Un’ indagine casuale scaturita dal passato; l’insistente richiesta di aiuto di un ex senatore della repubblica; il naturale desiderio di intraprendere una nuova ricerca: questi i nuovi, coinvolgenti ingredienti del thriller ‘Non guardare nell’abisso‘, firmato da uno dei maggiori esperti internazionali nel campo del mistero e della psicologia dell’insolito, lo scrittore e giornalista Massimo Polidoro.
L’Ultima riga ha incontrato l’autore per farsi raccontare l’ultima avventura di Bruno Jordan, già protagonista del romanzo noir poliziesco ‘Il passato è una bestia feroce‘ (Piemme).

 

 

Il passato ricorre nel primo romanzo e in questo secondo, ambientato negli anni Settanta …
Mi intriga l’idea di mistero intrinseca al passato. La vicenda è temporalmente ampia , abbraccia gli anni di piombo e i due opposti tentativi (di destra e di sinistra ) di sovvertire la repubblica a scapito dei cittadini. È una storia che riteniamo per lo più chiusa; non lo è per i recenti tentativi di portare alla luce le Brigate Rosse. Dunque non è improbabile pensare di raccontare tali fatti, peraltro tutti autentici.

Per quale motivo scegli per i tuoi romanzi contesti realistici, politici e storici piuttosto che psicologici o paranormali?
Perché di questi ultimi mi occupo nei saggi; nei romanzi cerco di scrivere quello che mi ha appassionato come lettore e di cui mi sono impadronito tramite i romanzi che ho più amato.

Narrativa o saggistica? Quale ti appassiona di più?
Nei saggi posso approfondire un argomento che mi interessa e che desidero conoscere bene, ad esempio il mago Houdini o il naufragio del Titanic. Per farlo mi documento tantissimo.
Il romanzo mi piace altrettanto in quanto opportunità di raccontare una storia inedita, ragionata e al contempo mutevole fino all’ultima pagina.

Gli autori sul tuo comodino?
Stephen king per il ritmo incalzante , Thomas Harris (‘Il drago rosso’) e Dennis Lehane (‘Mystic River’ e ‘Shutter Island’) per l’ronia dei suoi thriller, la stessa che ho messo nei miei.
Il protagonista Bruno Jordan ne dimostra parecchia anche in situazioni di pericolo; è una caratteristica propria del personaggio, utile a stemperare la tensione narrativa (…anche se, quando le cose si fanno molto tese, l’ironia cede alla tensione psicologica!).

Quanto Polidoro c’è in Bruno Jordan?
È inevitabile che qualcosa della tua vita finisca nei romanzi. Stessa età, giornalista, di Milano, ama correre e subisce il potere del fascino. Al di là degli elementi comuni, l’autore si deve comunque calare in tutte le mentalità , buone e cattive che siano.

Se Bruno Jordan fosse reale potresti essere suo amico?
Molti scrittori – Agatha Christie ad esempio- fanno morire i loro personaggi perché non ne possono più! Con Bruno ci uscirei ma non diventerei suo amicone…lui ne ha già uno!

Quando hai iniziato il primo romanzo pensavi già di fare del giornalista un personaggio seriale?
Sì. Vi sono elementi ricorrenti nei romanzi e che necessitano di essere sviluppati nei successivi. Dunque so cosa deve succedere nelle prossime vicende.

Da esperto del mistero in tutte le sue forme, cosa pensi attragga l’uomo?
L’ innata curiosità per l’ignoto apre porte che non sapevamo esistessero.

Come affronti il processo di scrittura?
Parto dall’idea ‘forte’: scrivo diverse scene da sviluppare, le metto in ordine, penso a come collegarle . Predisposta la ‘scaletta’ approfondisco ciascun momento narrativo. Alcuni scrittori adottano la prima persona, altri la terza, a volte si alternano; l’ importante è che la vicenda fluisca. Elaboro la prima stesura fino in fondo senza mai tornare indietro, poi la modifico varie volte.

La tua giornata tipo?
Inizio alle 8 del mattino fino a sera, alternando l’attività giornalistica e di scrittore a quella sui social . Mi vengono idee creative anche quando sono in giro…e le appunto subito! A volte mentre scrivo ascolto musica strumentale; altre, soprattutto nel processo di revisione e di riscrittura, necessito di silenzio per riflettere su ciascuna parola.

Hai un’intensa attività social …
Quando ho esordito nel romanzo giallo , thriller e noir non avevo un seguito di lettori in questi generi. Ho voluto quindi accompagnare il mio libro intrattenendo un rapporto diretto con il pubblico su Twitter, Facebook e con una newsletter. Alcuni utenti selezionati hanno avuto l’opportunità di leggere in anteprima il romanzo e parlarne sui propri social. Grazie al loro appoggio (booktrailer, foto, recensioni) il libro è andato subito in ristampa! In occasione dell’uscita del seguito i lettori hanno votato la copertina ed è stato organizzato un giro di presentazioni .

Una domanda all’editor: come è stato lavorare su questo libro e con l’autore?
Il mio ruolo mi impone di esercitare un certo distacco per guardare le cose dall’alto e non immergermi completamente nella narrazione come un semplice lettore. Il personaggio di Bruno Jordan già esisteva ed io l’ ho conosciuto con il secondo romanzo; dovendo verificare gli episodi storici in cui si trova ad operare ho imparato molto sugli anni Settanta, constatando come Massimo sia riuscito abilmente ad intrecciare realtà e finzione (i verbali falsi sono ricreati sulla falsa riga di quelli veri; fatti che si pensano inventati sono veri).

 

 

Massimo Polidoro è scrittore e giornalista, è considerato uno dei maggiori esperti internazionali nel campo del mistero e della psicologia dell’insolito.
Conduttore e consulente scientifico di trasmissioni televisive di successo, è autore, tra gli altri, di ‘Enigmi e misteri della storia’ e di ‘Rivelazioni’.
Con il thriller ‘Il passato è una bestia feroce’ ( Piemme; premio NebbiaGialla 2015 per la letteratura noir e poliziesca) ha dato vita al personaggio di Bruno Jordan, che torna come protagonista in ‘Non guadare nell’abisso’ (Piemme).

Per ulteriori informazioni e curiosità :

www.massimopolidoro.com

Alla prossima lettura!

Monica

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