Affetti collaterali: intervista a Eleonora Molisani

Creato da Federica Tronconi il 05/03/2019

Nero ha avuto un’infanzia difficile, ora è un ingegnere e ha raggiunto una posizione sociale ed economica invidiabile. Ha sposato Scura, affascinante e complicata, indipendente e totalmente assorbita dal suo lavoro nel mondo dell’alta moda. Blanca è una ragazza madre peruviana, lavora duramente e non le rimane molto tempo per seguire il figlio Manuel, adolescente inquieto, animato da una grande voglia di riscatto. In una delle rare mattinate di sole milanesi, Blanca incontra Nero, e l’alchimia tra i due porterà Nero ad allontanarsi da casa e dalla famiglia. Grigio, musicista fallito e insegnante frustrato, è un amore giovanile di Scura, e quando i due si ritrovano, dopo tanti anni, scoprono quanto le loro vite siano distanti dai sogni spavaldi di gioventù. Lui non ha mai smesso di amarla, e sogna una possibilità di riscatto accanto a lei. Ricola, figlia di Nero e di Scura, è un’adolescente autolesionista e web-dipendente, che cerca disperatamente di salvare la sua famiglia dal naufragio, trovando conforto nell’amore virtuale per un misterioso sconosciuto, con cui chatta di poesia tutte le notti in rete.

In Affetti collaterali (Giraldi Editore) la giornalista e scrittrice Eleonora Molisani delinea sei personaggi in cerca di ascolto, che vanno alla deriva tra incomunicabilità e solitudine esistenziale. Un racconto contemporaneo a sei voci, ambientato in una Milano a tratti tenera madre, a tratti algida matrigna, palcoscenico ideale di una vicenda intricata, in cui nessuno è totalmente vittima o carnefice. Nemmeno colui o colei che, con il suo gesto estremo, cambierà il destino di tutti.

 Nel suo libro parla del vuoto, della solitudine: come mai, nonostante viviamo nell’epoca della comunicazione (offline e online), c’è moltissima solitudine?

“Siamo sempre più connessi eppure la solitudine esistenziale aumenta, specialmente nelle metropoli come Milano, dove è ambientato il romanzo.

La tecnologia ha accorciato le distanze fisiche ma non ha colmato quelle emotive, la “vicinanza” agli altri spesso è solo virtuale. Capita magari di chattare ore e ore online con degli sconosciuti – e magari anche di innamorarsi, come succede a Ricola nel romanzo – e di non rivolgere la parola al nostro vicino di casa o di scrivania”.

Come si crea il vuoto esistenziale? E’ una questione di ascolto?

“Lo psicologo statunitense Carl Rogers diceva questa frase illuminante: “Ascoltare vuol dire capire ciò che l’altro non dice”. Il desiderio di tutti, in fondo, è quello di essere ascoltati, riconosciuti, amati, e nel mio libro i protagonisti – con i loro silenzi dolenti ma eloquenti – urlano il loro bisogno di essere ascoltati. Quello che a loro manca, tuttavia, è anche l’ascolto di se stessi. E’ difficile essere compresi ed essere amati dagli altri se prima non riusciamo a scavare dentro di noi, a capire chi siamo e che cosa vogliamo veramente”.

Il suo romanzo ci ricorda che non tutti gli affetti che ci circondano sono positivi…

“Non esistono persone positive e persone negative, secondo me. Come diceva il poeta Eugenio Montale, in ciascuno di noi coesistono la dolcezza e l’orrore. Dipende anche da noi saper riconoscere la bellezza o le fragilità altrui, in modo da instaurare relazioni costruttive, non distruttive. Invece spesso ci poniamo nel modo sbagliato, e quello che riusciamo a tirare fuori dagli altri è la parte più aggressiva, rabbiosa, negativa. E’ una dinamica che si scatena ovunque, forse più spesso in famiglia perché la convivenza è un lavoro duro, una fatica quotidiana. Ho cercato di rappresentare tutto questo nelle dinamiche del romanzo, sia quelle di coppia, sia quelle tra genitori e figli. Sono persone che si amano, eppure non fanno altro che ferirsi e farsi del male, perché non trovano la chiave per comunicare nel modo giusto”.

In conclusione, a volte diventiamo le prime vittime di noi stessi?

Nero, Scura, Blanca, Grigio, Ricola, Manuel: sono tutti vittime dell’illusione che la loro felicità risieda in un altrove lontano e più splendente, e non nel loro presente. Cercano “affetti collaterali” che, invece di rendere la loro vita più accettabile, alla fine li porteranno lontani da se stessi e da chi amano, verso la delusione e il fallimento. Capita perché spesso nella vita ci dedichiamo a inseguire ciecamente carriera, fama, soldi, conquiste materiali, e siamo colpevolmente distratti rispetto a ciò che è essenziale. Ma quello che non viene coltivato, sfugge. E quando ce ne accorgiamo, è troppo tardi. Così, per esempio, Nero e Scura trascurano la figlia Ricola, dimenticando che l’adolescenza, in particolare, è il momento della vita in cui la persona deve ricevere il “nutrimento” dell’amore, della cura, della guida, dell’ascolto”.

Eleonora Molisani, giornalista professionista, si occupa di attualità e di libri per il settimanale Tu Style di Mondadori. Collabora, come docente di giornalismo, comunicazione e new-media, con la Scuola di linguaggi Mohole di Milano. Online ha fondato la community Natural Born Readers and Writers e nel 2017 ha diretto la rassegna di narrativa, teatro e musica Book@Bugu, a Milano. Nel 2014 ha esordito nella narrativa con Il buco che ho nel cuore ha la tua forma – Storie del terzo millennio (Priamo & Meligrana). Nel 2016 ha partecipato all’antologia di racconti brevi Pausa caffè (Prospero editore).

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