Gotico americano

Creato da Claudio Della Pietà il 08/05/2020

“Ognuno si circonda solo di chi condivide le sue ragioni. È così che ci si illude di essere sempre
dalla parte giusta della Storia.”

Il libro di cui vi racconto oggi ha catturato la mia attenzione fin dai primi giorni in cui l’ho visto apparire sugli scaffali delle librerie, piuttosto solitario, non tante copie vicine l’una all’altra, ma spesso una solitaria in mezzo a tanti altri libri.

“Gotico americano” è l’esordio letterario di Arianna Farinelli, terzo volume della collana Munizioni di Giunti/Bompiani diretta da Roberto Saviano. Ebbi la fortuna di partecipare all’esclusiva presentazione della collana, alla presenza del suo direttore, e compresi subito che avremmo avuto la possibilità di misurarci in futuro grazie a questa idea editoriale, con parole importantissime, profondissime, micidiali, come le munizioni appunto, parole che avrebbero potuto raggiungere con precisione ed efficacia importantissimi bersagli.Gotico americano fa centro al primo colpo. L’autrice si era posta un chiaro obiettivo, lo dice nella nota personale alla fine del romanzo, e vi confermo che l’ha raggiunto:

 

“…avevo deciso che dovevo raccontare il mio tempo.”

 

E io adoro chi si cimenta nella narrazione del suo tempo, e soprattutto ci riesce così bene, affrontando lo stesso rischio che corre “il profeta in patria”, il rischio di essere fuori tempo pur scrivendo del suo tempo, il rischio di essere troppo coinvolto, abbagliato, confuso o magari addirittura esaltato. Il rischio di sparare a salve, per restare in tema di munizioni. E invece no.

Dallo studio e dal lavoro di Arianna Farinelli è nato un romanzo stupendo, oltre che utile per aiutarci a comprendere un sacco di cose. La storia si svolge prevalentemente a New York, e vede protagonisti principali i membri della famiglia Bene, di chiari origini italiane, Tom e la moglie Bruna, sposati e genitori di due figli, una femmina e un maschio. Tom è un medico affermato, Bruna un’insegnante universitaria. Che dire? Il perfetto sogno americano. Ma Tom prima di essere marito era e purtroppo è tuttora figlio, di Sal e Amanda, due persone di antica e ristrettissima mentalità, più che tradizionalisti, più che bigotti, più di tutto, e soprattutto incapaci di rispettare la libertà dei figli creando danni a non finire. Peggio ancora per l’altra figlia Laura, sorella di Tom.

Bruna, fatto salvo un primo periodo di apparente affiatamento con la suocera, entra  subito in conflitto con i genitori di Tom, che hanno occhi e parole positive solo per lui, mentre appena possono mettono lei in cattiva luce e invitano apertamente il marito a mettere sostanzialmente in chiaro chi è che comanda e come deve andare la vita, lì, in America. Bruna si aspettava tutt’altro. Aveva sempre sentito parlare dell’America come società aperta, democratica, proiettata verso il più radioso futuro, mentre fin dai primi tempi si trova di fronte ad una situazione inimmaginabile. Situazione che non farà altro che peggiorare, specie con la nascita del secondo figlio, Mario, che non appena è in grado di farlo si esprime quale si sente di essere, cioè Maria. Il fuoco è ormai acceso, brucia ogni angolo di questo rapporto familiare e non si può più spegnere. Anche Tom pare esserne finalmente conscio, e dopo un insulto inaccettabile di suo padre Sal al nipote, formalmente taglia i ponti. Ma si sa che le formalità non hanno sostanza. Tom, se ce l’ha, ha una spina dorsale molto debole, Tom è e sarà sempre figlio, più che marito e padre, e anche quel poco che fa non serve più a fermare Bruna che ha imboccato una nuova strada, la cui direzione ci era stata suggerita dall’autrice fin dall’inizio. Questa strada si chiama Yunus, e in qualche modo da anche il titolo al secondo grande tema affrontato in questo romanzo, insieme a quello dei rapporti famigliari in questi tempi moderni e cioè il tema delle migrazioni e delle relative naturali integrazioni, tema che occuperà gran parte del romanzo fino all’ultima riga.

Bruna si trova a fare da cerniera fra due mondi, fra modi di essere e vivere, fra persone, fra civiltà addirittura. Bruna che per la suocera Amanda è sostanzialmente una buona a nulla, una a cui è andata di lusso sposare un medico americano affermatissimo e trasferirsi così nella metropoli statunitense ambita da chiunque, diventerà una sorta di pietra angolare, di chiave di volta per costruire un mondo nuovo e per dare a noi contemporanei un briciolo di speranza in più. Questo è un romanzo scritto così bene a mio parere, che non sembra un esordio, ma l’ennesimo scritto di una penna esperta, sia in termini di modalità di scrittura scorrevole, pulita, comprensibile ma densa di ragionamenti e significati, sia in termini appunto di contenuti, di temi studiati ed approfonditi. È un romanzo scritto con raro equilibrio, e senza risparmiare acute analisi. Il materiale di studio e preparazione di cui l’autrice lascia traccia nei riferimenti bibliografici, ne è chiara testimonianza, Incredibile il lavoro che c’è dietro a “ Gotico americao”, che è in parte  quello che Arianna Farinelli fa di mestiere con i suoi studenti, e che ha saputo tradurre benissimo in un romanzo.

Leggete Gotico americano! Attraverso una storia di viva attualità, stimola utili e importanti riflessioni a beneficio del vivere comune quotidiano. Non si parla di Marte o della Luna, ma di chi e cosa incontreremo domattina per la strada, a scuola e al lavoro.

 

Buona lettura.

Claudio Della Pietà

 

“…amare ha così poco a che vedere con il capire.”

 


P.S.:  Questo romanzo ha un cuore, ed è contenuto in 4 pagine. Trovatele!

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