La ragazza del karaoke

Creato da Federica Tronconi il 27/10/2014

“Lei si muove per le strade come un fantasma tra la folla, aspettando di essere notata, aspettando che arrivi quel momento, il momento di trasformazione che darà senso alla sua vita, indicandole cosa deve fare.”

Lasciarmi sorprendere da queste pagine è stato facile.
Questo libro non è solo un thriller, ti prende per mano e ti porta coraggiosamente da un’altra parte, a fare i conti con riflessioni che non potevi aspettarti.
La ragazza del Karaoke” è Ling, una giovane cinese, un’entraineuse con il desiderio di guadagnare e cambiare vita che, una notte,viene trovata morta in una piscina dell’Inlet, quartiere benestante ed esclusivo di Singapore. Quello che apparentemente sembra un caso semplice, di facile soluzione, rivela poco a poco una situazione ben più intrigante.
Jasper, il rampollo con cui Ling ha trascorso la sua ultima notte è il primo ad essere sospettato. Vittima del suo “stato sociale”, in quanto nipote del ricco imprenditore immobiliare Willy Gan, sembra dover riscattare non solo l’innocenza ma l’intera sua persona.
Ad occuparsi dell’indagine il vice commissario Cheng Fai, un uomo risoluto, istintivo, in crisi con la moglie e spesso in contrasto con il suo capo Wiston Heng
Ma tanti sono i personaggi coinvolti nella vicenda. Ognuno con il suo passato, ognuno con la sua storia che, come le tessere di un puzzle, acquistano senso e valore quando si incastrano l’una con l’altra.
I numerosi feedback che la scrittrice propone diventano elementi sempre nuovi che vanno ad arricchire la storia e l’analisi psicologica che ne consegue, così tanto che una volta finito di leggere il libro si avrà ancora voglia di ricominciare, per capire meglio ogni singolo passaggio alla luce di ciò che finalmente “sappiamo”.
Ciò che resta è la convinzione che ognuno di noi sia, senza dubbio, il risultato di tutte le esperienze fatte e subite. A volte si è così abituati a stare “in bilico” che anche a trovarlo quel fantomatico equilibrio non lo si vorrebbe…
Non è anche questo un sintomo dell’ironia della vita e del tempo?

Ma il momento delle scelte arriva sempre, ahi voglia a cercare qualcosa (o qualcuno) in cui affogare le nostalgie e posticipare le azioni senza meta. Alla fine siamo sempre lì, gli stessi fantasmi, e la stessa ammorbante voglia di normalità!
E quando finalmente “metti in ordine le cose”, un po’ come quando metti in ordine i pensieri, ti accorgi che l’insegnamento più grande di queste pagine è che…niente è mai ciò che sembra, e la vita… la vita a volte è davvero tutto un senso dì…instabilità!

Recensione a cura di

ELENA LUCENTE

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