La sartoria di Via Chiatamone

Creato da Federica Tronconi il 11/03/2019

Trovate in tutte le librerie l’intenso romanzo di Marinella Savino, La sartoria di via Chiatamone (Nutrimenti).  Un esordio interessante, una storia per certi versi universale: parla alle donne, parla di un perdiodo storico ben preciso, parla di guerra, di lotte. Un racconto ed affresco coinvolgente degli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Quando il 5 maggio del 1938 Carolina Esposito, abile sarta napoletana, vede dal balcone del suo salotto la berlina con Hitler e Vittorio Emanuele sfilare lungo via Partenope, intuisce con anticipo quello che tanti napoletani capiranno soltanto molto più tardi: la guerra ci sarà.

 

È in quell’istante che Carolina prende la decisione: sarà la sua sartoria, che la donna gestisce con bravura e volontà di ferro in via Chiatamone, lo strumento per superare gli anni difficili, il mezzo su cui far salire la sua famiglia, gli amici più cari e le sue lavoranti, e traghettarli nel lungo viaggio attraverso la fame, i bombardamenti, la paura, la confusione, oltre l’orrore del conflitto.
Con questo romanzo d’esordio, che si rifà alla nobile tradizione partenopea capeggiata da Eduardo de Filippo e dal Giuseppe Marotta dell’Oro di Napoli, Marilena Savino ripercorre gli anni drammatici della guerra e dell’occupazione con un taglio inedito in cui la storia è vista e raccontata da un punto di vista femminile, e con una prosa espressiva nella quale il vernacolo napoletano si innesta sapientemente dentro la lingua italiana.

Marinella Savino è nata a Napoli nel 1965. Con La sartoria di via Chiatamone è stata finalista alla XXXI edizione del Premio Italo
Calvino. Un’originale opera prima, finalista al Premio Calvino 2018.

 

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