orgogliosi; come tutti i romani, la amiamo alla follia ( anche se qualche volta ci fa un po’ arrabbiare…).
Abbiamo deciso di ambientare le inchieste di Misericordia nella nostra città, innanzi tutto perché la conosciamo più o meno come Ettore, ma anche perché a livello di invenzione e ideazione dei casi, è una miniera inesauribile di storia e di storie; senza poi tacere del fatto che Roma nasce dal sangue versato da due fratelli, e nei secoli fonda la sua storia sulla violenza e l’omicidio.
Questa volta l’ambientazione si sposta sul Cimitero Acattolico della Piramide di Roma. E’ un luogo che ti ha incuriosito? Che ti affascina? E se sì perché?
Certo: il Cimitero Acattolico di Roma, detto anche degli Inglesi, è uno dei luoghi più magici, misteriosi ed intriganti di Roma, purtroppo sconosciuto alla maggior parte dei romani stessi, e si trova accanto ad un altro monumento “esoterico”, la Piramide Cestia. La nostra città è piena di questi posti, delle vere e proprie “chicche”, ma noi lo conosciamo da quando eravamo ragazzi: dopo aver letto il nostro libro, andate subito a visitarlo!
In questo nuovo romanzo il mistero viaggia su due piani temporali diversi: oggigiorno e il 1800. E’ la prima volta che utilizzi questa tecnica narrativa?
Usiamo l’alternanza tra passato e presente in tutti i casi di Ettore Misericordia, a partire dalla prima inchiesta Nero Caravaggio; è un espediente narrativo che ci serve per costruire l’intreccio del giallo, in cui i due piani narrativi si fondono e con-fondono, per arrivare poi allo svelamento finale dove tutti i tasselli del puzzle tornano al loro posto.
A chi consiglieresti il tuo nuovo romanzo?
Agli appassionati del genere, ma non solo; nei nostri romanzi, al di là dell’indagine poliziesca con tutti i suoi crismi, c’è Roma, ovviamente, ma una Roma osservata e “visitata” da un punto di vista diverso, non turistico, che tutti i lettori che ci hanno seguito fino ad oggi apprezzano molto, a tal punto che alcuni usano i nostri libri per andare a verificare di persona i riferimenti artistici e urbanistici meno conosciuti e più sfiziosi, che fanno da mappa allo sviluppo delle inchieste. C’è inoltre un lavoro narrativo di scavo psicologico ed emotivo, non solo nei protagonisti, ma soprattutto nelle vittime, nei personaggi di contorno e nell’assassino/i, come per esempio in questo ultimo caso, dove scandagliamo più a fondo le dinamiche dei rapporti conflittuali tra genitori e figli.
L’estate si tinge di giallo: quali titoli o autori consiglieresti agli appassionati di lettura?
Beh, tutta la serie di Ettore Misericordia! Ogni caso-episodio è auto-conclusivo e non sequenziale: iniziate da dove volete, buona lettura!

