Il Libro di Talbott

Creato da Claudio Della Pietà il 05/05/2019

“Prima di tutte le cose che avete letto finora in questo libro…

prima ancora che questo libro fosse un libro, c’era il sogno di Walter Baines.

Nel vecchio mondo di cui conservate memoria…

ai tempi Prima dei Tempi, è così che Walter aveva sempre sognato di fare.”

 

Chuck Palahniuk torna dai suoi lettori, e speriamo da tanti nuovi lettori, con “Il Libro di Talbott”, edito in Italia da Mondadori e tradotto da Gianni Pannofino. Il libro si presenta con una copertina che cattura l’attenzione del cacciatore di libri, con una vasta macchia di rosso, e colpisce lo stomaco con un’ immagine che fa pensare ad un reperto autoptico recuperato dai Ris o dai membri di Csi, sul luogo di una tragedia, o estratto da una busta inviata ai parenti dai rapitori.

Inizio eclatante, per non aver ancora aperto il libro. Ma non vi preoccupate, fans affezionati del grande Chuck e nuovi possibili adepti della sua scrittura che osservate con sguardo dubbioso questo libro sugli scaffali della vostra libreria preferita. Andate tutti sul sicuro. Il nuovo romanzo di Palahniuk narra la storia di un libro che in un dato tempo comincia a circolare tra le persone, tra alcune in particolare, libro evidentemente dai contenuti più che particolari. Il tempo è quello dell’America disillusa da molti sogni, prospettive, ideologie e progetti falliti, consumati, cestinati. Dopo l’epoca della religione, dopo l’epoca del commercio, dopo l’epoca del governo, sta per giungere un tempo nuovo, mancano poche settimane.

I media sbagliano tutte le previsioni, fanno peggio dei sondaggisti degli exit-poll, e interpretano in modo errato segnali che vanno nel verso opposto. Se quindi la citazione che ho riportato all’inizio di queste righe, ha potuto farvi pensare per un attimo ad un romanzo orientato al passato, sono riuscito a confondervi solo per un attimo le idee.

Il passato ha un peso determinante, il passato dovrebbe insegnare qualcosa e sembra proprio che sia giunto questo momento. Tutto questo è agevolato, reso frizzante e coinvolgente dallo stile dell’autore, uno stile che con estremo rispetto definirei “confusionario”, ma semplicemente per dire che leggere le pagine di Chuck e come guardare l’acqua che bolle nella pentola un attimo prima di buttare la pasta. L’autore è imprevedibile, è sorprendente al massimo grado, va e viene tra gli spazi e i tempi, ma è attentissimo a mantenerti appeso al  file rouge della storia.

Ci ritorno un attimo alla storia: come dicevo sta per succedere qualcosa di nuovo, utopico,  non sappiamo se e quanto positivo, ma il passato e  il presente da cui l’autore parte ci riguardano da vicino. Siamo tutti stanchi di essere sfruttati, turlupinati, illusi, siamo tutti pronti a dare sfogo alle nostre vere aspettative. Basterà affidarci a “Il Libro di Talbott”? Fatemi sapere.

 

Claudio DP

“Come potevano quegli adolescenti concentrarsi sui collage durante le ore di arte o sul ballo liscio in quelle di educazione fisica, quando il governo, con un tratto di penna, stava per mandarli al macello?”

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