Il cardinale deve morire: intervista a Mario Paternostro

Creato da Federica Tronconi il 02/10/2019

1958. Da pochi giorni i cardinali sono usciti dal conclave riunito dopo la morte di Pio XII, dove hanno eletto papa Giovanni XXIII. Il più accreditato successore di Pio XII era l’arcivescovo di Genova, il conservatore Binni. Niente da fare, troppo giovane. Mentre si consuma la lotta fra i potenti porporati di Curia e i progressisti, nella splendida basilica romana di Santo Stefano Rotondo, sotto i cruenti affreschi con i Martiri del Pomarancio, viene trovato il cadavere massacrato di un ribelle pretino genovese, lì esiliato per punizione da Binni. Sarà proprio l’arcivescovo di Genova a condurre in gran segreto le indagini per scoprire l’ assassino di don Volpini, coadiuvato dal giovane vicecomandante della Gendarmeria vaticana, il colonnello Cobianchi.

Ma tutto si complica perché il misterioso killer colpisce ancora, da una basilica all’altra, lasciando messaggi come in una atroce caccia al tesoro e sembra aver scelto come vittime alcuni cardinali. Non solo a Roma, ma anche a Genova. Nel mirino dell’assassino o degli assassini ci sarà proprio il cardinale Binni. Perché? Uno spaccato della storia italiana, con il centrosinistra alle porte, le vicende di un conclave che fu al centro di misteri veri o presunti, le lotte tra le mura leonine e quelle che si consumano anche a Genova, negli anni della ricostruzione del dopoguerra, tra i sostenitori di un arcivescovo potente e molto popolare e chi vorrebbe invece una svolta progressista anche nella Chiesa locale.

Personaggi immaginari e reali si inseguono tra Genova e Roma, intrecciando storie vere e inventate: quello che interessa a Mario Paternostro è rileggere, con lo stile del giornalista, i fatti di cronaca e politica che hanno movimentato la fine degli anni Cinquanta e l’inizio del boom economico.

 

 

 

Abbiamo raggiunto l’autore per catturare qualche curiosità in più sul romanzo.

Il suo romanzo ha come tema portante gli anni ’50 e le vicende politiche e storiche che si intrecciano. Perchè ha scelto questo periodo specifico?

Perché il 1958 é un anno cruciale nella storia italiana. In politica governa Amintore Fanfani e si avvertono i primi segnale di un svolta di centro sinistra. L’opposizione é forte anche da parte della Curia vaticana dove i cardinali conservatori sono la maggioranza. Muore papa Pio XII dopo un pontificato lunghissimo. Il conclave elegge il cardinale Roncalli che diventa Giovanni XXIII.  E sarà un pontefice anziano ma davvero rivoluzionario. Convocherà dopo un anno di pontificato il Concilio. Ecco a me interessava raccontare una storia completamente di fantasia, ma incorniciata in questi giorni, durante e dopo il Conclave. IL mio cardinale di Genova, Augusto Binni, somiglia molto al vero arcivescovo Giuseppe Siti che entrò nella Cappella Sistina papa ma ne uscì cardinale. Su questa vicenda sorsero molte leggende. La vicenda di fantasia racconta di un killer che semina terrore e morte proprio fra i potenti cardinali di Curia, Binni diventerà suo malgrado investigatore , aiutato dal vice comandante della  Gendarmeria vaticana.

La storia si divide tra Roma e Genova. Due città molto diverse legate però dalle vicissitudini narrate. Che rapporto ha con entrambe?

Un rapporto di amore. Genova é la città dove sono nato e vivo, E’ città di mare e di montagna, di vicoli, salite e discese. Di straordinari palazzi e di angoli bui dove le lingue e i dialetti si mescolano in un affascinante meltingpot.

A Roma ho lavorato tanto quando facevo l’inviato politico e la considero la più bella città del mondo. Arte, cultura, politica, affari, intrighi, cardinali e senatori, popolo e principi, anche della Chiesa. Un mondo unico per un romanzo.

L’arcivescovo di Genova è colui che indagherà in questa storia: che ruolo avrà e come lo descriverebbe al lettore?

Il cardinale Augusto Binni é un conservatore ma viene dal popolo. Come era il cardinale Siri. Parla in genovese quando gira nei caruggi del porto. Ma pretende che la Chiesa sia rispettata e in ogni caso mantenga tradizioni e rituali, Detesta i comunisti eppure per primo realizza una vera Ostpolitik verso Mosca. Il mio Binni un po’ é così, un po’ é un personaggio da romanzo con manie e tic anche divertenti. Ma tutti di fantasia.

Lei ha una produzione letteraria importante alle spalle: come si colloca questa nuova opera? come ha affrontato questo progetto?

Dopo quattro noir che hanno avuto per protagonista il mio investigatore , il vicequestore Falsopepe, pugliese trasferito a Genova, sbirro senza stranezze, molto banale, con una moglie che non tradisce e due figli che vanno a scuola, ma con il vizio della storia e della flanérie, due pubblicati con il Melangolo e due con Mondadori, questo é un filone completamente nuovo e con un nuovo investigatore che viene dal Vaticano e opera all’interno delle mura leonine. Ma sempre la cronaca é protagonista delle mie storie. Dalla Genova dopo il G8 in “Troppe buone ragioni”, alla Resistenza in “Le povere signore Gallardo”, Dagli anni del boom e della riviera del divertimento con “Bésame mucho” ai terribili anni di piombo con “Il sangue delle rondini”. Ora con “I cardinale deve morire” la fine degli anni Cinquanta. Sono dieci anni da rileggere con attenzione .e anni e mezzo per questo romanzo. Una vera faticaccia….

Mario Paternostro, è nato a Genova nel 1947. Dopo la laurea in Giurisprudenza ha scelto il giornalismo. Prima a “Il Lavoro”, lo storico quotidiano socialista, poi al “Giornale Nuovo” di Indro Montanelli, e infine a “Il Secolo XIX” dove è rimasto ventisei anni come capocronista, capo della Cultura, inviato di politica e vicedirettore. Dal Decimonono è passato alla alla tv privata Primocanale, di cui è stato direttore responsabile per undici anni, direttore editoriale e presidente. Ora collabora come autore e conduttore di Terza, trasmissione di cultura e società. Ha scritto Le buone società per Costa & Nolan, Genovesi, Lezioni di Piano e Viaggiatori mangianti per De Ferrari, passando poi ai romanzi noir con Troppe buone ragioni e Il sangue delle rondini per Il Melangolo e Le povere signore Gallardo e Bésame mucho con Mondadori.

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