La ballata del re di pietra: intervista a Fabrizio Borgio

Creato da Federica Tronconi il 04/11/2019

In queste settimane sono uscite per i Fratelli Frilli novità interessanti. Una di queste è sicuramente La ballata del re di pietra, il nuovo romanzo firmato da Fabrizio Borgio con protagonista Giorgio Martinengo.

Un piccolo aereo si schianta inspiegabilmente nel Canalone Coolidge, sulla parete nord del Monviso. Era il prototipo di un modello innovativo, progettato dal collaudatore, l’ingegner Icardi deceduto nell’incidente, prodotto dalla Granda Avio, società piemontese specializzata nel campo aeronautico. La società assicurativa con la quale la Granda aveva stipulato una polizza milionaria vuole vederci chiaro e incarica Giorgio Martinengo di indagare sull’incidente e sui responsabili della società.

 

 

 

Martinengo decide di lavorare sul posto e si reca al cospetto del Re di Pietra, il Monviso, accompagnato da due esperte guide del territorio, i litigiosi Beppe e Anna, Angela Beccaris la responsabile legale della società assicurativa e da due rappresentanti della Granda, il patron dell’azienda dottor Osella e la sua assistente, Raffaella Ferrero. Contemporaneamente si apre una serrata caccia all’uomo: una guardia giurata addetta al trasporto valori uccide i colleghi e fugge col bottino, sembra, cercando di passare da uno dei tratti di collegamento tra Italia e Francia che il Monviso assicura. Un caso apparentemente slegato dalle indagini di Martinengo se non fosse per uno scontro a fuoco che coinvolge l’investigatore e il problematico gruppo di persone che ha al seguito. Osella rimane ferito seriamente e l’indagine diventa ancora più complessa. Un caso pericoloso come una scalata e duro come la montagna per Giorgio Martinengo in trasferta alpina, dove la fuga del rapinatore interferisce pericolosamente con il lavoro del nostro investigatore e troppi scheletri sembrano nascosti negli armadi di tutti i coinvolti.

 

Abbiamo raggiunto lo scrittore per approfondire i temi del suo nuovo romanzo.

Fabrizio, come mai hai deciso di ambientare il suo romanzo in montagna?

Il romanzo si svolge alle falde del Monviso perchè amo la montagna e accarezzavo da tempo l’idea di scrivere qualcosa che vedesse le nostre Alpi protagoniste di una storia. La montagna è un ambiente estremo e una specie di cartina al tornasole dei sentimenti umani.

Il Monviso, sei legato a questo posto oppure hai fatto una scelta ben precisa?

Mettiamola cosi’: è una scelta precisa proprio perché sono molto legato al Monviso. É la “mia” montagna, una presenza imperiosa che vedo da sempre. Da piemontese, anzi da settentrionale, il Re di Pietra é una sorta di costante universale nel paesaggio sia geografico che umano.

 

 

 

Ci descriveresti il protagonista, Giorgio Martinengo?

Giorgio Martinengo è un uomo colto, sottilmente ironico e sensibile. Ha un legame profondo con la sua terra ma è anche il rappresentante di una generazione che ha iniziato a viaggiare e conoscere il mondo. Cosi’ la sua piemontesità se da un lato viene ammansita proprio da quella consapevolezza che ha costruito da giovane, viaggiando in lungo e in largo attraverso l’Europa, dall’altro emerge nel momento in cui vengono messi in discussione alcuni dei vecchi valori nei quali la famiglia lo ha cresciuto: austerità, integrità, senso del dovere, disciplina.

La tua produzione di romanzi noir con protagonista Martinengo è vasta: come si è evoluto nel tempo il suo modo di scrivere e il personaggio?

L’evoluzione è costante, come cresco io cresce il mio personaggio e quindi i miei libri; la scrittura è un’arte e una disciplina in costante trasformazione dove ogni nuova lettura, ogni autore che incrocia la mia vita contribuiscono all’ elaborazione dello stile e delle tecniche di narrazione. Sviluppare e affinare lo stile per una storia lo ritengo fondamentale.

Sei un assaggiatore di vini: quale abbineresti al tuo ultimo romanzo e perché?

Un Nebbiolo. Un vino alto che viene da un vitigno di grande adattabilità anche ad altitudini importanti. Un vino robusto e con buona acidità che richiama le asprezze e la meraviglia della montagna

 

 

Fabrizio Borgio nasce prematuramente nella città di Asti il 18 giugno 1968. Appassionato di cinema e letteratura, affina le sue passioni nell’adolescenza iniziando a scrivere racconti. Trascorre diversi anni nell’Esercito. Lasciata l’uniforme, bazzica gli ambienti artistici astigiani, segue stage di sceneggiatura con personalità del nostro cinema, tra cui Mario Monicelli, Giorgio Arlorio e Suso Cecchi d’Amico. Collabora proprio come sceneggiatore e soggettista assieme al regista astigiano Giuseppe Varlotta. La fantascienza, l’horror, il mistero, il fantastico “tout court”, gialli e noir sono i generi che maggiormente lo coinvolgono e interessano ma non si pone paletti di sorta nella sua scrittura. Esordisce partecipando con un racconto breve al concorso letterario “Il nocciolino” di Chivasso e ricevendo il premio della giuria. Ha pubblicato Arcane le Colline nel 2006 e La Voce di Pietra nel 2007. Per Fratelli Frilli Editori pubblica nel 2011 Masche (terzo classificato al festival Lomellina In Giallo) e nel 2012 La morte mormora. Nel 2014 esce Vino rosso sangue, il primo noir che vede protagonista l’investigatore privato Giorgio Martinengo. Firma un contratto con la Acheron Books di Samuel Marolla con la quale pubblica il romanzo IL SETTIMINO, terza avventura dell’agente speciale del DIP Stefano Drago. Sempre per Fratelli Frilli Editori escono Asti ceneri sepolte e Morte ad Asti (menzione d’onore al festival Giallo Garda 2018) con protagonista Giorgio Martinengo. Suoi racconti sono ospitati nelle antologie Spettrale e Il Bar del fantastico, della Cooperativa autori fantastici e nelle due antologie dedicate a Marco Frilli Una finestra sul noir e 44 gatti in noir (Fratelli Frilli Editori). Sempre nel 2018 ha firmato la sceneggiatura con il documentarista Antonio De Lucia del cortometraggio Io resto ai surì. La Ballata del Re di Pietra è il quarto libro con protagonista l’investigatore Giorgio martinengo. Dal 2015 è membro della Horror Writers Association. Sposato, vive a Costigliole d’Asti sulle colline a cavallo tra Langhe e Monferrato con la sua famiglia e un gatto nero di nome Oberyn, dove oltre a guadagnarsi da vivere e scrivere i suoi romanzi, milita nella locale sezione della Croce rossa Italiana come soccorritore. Membro ONAV è anche assaggiatore di vino.

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