Il treno in sottofondo. Raggiungiamo Luca Bianchini in viaggio verso Bassano del Grappa. I due tour degli ultimi suoi romanzi si sono incrociati: stava attraversando l’Italia per promuovere “Io che amo solo te” ( qui intervista e recensione https://www.ultimariga.it/portale/?p=3251 ) quando è stato ispirato per il seguito “La cena di Natale”. Il nuovo romanzo raduna tutti i personaggi della famiglia di Ninella&Co intorno alla tradizionale tavola delle feste.

 

 

La vicenda è incentrata alla vigilia di Natale quando sono tutti più romantici, più buoni, ma anche un po’ più isterici. Polignano a Mare si sveglia magicamente sotto la neve che stravolge la vita del paese, dividendolo tra chi ha le gomme termiche e chi no. La più sconvolta è Matilde, che riceve quella mattina un anello con smeraldo da don Mimì, suo marito, “colpevole” di averla troppo trascurata negli ultimi tempi. Lei si esalta a tal punto da improvvisare un cenone per quella stessa sera nella loro grande casa, soprannominata il “Petruzzelli”, in cui troneggia un albero di Natale alto quattro metri e risplendono le luminarie sul tetto. L’obiettivo di Matilde è sfidare davanti a tutti Ninella, la consuocera, il grande amore di gioventù di suo marito. E Ninella, che a cinquant’anni è ancora una guerriera, accetta la sfida. Sbaglia però a farsi la tinta “biondo Kidman”, che la renderà meno sicura, ma non per questo meno bella. Quella sera, alla stessa tavola imbandita si siederanno, tra gli altri: una diciassettenne ossessionata dalla verginità (Nancy); una zia con tendenze leghiste (Dora); una coppia (Chiara e Damiano) in cui il marito forse ha messo incinte due donne, e un ragazzo gay (Orlando) che ha dovuto scrivere a mano su pergamena undici menu, in cui spicca il “supplì alla cozza tarantina” preparato con il Bimby.
Tra cocktail di gamberi, regali riciclati, frecciate e risate, ne succederanno di tutti i colori. Ma ai due consuoceri, Ninella e don Mimì, importerà solo essere seduti uno accanto all’altra.

 

Luca, da dove nasce l’idea del seguito di Io che amo solo te?

Mi ha lanciato l’idea Marco Ponti (che sarà  il regista della versione cinematografica del primo capitolo). Mi ha fatto notare come io venga ogni anno sequestrato dalla mia grande famiglia per le feste e mi ha chiesto “Perché non raduni tutti i personaggi di “Io che amo solo te” ad un cenone o pranzo natalizio?”. L’ho fatta subito mia. Ho scritto con grande entusiasmo e passione, velocemente. Ho lavorato alla stesura mentre ero in tour per la presentazione di “Io che amo solo te”, dal tredici Settembre al cinque Ottobre.

Ti hanno aiutato i lettori?

Sì e al momento non erano consapevoli che stavano aiutandomi nella caratterizzazione dei personaggi del sequel. Durante le presentazioni facevo domande su Ninella, ad esempio, e le donne presenti mi suggerivano come la vedevano. Poi dopo hanno capito.

Ancora sullo sfondo la Puglia. Quanto sei affezionato a questa terra?

Moltissimo. E’ affettuosa, generosa e ti sorprende sempre. C’è molto coinvolgimento e le persone danno molto calore. Mi sento adottato.

La famiglia di Ninella e Don Mimì dà moltissime possibilità per scrivere nuovi capitoli. Stai già lavorando a qualcosa?

Di idee ne ho tante – come ad esempio un battesimo, una crociera o un’eredità – ma per adesso vorrei spaziare scrivendo anche di altro. Scrivo per entusiasmo e questo i miei lettori lo avvertono. E questa prerogativa deve sempre esserci. Io scrivo con il cuore, se diventa un mestiere questa cosa tende a perdersi.

In Io che amo solo te il tema era l’amore – nuovo e passato – in tutte le molteplici sfumature. Ne La cena di Natale qual è punto centrale?

Credo la fragilità umana. Soprattutto delle due donne protagoniste: sono speculari, si odiano, sono e si credono nemiche, rivali ma in realtà hanno in comune questa grande fragilità, che per altro tutti abbiamo.

La cena di Natale come momento famigliare trovi che sia adatto a questo famiglia così speciale?

Sì, la cena di Natale è un’istituzione in famiglia. E’ un momento dove non si può mancare, se sei assente si sente, ci si annoia ma guai se non si sente questa noia. E poi ci raduna tutti e questo implica dinamiche particolari ed uniche.

 

 

Quando non si dimentica una cena di Natale?

Quando c’è una lite, un regalo particolare, se nevica, se c’è tristezza, solitudine o sofferenza.

Io che amo solo te diventerà presto un film. Quando hai appreso la notizia cosa hai pensato?

E’ stata una gioia, ma niente in confronto all’entusiasmo dei miei lettori. Io scrivo per i lettori e questo è l’importante. Ora sto cercando di prendere un certo distacco dalla produzione cinematografica perché anche se il regista è un amico finché la realizzazione non è terminata non sai mai come può essere il film (se bello o no), non puoi controllarlo.

Gli attori sono già stati scelti?

No e per alcuni personaggi non sarà facile perché sono molto particolari. Probabilmente in quel caso si andrà a cercare in ambito teatrale.

Facciamo un gioco: se potessi scegliere tu gli attori dei tuoi personaggi chi sceglieresti?

Se facciamo per assurdo allora lo facciamo per bene: che ne dite di Mariangela Melato che fa Ninella e Clark Gable per Don Mimì? Fantastici!

Altro gioco: chi mettiamo ad un’ipotetica Cena di Natale organizzata da Luca Bianchini con personaggi famosi?

Allora…Giuliano Sangiorgi, Laura Pausini, Antonella Clerici, Luciana Littizzetto, Alessandro Del Piero, Alessandra Amoruso, Fiorello, Jerry Scotti, Pif, Jovanotti. Sì però poi i cantanti presenti devono cantare, eh?! (ride)

E invece come sarà la cena di Natale vera a casa Bianchini?

Saremo tutti a casa di mamma, di mia zia o di mio cugino. Saremo una quindicina e ci sarà buon cibo: specialità tunisine, siciliane, piemontesi e toscane. Per le dinamiche e il cibo mi sono ispirato molto alla mia famiglia per creare i due romanzi. Sono legato moltissimo ai mie personaggi, ormai sono parte di me. Sono i miei vicini di casa.

 


Chi viene a La cena di Natale di Luca Bianchini?

 

Chi si è divertito con Io che amo solo te e vuole sapere che fine hanno fatto i suoi indimenticabili protagonisti, li ritroverà qui con le loro nuove avventure. Chi non li conosce ancora, avrà modo di scoprirli a questa Cena di Natale dove saranno più in forma che mai.

Luca Bianchini è nato nel 1970 a Torino, dove torna appena può. Per Mondadori ha pubblicato i romanzi Instant Love (2003), Ti seguo ogni notte(2004), Se domani farà bel tempo (2007), Siamo solo amici (2011) e le nozze pugliesi di Io che amo solo te (2013), che gli hanno fatto scoprire e amare una terra meravigliosa. Nel 2005 ha scritto la biografia di Eros Ramazzotti Eros – Lo giuro. Collabora con “la Repubblica” e “Vanity Fair”, per cui tiene il blog “Pop up”. Dal 2007 conduce “Colazione da Tiffany” su Radio2. Sogna di avere un trullo con ulivo secolare e amaca per scrivere e ospitare gli amici.

Condividi

    *