La Shoah: l’incontro con Liliana Segre

Creato da Federica Tronconi il 27/01/2019

“Racconterò una storia tragica, ma che finisce bene.

E questo è importante, perché anche le storie tragiche possono finire bene”.

Liliana Segre – da “Scolpitelo nel vostro cuore” (Piemme)

Ho conosciuto Liliana Segre per caso, in un giorno che apparentemente sembrava banale, di lavoro. Si è rivelato invece un Incontro, quei momenti che ti segnano per la vita. Liliana Segre, ovviamente i più la conoscono, è Sentarice a Vita dal 2018 e testimone e sopravvissata dal campo di sterminio di Aushwitz.Dal 1990 è diventata testimone della Shoah e da allora ha condiviso i suoi ricordi e il suo dolore con le persone e soprattutto con i giovani, perché è proprio ai giovani che lei tiene maggiormente.

La sua intensa testimonianza è raccolta in vari libri (vedi Fino a quando la mia stella brillerà oppure La memoria rende liberi). Io ho avuto il provilegio di incontrarla a Milano, nella sua città natale, mentre presentava con la scrittrice e giornalista Daniela Palumbo Scolpitelo nel vostro cuore, il viaggio nella memoria dal famoso Binario 21 della Stazione Centrale ad Aushwitz e ritorno.

Così scrive Daniela Palumbo nell’introduzioneal libro: “La memoria di Liliana Segre cerca il suo approdo nel presente. Le sue parole lo svelano: racconta di se stessa in guerra come una profuga, una clandestina, una rifugiata, una schiava lavoratrice. Usa espressioni della nostra contemporaneità affinché la testimonianza del passato sia un ponte per parlare dell’oggi. Qui e ora. E, interrogando il presente, Liliana indica quel futuro che solo i ragazzi in ascolto potranno, senza indifferenza e senza odio, disegnare, inventare, affermare.

In un’epoca senza modelli, senza eroi, senza riferimenti nel momento in cui ho sentito parlare Liliana Segre ho sentito qualcosa di nuovo. E’ come se una goccia si fosse depositata dentro di me. Una goccia delle sue Parole. La goccia si è sedimentata e ora è custodita nella parte più preziosa, il cuore. Un posto dove la Parola ha un senso. Liliana Segre è questo: un modello, un riferimento.

Il mio impegno è tramandare la memoria, che in un mondo pieno di ingiustizie è un vaccino contro l’indifferenza.” Questo è il messaggio che Liliana Segre vuole trasmettere ai giovani, un messaggio che li invita a non dimenticare la tragedia e l’orrore che è stata la persecuzione razziale, e che nello stesso tempo vuole essere un invito a non perdere mai la speranza e a “camminare nella vita, una gamba davanti all’altra. Che la marcia che vi aspetta sia la marcia della vita“.

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