“La memoria della cenere”: intervista a Chiara Marchelli

Creato da Claudio Della Pietà il 27/01/2019

Mi piacerebbe alzarmi e andare a sedere accanto a lei. Perché riconosco lo sguardo. E’ lo sguardo di chi ha ricevuto un colpo e rimane frastornato a cercarne ragione. E’ uno sguardo così limpido, così impossibile da fraintendere, che mi raggiunge all’istante.

 

 

Il 15 gennaio ho partecipato all’incontro organizzato da NN Editore a Milano, per la presentazione del nuovo romanzo scritto da  Chiara Marchelli, ”La memoria della cenere”.

Non ho mai visto tanti (soprattutto tante) blogger come quella sera, ma pur nella mescolanza della gran folla, l’incontro si è rivelato quale una pacifica chiacchierata tra amici davanti ad un camino, accompagnata da un buon vino.

Di tutto ciò va dato merito alla capacità organizzativa dell’editore, ma soprattutto a mio parere, all’autrice, alla sua eccezionale modalità di porsi, che è pari alla meravigliosa abilità di scrittura, che si apprezza leggendo il nuovo romanzo.

“La memoria della cenere” è un romanzo intimo, rafforzato dalla scrittura in prima persona, che ha come protagonista una donna che deve ripartire, ricominciare, ri-nascere. Ma è anche un romanzo corale, perché Elena è circondata, e a volte assediata, dalle voci della sua famiglia, e da altre voci che incontra piano piano, e che diventano parte della sua riscoperta graduale della quotidianità.

 

La rinascita di Elena inizia dai luoghi, da un importante trasferimento da una parte all’altra dell’oceano Atlantico, da una metropoli ad un paesino delle montagne francesi che affaccia su un vulcano. E prosegue nella ricostruzione di rapporti personali, familiari, nel riappropriarsi di semplici gesti e di capacità basilari che all’improvviso le sono state precluse.

Abbiamo quindi di fronte pagine che vanno in salita, ma camminano verso nuovi positivi traguardi, pagine incoraggianti.

Chi mi legge ogni tanto sa che io non sono un critico professionista, e nemmeno un letterato, ma da lettore abbastanza attento, ho avuto la sensazione fin dalle prime pagine, che questo fosse una sorta di libro perfetto. E questa convinzione è stata confermata proprio dall’incontro con l’autrice, dalle risposte che lei ha dato alle diverse domande dei presenti, anche di una bambina di 7 anni.

“Dietro a questo libro, c’è un lavoro molto serio, un grande lavoro di ricerca, non c’è solo ispirazione” ci ha detto Chiara, e io aggiungo che dietro a questo romanzo ci sono una sicurezza, una padronanza e una forza della scrittura notevoli, che rispondendo ad una mia domanda, Chiara ha tradotto in “…una coerenza di vita costruita anche attraverso la scrittura”.

Sì, proprio “coerenza”, perché Chiara a dispetto assoluto dell’apparenza è una donna irrequieta, una persona che ha bisogno di cambiamenti , che non a caso ha vissuto in molti luoghi molto diversi tra loro, e tuttora si sposta frequentemente tra gli Stati Uniti e l’Italia, e non solo. Ecco, la sicurezza che io le ho riconosciuto trasparire dalla  scrittura, è proprio frutto della scrittura stessa che ha dato un tono, una direzione, un senso alla sua vita.

Gli elementi di tale scrittura che emergono vigorosi tra i tanti, sono i dialoghi e le descrizioni.

Gli uni e gli altri mettono quasi in secondo piano la trama, la storia. L’autrice avrebbe potuto scrivere di qualunque altro personaggio, in qualunque altro contesto, per questi semplici motivi:

- le descrizioni dei luoghi, immaginati o veri che siano, sono vere e proprie pennellate di un pittore sulla tela. Sono magnifici quadri, dai magnifici colori, che emanano luce anche quando il cuore del  dialogo in corso  è tutt’altro che splendente.

- i dialoghi sono veri, sono naturali, come la sera in cui abbiamo ascoltato parlare l’autrice stessa. Nessuna sovrastruttura, niente stereotipi o meccanismi ingannevoli.

Sono molto contento di aver conosciuto questa scrittrice, sono molto contento che NN editore abbia pubblicato questo bel libro e spero ardentemente che molte persone lo leggano. Questo romanzo contiene riflessioni importanti, lezioni di vita che possono far bene a molti.

Buona lettura a tutti.

Claudio DP

 

Non saremo mai completamente parte del luogo verso cui andiamo, ma non saremo mai più parte intima e incontaminata di quello che abbiamo lasciato.

 

 

 

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