Monuments men

Creato da monica il 28/02/2014

“Monuments Men”: un recente film che ha già riscosso grande successo di critica e pubblico, ma prima ancora un romanzo, firmato dallo studioso, mecenate e scrittore americano Robert Edsel.

 

 

 

 

Tutti abbiamo studiato gli eventi principali  del secondo conflitto mondiale; ma quanti saprebbero spiegare l’identità dei Monuments Men?

Robert Edsel ci fornisce un’esaustiva ed appassionante spiegazione di coloro che sono passati alla storia con tale altisonante appellativo: poche centinaia di uomini e donne, tra direttori di musei, curatori di esposizioni, storici dell’arte, architetti, insegnanti, provenienti da tredici diverse nazioni, i quali prestarono servizio nella MFAA (Monuments, Fine Arts, and Archives), la sezione Monumenti, belle arti e archivi dell’esercito anglo-americano, istituita il 23 giugno del 1943 per volontà del presidente americano Roosevelt.

Inizialmente incaricati di limitare i danni al patrimonio artistico dovuti ai combattimenti, con particolare riguardo agli edifici storici quali chiese, musei e monumenti, con l’estendersi del conflitto si dedicarono soprattutto a rintracciare i capolavori trafugati dai nazisti e nascosti in luoghi sperduti ed abbandonati come miniere o fabbriche in disuso.

Strettamente connessa al progetto di conquista territoriale era, difatti, l’ambizione hitleriana di concentrare le più importanti opere artistiche all’interno dei confini del Reich e realizzare a Linz ( Austria ) la più grande esposizione permanente d’arte dell’universo.
Diverso il destino pensato dal führer per le opere ritenute espressione di un’arte degenerata: una implacabile distruzione.

Tra gli innumerevoli tesori confiscati scopriamo la celeberrima pala di Gand, sotterrata in una miniera di sale a 500 metri di profondità; la michelangiolesca Madonna di Bruges, la Gioconda di Leonardo , nonché decine di migliaia dei più importanti capolavori dell’umanità, firmati dai grandi artisti del passato come Vermeer, Rembrandt, Picasso, Donatello.

Terminato il conflitto, i Monuments Men proseguirono la loro opera in Europa per altri sei anni, consegnandoci all’incirca 5 milioni di oggetti grazie alla loro passione, intuito, resistenza e coraggio.

Con il suo romanzo Edsel restituisce senza retorica il giusto tributo ad anti-eroi di mezza età, animati non dal desiderio di successo o celebrazione ma dal puro e disinteressato amore per l’arte e la cultura.

alla prossima lettura!

Monica

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