Tu eri tutto per me: intervista ad Arisa

Creato da Federica Tronconi il 09/12/2013

“Tesoro! Come stai, dove sei in questo momento? Provo a immaginarmelo ma mi mancano troppe informazioni, troppi mesi sono passati dall’ultima volta che ci siamo visti. Io sto bene, ti giuro, non sono né agitata né nervosa, faccio una vita solitaria nella casa che pensavo sarebbe stata la nostra ma non mi sento sola. L’altro giorno sono andata in paese, ho venduto le conserve, il pesto, i pomodori, sono rimasta a chiacchierare un po’ con il nuovo droghiere, è simpatico e mi ha pagato bene. Tu sei riuscito a pensare? A capire, a decidere? Ti perdono, in questi mesi ho capito tante cose, non ti biasimo, ho commesso i miei errori e i tuoi dubbi sono più che giustificati. Ti chiedo solo una cosa: vieni qui e passa il Natale con me. Magari ti verrà voglia di restare ma se desidererai partire, ti prometto che non ti dirò nulla. Ma ti ringrazierò per essere venuto e per le ore che avrai voluto dedicarmi. Dài, non mi sembra di chiederti troppo e sono convinta che anche tu ne abbia voglia. Io ti aspetto, amore mio.”

Una donna attende l’uomo che ama in una casa isolata in montagna, e prepara per lui la cena di Natale. Il tempo passa, lei mette a punto ogni particolare, si fa bella, ricorda. E il tempo intanto continua a passare. Tu eri tutto per me è una storia d’amore poetica e straziante scritta dalla cantante Arisa e pubblicata da Mondadori: una storia disperata e romantica. Il libro sorprendente da un’artista che si conferma capace di toccare, con apparente leggerezza, le corde più profonde dei nostri sentimenti.

 

In occasione di Book City Milano 2013 abbiamo incontrato di persona Arisa per parlare del suo nuovo libro e del tema principale, l’amore.

Il libro ruota attorno al concetto di amore. Innanzitutto, cos’è l’amore per te?

Per me è un sentimento mutevole, che cambia di anno in anno, di periodo di vita in periodo. Oggi a trentuno anni posso dire che l’amore un sentimento etereo  e non classificabile, infatti viene definito in sostituzione con degli aggettivi. L’individuo infatti risponde sempre che l’amore è passione, amicizia, ecc..In realtà sono aggettivi e definizioni perfette che non calzano con quello che in realtà è l’amore. Per definirlo vanno usate altre parole.

Dove nasce l’idea di questo nuovo romanzo?

Da un periodo della mia vita molto particolare, un anno. Era un periodo di solitudine, in cui pensavo che tutti ce l’avevano con me. Durato poco ma che capita. Le feste portano un enorme solitudine e tocchi realmente la portata di questo sentimento. Chi è solo lo è ancora di più. E’ stato un momento di riflessione e mi sono avvicinata anche alla musica di Mia Martini, che da giovane non mi piaceva tanto ma che con la maturità ho apprezzato. Sono entrata nella sua vita. Ho scoperto che ha vissuto alle porte di Milano, sola e molto innamorata di un uomo che non ha mai avuto. La disperazione faceva parte di lei e aspettava questo uomo andasse da lei a cena ma lui non si concedeva mai.

L’amore come un attesa?

Esatto, un’attesa negativa. Perché l’amore non può concentrarsi sullo spettro di una persona o nell’oggetto. Lara, la protagonista, è prigioniera tramite l’amore. Ma in realtà è lei stessa che si imprigiona, si incatena.

 

 Arisa a Milano

 

A proposito hai anche presentato il tuo libro alle detenute di San Vittore, giusto?

Si, sapendo che  non l’avrebbero potuto acquistare ho pensato di portarlo a loro tramite la mia presenza e la mia voce. Prima di partire con il tour della promozione mi interessava avere la loro opinione. E alla fine confermo che sì, molto spesso, siamo prigionieri di noi stessi.

E’ più facile descrivere l’amore con la musica o fra le righe di un libro?

In musica, decisamente. Nella musica, in quei tre minuti, fai passare sentimenti che possono anche non essere dettagliati o specificati. Scrivere ti costringe ad andare in profondità.

Ho notato una differenza: l’Arisa cantante descrive amori più spensierati, l’Arisa scrittrice amori più sofferenti. E’ corretto?

Sì, vero. Infatti io canto di rado le canzoni che scrivo di mio pugno perché sono tristi. Tengo per me quell’alone di disillusione.

Cosa sta facendo Arisa?

Sto realizzando il mio nuovo disco, in cui c’è poco amore ma è molto introspettivo. Ho cercato autori che appartengono alla musica indipendente con cui collaborare. E’ un progetto ambizioso e che mi ha entusiasmato tantissimo.

 


Arisa presenta in trenta secondi il suo nuovo libro – video realizzato da Mondadori

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