María Dueñas è stata in Italia per incontrare i suoi lettori all’ Instituto Cervantes di Milano. Non ci siamo fatti sfuggire l’occasione per incontrarla e parlare con lei dei suoi libri, dei temi di attualità che sviluppa nelle sue trame, di lei come scrittrice e lettrice. Di lei come donna.

E’ nata nella provincia di Ciudad Real nel 1964. E’ laureata in Filologia inglese ed è stata per anni titolare della cattedra di Filologia e Letteratura inglese all’Università di Murcia. Nel 2010 ha esordito con “El tiempo entre costuras” (“La notte ha cambiato rumore“, Mondadori 2010), un romanzo che in brevissimo tempo è diventato uno dei più grandi fenomeni editoriali spagnoli e che nel mondo ha venduto più di cinque milioni di copie.Nel 2015 è uscito, sempre per Mondadori,  Un sorriso fra due silenzi, la storia  di Mauro Larrea è un uomo che si è fatto da solo, emigrato dalla Spagna in Messico insieme alla sua famiglia, è partito dal basso, facendo il minatore, e piano piano, attraverso tante difficoltà, si è arricchito, diventando proprietario di diverse miniere. Ma il problema del lavoro continua a perseguitarlo, finisce indebitato e decide di iniziare a viaggiare per tentare nuova fortuna. In questo romanzo la Dueñas racconta un’avventura epica di ascese e cadute, intrighi di famiglia, vigneti, cantine e città superbe, il cui splendore è svanito nel tempo. Una storia di coraggio, nonostante le avversità, e il racconto di un destino capovolto per sempre dalla forza della passione. la nostra chiacchierata con lei parte proprio da qui, dal suo protagonista,  Mauro Larrea.

La storia di Mauro Larrea è straordinariamente attuale, è una cosa voluta?

La storia è ambientata in un momento storico passato e quando ho iniziato a scrivere la storia no, non avevo ancora deciso bene cosa sarebbe successo a Mauro. Poi con l’evolversi della trama si è delineata questa situazione molto attuale, la storia di un uomo in difficoltà, chiamato a reinventarsi, una storia di coraggio.

L’amore nel suo romanzo è un punto centrale. 

L’amore per me ha varie declinazioni: tra padre e figlio, fra amicizie, amore tragico, l’amore insperato, l’amore generoso e questi ultimi tre casi li ho descritti nel romanzo. Non esiste per me a livello personale e come scrittrice un amore convenzionale: infatti nel mio romanzo ho voluto proprio far vedere diverse sfaccettature di questo grande e complesso sentimento. In generale, comunque, credo che l’amore sia una predisposizione naturale e nel caso di Mauro nella storia arriva all’improvviso nel momento in cui proprio il protagonista non era pronto.

Si è rifatta a dei modelli quando ha pensato a Mauro come personaggio della sua storia?

Quando ho costruito il personaggio ho voluto sempre rimanere legata alla realtà. Ho voluto semplicemente descrivere la condizione umana, concreta, con contraddizioni, momento di gloria e cadute. L’importante è che i miei personaggi non abbiamo filtri, e che abbiano, come Mauro, una sua forte e propria personalità.

Trionfo e sconfitta: un passaggio fondamentale del suo romanzo ma anche della condizione umana.

Esattamente. Arriva un momento per tutti nella vita in cui la stabilità e l’equilibrio si spezzano, per diversi motivi, come può essere una crisi sentimentale di un rapporto che si rompe o una caduta economica. Mi piace molto però il momento in cui il personaggio si guarda dentro e trova quel coraggio per andare avanti e ricostruirsi. E’ un cambio difficile ma necessario.

 

 

Dai suo romanzi emerge un grande lavoro di ricerca. Quanto è importante questa fase per la costruzione della trama?

Tanto, e mi piace molto questa fase perché è un momento in cui posso scoprire molte cose, sono mondi nuovi che di dischiudono. Utilizzo tutti gli strumenti che ho a disposizione per documentarmi: leggo libri ambientati nei luoghi che andrò a trattare nel romanzo, viaggio, vado fisicamente a vedere il posto,  raccolgo immagini, foto e mappe dell’epoca, ascolto musica di quel periodo. E questo lavoro viene prima dell’inizio della scrittura. Quando si è creato tutto questo “ambiente” inizio. Questo lavoro mi tieni occupata un anno circa.

C’è un personaggio del romanzo in cui si rivede, che le assomiglia?

I personaggi dei miei altri romanzi erano donne, invece nell’ultimo è un uomo ma paradossalmente mi rivedo di più in lui perché è più vicino a noi nelle difficoltà, viaggia, cambia, non spera che la vita si “sveli” ma lui stesso le va incontro. Certo, rimane un uomo, quindi distante come pensiero e modo di fare da me ma in generale lo sento più “affine”.

C’è un momento della vicenda a cui è legata o che l’ha emozionata? 

Quando Mauro conosce Soledad, o meglio quando capisce che si sta innamorando. Un uomo freddo, sicuro e tutto d’un pezzo che capisce che qualcosa sta cambiando. Sì, questo punto mi ha emozionata.

 Legge nel tempo libero e in particolare autori italiani?

Si leggo, ad esempio ho letto di recente Elena Ferrante che mi ha molto colpito.

Condividi

    2 Risposte fino ad ora.

    1. Erica scrive:

      È una donna – oltre che una scrittrice – incredibile


    *