La distanza tra me e te: intervista a Lucrezia Scali

Creato da Federica Tronconi il 02/10/2016

 

 

 

 

Isabel abita a Roma: poco socievole, precisa, abitudinaria, programma la sua vita nel dettaglio. Non sopporta le sorprese, non le piace cambiare i suoi piani all’ultimo momento e considera l’imprevisto un vero nemico. Andreas vive in un piccolo bilocale a Torino, dove gestisce l’officina del padre. Ama la compagnia degli altri, il rischio e l’avventura. Due mondi incompatibili, uniti solo da una comune passione: i cani. Entrambi ne hanno uno, a cui sono legatissimi. Ed è proprio quando li accompagnano a una gara, che Isabel e Andreas s’incontrano. O per meglio dire, si scontrano, perché l’impatto non è dei migliori. Quasi per gioco, i due prendono a scriversi su Facebook. Brevi messaggi conditi da ironia e frecciatine. Sarebbe tutto perfetto, se Isabel non fosse sposata e Andreas fidanzato…

Dopo il successo Te lo dico sottovoce, Lucrezia Scali torna nelle librerie con un romanzo fresco, godibile sin dalla prima pagina, una lettura piacevole e simpatica. La Scali parla di amore mai in modo banale, cerca sempre uno spunto originale rendendo appunto le sue storie mai scontate. Abbiamo raggiunto la scrittrice Lucrezia Scali per farle qualche domanda e carpire qualche curiosità.

 

 Quando è nata la passione per la scrittura?

Se scavo tra i miei ricordi mi vedo sempre con un libro o una penna in mano. Amo leggere fin da bambina e questa passione mi ha aperto un mondo fantastico e che non conoscevo. Non potrei immaginare la mia vita senza libri e non potrei immaginare la mia vita senza le storie che affollano la mia testa. Credo che sia nato tutto dai libri… sono loro i colpevoli.

Dal tuo primo libro a “La distanza tra me e te” senti di essere cambiata come stile e come scrittrice?

Personalmente cerco sempre di migliorarmi, ma non solo nel campo della scrittura. Sono ancora giovane( anche se ho 30 anni) e ho ancora tanto da vedere e da imparare. E lo voglio davvero. Quindi spero che il lettore riesca a percepire questo mio cambiamento e la voglia di mettermi in gioco, di giocare con i personaggi e di maturare come autrice.

Quali sono gli aspetti dell’Amore che ti piace descrivere nei tuoi romanzi?

Per me l’amore è qualcosa di universale, che tocca e abbraccia ogni cosa che ci circonda. Può essere l’amore per il proprio lavoro, la passione per qualcosa che ci piace, l’amore che unisce due persone o per gli animali… l’amore per la vita. Ed è questo il tipo di amore che voglio trasmettere. Sono consapevole che i lettori magari cercano di rifugiarsi nei libri per evadere dalla realtà, di poter sognare amori impossibili e fantasticare… ma non è sempre quello che voglio regalare io. Desidero parlare di amori reali, tangibili, dove le persone possono immedesimarmi. Voglio prendere il bello che c’è nella quotidianità e metterlo su carta.

 

 

 

C’è un personaggio fra tutti i tuoi romanzi a cui sei affezionata particolarmente?

Rispondere a questa domanda è impossibile. Ogni personaggio, vuoi o non vuoi, è il frutto della mia fantasia mischiato alla realtà. Sono legata a tutti, in ognuno di loro c’è qualcosa che mi “appartiene” ed è impossibile scegliere. È come se chiedessi a una madre qual è il suo figlio preferito :)

Metti di solito qualcosa di te nei tuoi romanzi?

Ecco, ho anticipato la domanda. Sì, in ogni romanzo c’è una parte di me, del mio mondo e delle persone che conosco o che ho incontrato. Mi piace prendere qualcosa di mio e inserirlo nelle storie che scrivo, mi fa sentire ancora più a mio agio e a casa. Non a caso il cane di Te lo dico sottovoce prende il nome dal mio… inutile dirti che la sua descrizione combacia con quella del mio pelosetto reale.
C’è qualcosa nella tua vita da cui trai ispirazione? 

Sì, per esempio La distanza tra me e te nasce in seguito a una serata trascorsa con amici. Si stava “spettegolando” su alcune persone e mostrando delle foto su Facebook su tizio caio che si era lasciato con xy. Da lì l’idea di scriverci un libro. Di usare i social come mezzo di contatto ma anche di distanza, perché è vero che uniscono le persone ma spesso tendono a far perdere di vista la realtà. Ed è quello che succede a Isabel e Andreas.

L’ultimo tuo romanzo gioca molto sul discorso realtà e ambiente digitale (Facebook): credi che i due mondi in amore possano “sposarsi”? Credi nell’amore nato in rete? 

Credo nell’amore nato in rete perché mi è successo. Non sono però sicura per le storie d’amore a distanza, che si vedono molto poco e usano i social per sentirsi. Credo nell’amore fatto di piccole cose e di gesti inaspettati, di sorrisi reali e di una suonata di clacson come per dire “ehi, sono sotto. Scendi.” Sicuramente essere dietro a un monitor aiuta ad allontanare la timidezza, a sentirsi più liberi nel confidarsi e lasciarsi andare… e forse è proprio questo un problema se usato da chi non è single.

 

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