Arance rosse

Creato da Federica Tronconi il 29/03/2019

Alison ha tutto ciò che si può desiderare: un marito amorevole, una figlia adorabile e una carriera legale sulla rampa di lancio: le è stato appena affidato il suo primo caso di omicidio. La cliente che difenderà in giudizio non nega di avere pugnalato il marito e pare decisa a dichiararsi colpevole. Eppure c’è qualcosa di profondamente sbagliato nella storia che racconta. Ma anche nella vita di Alison non tutto è come sembra…

Alison beve troppo e sta trascurando la sua famiglia. Ha anche intrapreso una relazione con un collega il cui gusto per l’estremo supera i confini di ciò che lei è in grado di sopportare. Salvare la sua cliente potrebbe essere il primo passo per salvare anche se stessa.

Ma qualcuno nell’ombra conosce i segreti più nascosti di Alison, qualcuno che vuole farle pagare ciò che ha fatto e che non si fermerà fino a quando lei non avrà perso tutto quello che ha di più caro.

 

 

Inquietudine. Harriet Tyce è riuscita a costruire un thriller psicologico – Arance rosse (Mondadori) ben riuscito, con una trama convincente e ben strutturata. La storia si snoda sue due fronti: il lato professionale della protagonita e quello personale. Il merito della scrittrice è di aver fatto convergere entrambe le parti in modo armonioso riuscendo a creare tensione per gran parte del romanzo. Il libro, come spesso nei thriller psicologici succede, lascia ampio spazio anche per le riflessioni: quanto contiamo, quali sono i confini personali invalicabili, quanto una persona può sopportare prima di cedere, tanto per fare esempi. La personalità controversa della protagonista e la sua dipendenza dagli alcolici crea un’atmosfera ipnotica, quasi surreale e ovattata in certi punti, che dà movimento al ritmo narrativo. I segreti e misteri che si intercciano fra il mondo privato e lavorativo di Alison creano poi il giusto carico di inquietudine che incolla il lettore alla storia. Un thriller psicologico da leggere per gli amanti del genere.

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