Coniugi, compagni di vita, grandi amori: Mariti, la nuova raccolta delle autrici di Cuori di pietra e Il bicchiere mezzo pieno propone tante storie e tante scritture diverse per raccontare, in un caleidoscopio di personaggi e avventure, tutte le sfaccettature del rapporto a due.

 

 

Un network di donne che si impegna a favore di altre donne, perché le parole diventino azioni e, in questo caso, buone azioni. Parlare di un argomento caro e noto a tutte, i mariti, per divertire, commuovere, far riflettere chi legge e per portare ancora qualche aiuto alle donne che, con o senza marito, ancora devono lottare per veder realizzato anche il desiderio più scontato. Ventisette nuove storie ironiche, drammatiche, reali o di finzione per raccontare amore e disamore firmate scrittrici importanti a livello nazionale, insieme per una causa benefica.

Abbiamo raggiunto una delle donne protagoniste di questa raccolta, la giornalista e scrittrice Annarita Briganti, per farci raccontare qualcosa in più su Mariti.

 

 

 

Mariti, perché questo titolo?

Il titolo anticipa il filo rosso della raccolta, su un tema con il quale ci confrontiamo tutte e tutti. I lettori in Mariti (Piemme) – la cui copertina è splendida, tra l’altro – trovano mariti esistiti realmente, mariti perfetti, altri meno e mariti in affitto, come nel caso del mio racconto
(Affittasi) basato su un “fenomeno” realmente esistente nel mondo, l’affitto di esseri umani. Una storia surreale, sognante, con un pizzico di autobiografia, che amo particolarmente, che potrebbe avere altri sviluppi. Che si tratti di donne single, il mio racconto è dedicato a loro, o di donne sposate, e di uomini, sono ventisei racconti più la prefazione della grande Sveva Casati Modignani da leggere con grande godimento. Storie nelle quali specchiarsi, dalle quali farsi trascinare, da divorare durante un viaggio, da regalare.

Cosa hai voluto esprimere nel racconto all’ interno della raccolta?

La scrittura è magica. È un racconto liscio come l’olio, che ho scritto in trance, con una scelta narrativa che mi piace molto: si capisce tutto solo alla fine, ma alla fine è spiegato tutto. Il mio primo lettore è stato una persona speciale/eccezionale, il cui giudizio è fondamentale per me.
Sono legata particolarmente ad Affittasi, per molti motivi. Andrebbe letto ad alta voce. Ambientato a Barcellona, ma c’è anche il Giappone, in Affittasi Pilar si lancia in un’altra delle sue imprese: un’agenzia per affittare mariti. Le fa da cavia la sua migliore amica, Angelita. I lettori riconosceranno in una frase un omaggio a Elena Ferrante. Le due donne si conoscono fin da bambine e sono una presenza costante nella vita dell’altra. Ma non posso dire di più né sugli sviluppi del matrimonio in affitto né su Angelita né sulle altre parti della trama. Altra caratteristica che amo nei libri miei e degli altri: la trama a strati come una torta di nozze, scavando si trovano sempre nuovi spunti, nuovi plot, nuove suggestioni. Vi chiedo solo di seguirmi in questo viaggio al centro di uno dei miei temi ricorrenti: la solitudine, con un aggancio
come sempre ai sentimenti – il sale della vita! – e al sociale, che caratterizza i miei testi.

Scrittrici, donne, insieme per un obiettivo: un bell’esempio di collaborazione e sinergia vincente tutta in rosa..

Mariti fa parte di un progetto che da anni una cordata, la definizione bellissima è di Sveva, di giornaliste e scrittrici porta avanti per aiutare altre donne. Un modo concreto, e non solo teorico, di fare rete tra donne per le donne. Con Il bicchiere mezzo pieno (Piemme, 2018) abbiamo aiutato le donne africane. Quest’anno andiamo in India. I proventi di Mariti vanno a un centro di formazione di Varanasi per bambine sui dieci, dodici anni. Con un’istruzione e delle competenze queste bambine, che provengono da famiglie poverissime, possono rendersi indipendenti e non essere vendute a uomini molto più grandi di loro in matrimoni combinati, caratterizzati anche da abusi. È una raccolta contro la piaga dei matrimoni precoci. Una piccola grande goccia in un mare che, tutte noi, non abbandoneremo mai: quello della condizione femminile nel mondo. E finiamo questa conversazione con due donne. Mariti è in ricordo di Ale e Paola. Sempre con noi.

 

Per leggere le dichiarazioni su Mariti di Nicoletta Sipsos e Paola Barbato qui link: https://bit.ly/2SZJHCO

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