Psychokiller – Nella mente dell’assassino

Creato da Claudio Della Pietà il 03/02/2020

 

“…ha lottato troppo, studiato troppo, sacrificato troppo perchè la sua professione si riduca a delle ridicole perizie psichiatriche.”

 

Tre sono le realtà coraggiose che popolano oggi la mia rubrica #recensionicoraggiose.

1- Ho incontrato una casa editrice nata solo tre anni fa, e già ricca di proposte di grande spessore, di autori di provata capacità e passione, gestita da persone molto accoglienti e diciamolo chiaramente “alla mano”, simpatici, veri. Non è adulazione, non ne hanno certo bisogno e tanto meno da uno sconosciuto che ha poco più di 1000 “amici” su feissssbukk.

2- Ho incontrato Paolo Roversi, scrittore affermato, noto, bravo, ma appunto coraggioso da essere una sorta di profeta in patria, scrivendo cioè dei posti dove vive, facendo nomi e cognomi di paesi e città, e anche quando non li fa, il lettore attento li scova. Insomma non è poi così scontato fare grandi numeri in patria.

3- Ho conosciuto un personaggio che poche altre volte mi era stato presentato così bene, da sentirlo così mio.

 

Siamo a Milano, spesso in Questura, spesso in una strana banca, e poi si gira e rigira tra paesi e cittadine dell’immediata periferia, dove l’illegalità e l’insicurezza sono purtroppo di casa.

In Questura lavora uno dei due protagonisti principali, Diego Ruiz, poliziotto esperto, ma carico anche di elementi oscuri. Come lui tanti dei personaggi di contorno, che vanno a creare una sorta di comunità virtuale di persone coinvolte nei fatti che leggerete.

A tanti uomini, si aggiunge presto una donna, una collega particolarmente esperta inviata da Roma, a supporto delle indagini che stanno eseguendo gli uomini di Ruiz e non solo.

Ecco, di Gaia Virgili, io mi sono innamorato via via che scorrevo le pagine. Paolo, l’autore, ci offre un personaggio costruito magistralmente, così bene che mi viene da pensare che sia una persona reale trasferita sul palcoscenico del suo testo.

Di lei mi hanno colpito tantissimi aspetti, in primis la determinazione, che non è però ego smisurato, superbia, altezzosità, “so tutto io”. No, proprio no! E’ certezza di aver dato tutto, per arrivare dove sta, e per raggiungere ulteriori specifici traguardi, senza tentennamento alcuno, sicura di sé. Stupenda.

Ma cosa è successo?

Ruiz e Virgili, si trovano ad affrontare tre indagini, apparentemente scollegate, ma che non ci mettono molto ad intrecciarsi in un certo qual modo, e a portare il lettore a vagare all’interno di un labirinto angosciante che come tutti i labirinti che si rispettino ha una ed una sola possibilità di uscita, che sembra talvolta irraggiungibile.

Vengono uccise donne sole in casa da un assassino che pare conoscerle tutte, data la mancanza di segni di effrazione nelle abitazioni, e così viene rapinata una banca, con una facilità che desta immediatamente sospetto, ma la terza indagine, la più scabrosa, anticipata dal sottotitolo del libro, costringe i protagonisti ad un viaggio inaspettato nella mente dell’assassino, che uccide le sue vittime e lo comunica in un modo drammaticamente originale.

Il romanzo è scritto da un professionista del settore, perché lo è di fatto, grazie alla sua vasta produzione, alla sua decisa affermazione e ai riconoscimenti che ha ricevuto e riceve continuamente, ma è più evidente secondo me grazie a come Paolo prepara, costruisce, decide di realizzare le sue opere, seguendo regole precise, scalette che prepara con accuratezza, ma che poi portano comunque il lettore a spalancare la bocca e gli occhi quando si ritrova spiazzato di fronte alla sorpresa finale. Questo significa, a mio parere, lavorare bene.

Torno velocemente al “sottotitolo” che scoprirete avere una valenza molto forte.

Il romanzo Psychokiller è un giallo, un mistery, chiamatelo come volete, ma c’è in sostanza una serie di delitti di cui va individuato il colpevole, se li si vuole fermare.

Ma questo è un romanzo carico di una densa dimensione psicologica, che coinvolge tutti, dai protagonisti ai comprimari, e pure il lettore. Tanti, tutti, come noi tutti probabilmente, hanno lati oscuri, lati inesplorati che Gaia Virgili scandaglierebbe volentieri, e tutto questo da un pepe particolare a questo nuovo bel romanzo di Paolo Roversi.

Buona lettura, buon divertimento.

Claudio Della Pietà

 

“Ci si abitua mai a uccidere qualcuno?”

“Mai, dottoressa. Però col tempo si tende a dimenticare.”

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