Pazze di libertà

Creato da Federica Tronconi il 25/10/2019

Il sole è alto nel cielo quando Maria si risveglia in un luogo che non conosce, ma le bastano pochi attimi per capire che non sarà una giornata come le altre. La luce esterna proietta sul pavimento l’ombra delle sbarre che bloccano la finestra, la porta è serrata e il letto in cui si ritrova non è il suo. Le lenzuola sono rigide, i muri segnati dai graffi. Un manicomio.
Ma lei non è pazza, non può permettersi di restare lì, fra le urla delle altre internate e gli orrori dell’ospedale psichiatrico. Fuori c’è Lucio che l’aspetta. Sullo sfondo di una Grosseto segnata dalle bombe, dalle razzie e dalla lotta partigiana della seconda guerra mondiale, si muovono le vite delle donne che provano a farsi spazio in un mondo governato dagli uomini. E Maria funge da portavoce e da esempio per ognuna di loro.

 

 

Silvia Meconcelli in Pazze di libertà ( Alter Ego) affronta di petto il tema della libertà legato all’essere donna. Nel romanzo conosciamo le protagoniste, le accompagniamo nel loro personale percorso e il lettore ne esce segnato in qualche modo. Perché hanno tanto da dare queste donne e da offrirci. Ci fanno commuovere, emozionare, sospirare, trattenere il fiato. Ma ci danno, ci donano emozioni vere. Perché in loro risiede l’urgenza dell’emancipazione, di allontanarsi da giudizi o meglio pregiudizi. Le donne di questo romanzo cercano di tutti i modi di essere se stesse. Ed è una follia questa? Si può considerare pazzia?

No, anzi. Credo sia la cosa più universale al mondo. Quale donna non si interroga sul proprio posto, sulla sua libertà, sul suo ruolo, su quanto dare e trattenere, sui giudizi altrui. Non vi sembra di averlo già sentito? Sì, la Meconcelli è riuscita in un libro denso, forte a darci una storia su cui rifilettere e pensare. Perché vale sempre la pena tornare su questi temi che accomunano ogni donna. Nel momento in cui ci ricordiamo questa sorta di denominatore comune diviene reale che non siamo sole, che la solitudine che ci accompagnia è volontaria. Nella donna a fianco a noi (sia che la conosciamo o no) risiede lo stesso ardore, la stessa fiamma, le stesse difficoltà. E no, in quel momento non siamo più sole, se lo vogliamo.

 

Silvia Meconcelli è nata a Grosseto nel 1975. Laureata all’Università di Firenze, dopo alcune esperienze all’estero ha deciso di tornare in Maremma, dove attualmente vive con la sua famiglia. Ha pubblicato il romanzo Quel che non sai di me (Scatole Parlanti, 2017), primo classificato al III Premio Letterario “Città di Siena” 2017.
Pazze di libertà ha vinto il Premio Letterario di Narrativa e Poesia “La Città sul Ponte” 2019 (sezione inediti) del Gruppo Scrittori Firenze.

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