Cento giorni di felicità

Creato da monica il 09/03/2014

“Non penso a niente. La testa è vuota. Un contenitore senza contenuto. Siamo solo io e la mia ciambella. Chiudo gli occhi. Mi godo il nulla che rimbomba nella mia scatola cranica. Sento anche il mare, come quando ascolti le conchiglie…”

 

 

 

 

In “Cento giorni di felicità”, esordio letterario dello sceneggiatore e produttore cinematografico romano Fausto Brizzi, assistiamo agli ultimi cento giorni di vita di Lucio Battistini : un uomo ordinario, ad eccezione del nome, scaturito dalla passione della madre per il celebre singolo “Acqua azzurra, acqua chiara” e responsabile di un’adolescenza ben poco costellata di popolarità e successo presso i coetanei.

Ma la vita ha saputo restituirgli diverse soddisfazioni: un lavoro, una squadra di pallanuoto da allenare due pomeriggi a settimana , due figli e una moglie che ama.
Il loro legame, tuttavia, viene irrimediabilmente minato dai tradimenti ai danni di lei che decide, infine, di cacciare il marito di casa.
A Lucio non resta altra scelta che riparare nel retro-bottega del suocero, pasticciere famoso in tutta Roma per le sue ciambelle; proprio allora incappa per la prima volta nell’”Amico Fritz”, intenzionato a non abbandonare da quel momento in poi la sua nuova conoscenza.
Sì perché “Amico Fritz” è il nomignolo affibbiato da Lucio al cancro che lo sta uccidendo e che gli riserva soltanto altri tre mesi di vita.

Dopo l’iniziale disperazione, Lucio decide di vivere appieno i cento giorni che gli restano: per riconquistare la moglie, insegnare a nuotare a suo figlio, fare un viaggio con la sua famiglia, dimagrire e presentarsi in perfetta forma all’evento finale.
Per cogliere davvero gli aspetti importanti dell’esistenza: persone fidate e semplici gesti che riempiono di sicurezza e serenità ogni singolo attimo che ci è concesso.
Per testimoniare e godere fino in fondo la felicità che una vita, la sua vita, nonostante tutto, ha saputo regalargli.

alla prossima lettura!

Monica

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