Affetti collaterali

Creato da Claudio Della Pietà il 20/11/2019

“Naufragare nel silenzio. A volte mi sembra che sia l’unica forma di sopravvivenza possibile.”

 

 

Questa che sto scrivendo e che spero leggeranno in tanti, è una recensione coraggiosa per molti aspetti. Racconta di un autrice, di una casa editrice, di un tema, di personaggi, tutti quanti coraggiosi. Eleonora Molisani ha scritto Affetti Collaterali, pubblicato da Giraldi Editore, ennesima prova narrativa a coronamento di una vita passata tra i libri degli altri, come giornalista.

Questo piccolo libro, si nasconde quasi, in una cover, che tolte le due fasce colorate laterali, si presenta con un grigio che avvolge le immagini. Il cielo è carico di nuvole pesanti, gli uccelli volano bassi, la pioggia, tanta, è in arrivo. Ma basta il primo giro di presentazioni dei protagonisti di Affetti Collaterali, che il romanzo rivela la sua potenza, che non immaginavo così devastante. Nero, Scura, Grigio, Blanca sono le prime quattro voci che raccontano di sé al lettore, raccontano la loro vita personale, le loro fatiche soprattutto, i fardelli che si portano addosso e che sono diventati pesanti come il cielo in copertina. Iniziano così, ciascuno a suo modo, ciascuno con una voce ben distinta, a raccontarci come tutto è iniziato, come le vite sorprendono poi ciascuno, nel loro scorrere, come ogni certezza sia fragile e possa essere scalfita.

Le pagine non sono molte, ma Eleonora è bravissima a sviluppare intense relazioni umane in uno spazio non così ampio. Intendo dire che sarebbe stato bello continuare ancora a leggere, perché ci si innamora facilmente e sinceramente delle persone che l’autrice ci fa incontrare, e se io non so piangere esteriormente, vi confesso che dentro soffro ancora ora, mentre butto giù queste poche righe. I quattro protagonisti di questo coro polifonico, cui si aggiungeranno successivamente altri componenti, determinanti ognuno nel proprio ruolo, si troveranno con le vite intrecciate, ma la tela che si va formando ha maglie troppo larghe, e c’è il rischio che qualcosa sfugga. Questo aspetto è purtroppo fondamentale ai giorni nostri. Anche solo immaginare che qualcosa possa sfuggire al nostro maniacale controllo, mentale, tecnologico, affettivo, meccanico si configura per molti come un cataclisma. Quante volte una persona vi ha riferito di aver perso l’intera rubrica del cellulare? Questo è uno degli esempi più banali, stupidi, ma purtroppo attualissimi.

 

“Solo gli inquieti sanno com’è difficile sopravvivere alla tempesta e non poter vivere senza.”

((Emily Bronte)

 

Vi sarete accorti che rimango molto in superficie, non posso, non voglio dire di più, vorrei solo convincervi a prendervi un paio di serate, non serve di più, per godere di questo testo, per prendere ciò che serve a ciascuno e portarlo con sé. Ho detto all’inizio che i temi, anch’essi sono molto coraggiosi. Sì, parlare oggi di giovani, di famiglia, di intrecci amorosi, di affetti collaterali può sembrare scontato, e lo è effettivamente se ne parliamo con un linguaggio televisivo, social, da bar. Ma Eleonora usa invece parole chiare, traduce nelle pagine di un romanzo la realtà nella quale chissà quanti lettori ritroveranno la propria.

Eleonora inoltre parla di dinamiche familiari e sociali con una delicatezza molto rara. Non si trattiene da rivelarci particolari pesanti, ma non accusa, non classifica, non fa trasparire pregiudizi, legge il mondo dei suoi personaggi e scrive, per questo strano mondo. Tante domande genererà la lettura di questo libro, e suggerirà timidamente qualche risposta. State bene attenti, leggete con il cuore aperto, siamo ancora in tempo, non solo a cambiare il clima meteorologico, ma a cambiare noi stessi, a capire ciò che conta nella vita.

 

“…l’infelicità altrui è sempre noiosa e si dimentica presto.”

 

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