Bianco

Creato da Federica Tronconi il 21/11/2019

“Il crimine più grande commesso in questo nuovo mondo è quello di stroncare la passione e ridurre al silenzio l’individuo”.

 

Da oltre trent’anni l’uscita di un libro di Bret Easton Ellis è considerato un evento e Bianco non fa eccezione. Anche questa volta il protagonista è proprio lui, l’ex ragazzo prodigio di Meno di zero, il celebrato autore di American Psycho, l’ultimo grande cantore del postmodernismo con Lunar Park. Sintesi perfetta di autobiografia e satira sociale, Bianco è una critica tanto affilata quanto spassosa di alcune delle piaghe che affliggono il nuovo secolo: l’ipocrisia elevata a galateo, il moralismo che sostituisce il giudizio estetico, la paura di esprimere un’opinione perché si finirebbe impallinati dai «giustizieri» dei social. E se quelle di Ellis non fossero solo provocazioni (o il cahier de doléances di un «maschio bianco» inconsapevole dei suoi privilegi), ma un invito a essere piú sinceri, piú autentici, a pensare con la propria testa senza preoccuparsi costantemente dell’opinione degli altri? Ellis non si accontenta di interpretazioni superficiali solo perché politically correct: Bianco è un’indagine senza sconti nel rimosso dello spirito del tempo. E dai giorni di Meno di zero nessuno sa farlo meglio di lui.

Bret Easton Ellis con la sua consueta vivacità, intrasigenza, lucidità si addentra nella società attuale grazie ai suoi ricordi. La sua storia è solo il motivo per far emergere le ipocrisie – tanto odiata dallo scrittore ma funzionale per la la società, come un lubrificante – che contraddistinguono i giorni nostri. Dissacrante, tagliente, vero. Analizza le incongruenze a suo modo, nel suo modo: mettersi completamente a nudo. Sì, non risparmia nessuno, neppure se stesso in questo caso. Un libro che è un ottimo punto di incontro tra memori e saggio e che suona come un romanzo. Solo lui poteva raggiungere questa commistioni di generi con tanto equilibrio ed armonia. Un libro da regalare e regalarsi. Per godere del suo stile, per capire meglio i tempi nostri, cosa stiamo vivendo e dove stiamo andando. Un punto e a capo in un’epoca dove tutto – contenuti, soprattutto – è usa e getta.

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