Il giallo di Ponte Sisto: intervista a Max e Francesco Morini

Creato da Federica Tronconi il 17/07/2019

Tornano nelle librerie Francesco e Max Morini che donano ai lettori una nuova avventura (Il giallo di Ponte Sisto, Newton Comton Editori) del duo Misericordia – Fango, librai per professione e investigatori nel tempo libero. Le loro vicende si snodano per le vie di Roma – calda, torrida, bella ed enigmatica, contradditoria – altro personaggio principale delle loro indagini. Questa volta il romanzo parte con caso intricato, a tal punto da richiedere la consuelenza della mitica coppia di librai.

Quando un giovane comico, Simone Rossmann, scompare, l’ispettore Ceratti è chiamato a seguire le indagini. Recatosi nell’appartamento del ragazzo, trova un vecchio disco incantato su un grammofono, che ripete la parola “morire”. La voce del disco è quella del divo del varietà del Novecento, Ettore Petrolini. Sembrerebbe una macabra coincidenza, ma le stranezze non sono finite: il palazzo in cui l’appartamento si trova è proprio quello dove aveva vissuto il grande attore romano e l’appartamento è tappezzato da sue immagini, foto e locandine. Ceratti convoca allora il suo amico libraio, Ettore Misericordia, chiedendogli come al solito un aiuto nelle indagini. Un caso così intricato, infatti, ha bisogno dell’intuito di qualcuno in grado di immergersi totalmente nella storia di inizio Novecento, senza tralasciare i dettagli più insoliti che potrebbero rivelarsi determinanti. Ha così inizio un’indagine rocambolesca, che si addentra nella vita movimentata di Ettore Petrolini, un uomo vissuto quasi un secolo prima. I misteri del passato si intrecciano con quelli del presente dando vita a un’avventura piena di colpi di scena tra palazzi e strade romane.

 

 

Abbiamo raggiunto gli autori per scoprire qualche curiosità in più sui loro romanzi.

 

Tornano le avventure di Misericordia e l’assistente Fango: in cosa saranno impegnati?

“Il Giallo di Ponte Sisto” è senza dubbio il  caso più complesso ed intricato della serie, non mancheranno continue sorprese e colpi di scena e Misericordia dovrà mettere in campo tutto il suo eccezionale talento investigativo per arrivare alla soluzione finale. Dopo aver affrontato nei due episodi precedenti i misteri legati alla grande arte del Seicento romano e ai suoi protagonisti, Caravaggio, Bernini e Borromini, stavolta Ettore e Fango si immergeranno nelle ombre inquietanti della Capitale umbertina d’inizio Novecento, scavando tra le rovine e i segreti della vita di Ettore Petrolini. il sommo Divo del Varietà.

Questi noir si prestano ad una trasposizione tv: vi piacerebbe vederla sceneggiata sul piccolo schermo? Facciamo un piccolo gioco: in quel caso chi potrebbe fare Ettore e Fango?

Certo, la trasposizione televisiva è il sogno proibito di ogni scrittore di polizieschi!

Il cast l’abbiamo già fatto, addirittura con due alternative: Vinicio Marchioni o Luca Marinelli per Misericordia, Edoardo Leo o Libero De Rienzo per Fango, Giuseppe Battiston o Stefano Fresi per Ceratti, più Carolina Crescentini per Cecilia, perfetta. Vedremo!

Roma ha sempre un ruolo particolare nei vostri romanzi: quali sfaccettature emergono in questo nuovo capitolo?

Per noi Roma non è solo la città più bella del mondo, è anche e soprattutto uno stato d’animo; come diceva Petrolini stesso:  “Per me nascere a Roma è stata una concessione di Nostro Signore Gesù Cristo!”. In questo terzo giallo il lettore potrà scoprire o magari ri-scoprire i luoghi e i personaggi della Belle Epoque romana a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la magnifica epoca post-unitaria di D’Annunzio, del Liberty e  dei Cafè-Chantant.

Ci descrivete Ponte Sisto e perché avete scelto questo luogo?

Il titolo l’ha scelto la nostra casa editrice, noi siamo innocenti… Seriamente: Ponte Sisto è solo uno dei tanti luoghi in cui Misericordia e Fango “inciampano” nel corso della loro complicata indagine.; come qualsiasi location del centro di Roma anche la storia di questo ponte è ricca di aneddoti e curiosità. Una fra tutte: voluto da Sisto IV ( il Papa che dà il nome anche alla Cappella Sistina, appunto), fu costruito con soldi versati dalle più celebri e ricche prostitute dell’epoca come tassa per il Giubileo.

Definireste la vostra serie più noir o gialli?

In verità i nostri romanzi hanno poco del “noir”, piuttosto sono gialli  classici, “deduttivi”; non a caso, i nostri modelli di riferimento sono i giganti del poliziesco anglo-americano dell’inizio del Novecento, Conan Doyle, la Christie, Ellery Queen, Van Dine, Rex Stout. Magari in questa  nostra terza fatica abbiamo cercato di sviluppare il lavoro di approfondimento psicologico nella costruzione dei personaggi per dargli un’umanità più complessa e dolorosa, cosa che a quelle vecchie, meravigliose macchine di intrattenimento “giallo” a volte manca.

Una frase, un atteggiamento di Misericordia che vi rispecchia?

In Misericordia pulsano alternativamente due cuori e due menti, le nostre ovviamente… Nel personaggio convivono in perfetta armonia aspetti e caratteristiche dei nostri due caratteri e delle nostre indoli, ma il comune denominatore è solo uno: l’ironia, che spesso nel nostro libraio si trasforma nella sua dimensione più caustica e pungente, il sarcasmo.

State già lavorando ad un prossimo progetto?

Pochi giorni fa Misericordia e Fango ci dicevano che erano un pò stanchi e che volevano prendersi una meritata vacanza da gialli, intrighi e omicidi, perciò vediamo cosa vorranno fare quando ritornano a casa! Per quanto riguarda me e Francesco, in questi giorni stiamo lavorando al prossimo romanzo che speriamo sarà sorpresa per tutti, compresi i nostri inseparabili amici della libreria di via San Giovanni Decollato!

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