Quali sono i segreti per essere impattanti nella comunicazione con gli altri? Partendo da una delle più grandi scoperte scientifiche degli ultimi trent’anni – i neuroni specchio ad opera del Professor Rizzolatti – l’autore ne realizza una delle prime declinazioni pratiche e concrete nell’ambito della comunicazione e della vendita. La capacità di calarsi nel punto di vista dell’altro, di creare empatia con l’interlocutore e di saperlo ascoltare in modo assoluto rappresenta una delle più grandi strategie per essere efficaci e persuasivi in ogni occasione. Che si tratti di esporre il proprio pensiero o prodotto, di convincere qualcuno o di chiedere un permesso, in tutti questi casi capire le emozioni dell’altro, prevederle e addirittura sentirle sulla propria pelle rappresentano la nuova frontiera per convincere gli altri e farsi ascoltare in un mondo sempre più inflazionato da messaggi ridondanti e spesso inutili.

La comunicazione è importante? Si. Sottovalutata? Altrettanto. Roberto Rasia dal Polo, giornalista, formatore e attualmente responsabile comunicazione di una grossa azienda nazionale, torna nelle librerie con un libro fondamentale per chi lavora in ambito comunicazione o per chi vuole semplicemente lavorare meglio. Sì, perché leggendo il saggio di Roberto scoprirete che la comunicazione, anzi la buona comunicazione, è alla base per una strategia lavorativa che produce.

Partiamo dai temi toccati da Rasia dal Polo: qui sotto trovate un’intervista realizzata in cui troverete molti spunti interessanti. Non dimenticatevi di recuperare il libro I trucchi della comunciazione efficace, è sorprendete scoprire che le regole semplici della comunciazione portano a grandi risultati.

 

 

Roberto, quanto conta la consapevolezza nel nostro modo di comunicare?

Contrariamente a quanto molti pensino e sostengano, comunicare è un processo inevitabile. Dunque, poiché bisogna comunicare, tanto vale farlo consapevolmente? Cosa significa esattamente? A mio modesto avviso, saper comunicare è un’arte, ben diversa da un’attitudine naturale che è quella di esprimere la propria opinione con la pancia. Essere coscienti di ciò che si comunica, mentre lo si comunica, è davvero un processo avanzato che implica concentrazione, know-how e tanto lavoro dietro le quinte. L’effetto però è molto positivo e penso possa fare bene a chiunque, dalla nostra famiglia, al nostro ambiente di lavoro, fino ai nostri clienti.

Cosa si intende per comunicazione efficace?

Per definizione la comunicazione efficace è quella che mi permette di essere capito al primo tentativo e ottiene consenso. In tutto quello che dico e faccio. Dunque, come qualsiasi operatore del mercato, anche noi dovremo ragionare su quale tipo di comunicazione sia più idonea affinché risulti efficace. Tale comunicazione ha regole ben precise, che purtroppo in Italia sono molto sottovalutate e raramente insegnate ai corsi o nei libri. All’estero, ahimé, la cultura è molto più avanzata, soprattutto negli States, in UK e in Olanda.

Quando è difficile comunicare nel quotidiano?

Sempre! E mai! Scherzi a parte, lo è sempre perché comunicare in modo consapevole ed efficace costa fatica e attenzione, d dunque non è facile. Però, la buona notizia è che non solo è possibile ad opera di chiunque, ma funziona anche in modo evidente. Se vuoi suonare bene il pianoforte, impieghi almeno 3 anni per strimpellare decentemente. Se vuoi comunicare bene, impieghi 3 minuti per capire la prima regola e metterla subito in pratica. Questa è un’ottima notizia!

 

Nel tuo nuovo libro parti da una teoria sui “neuroni a specchio” che rivoluziona un pò il nostro modo di porci quando comunichiamo con gli altri, giusto?

 

Sì, la teoria è quella del Professor Giacomo Rizzolatti, illustre neuroscienziato di Parma, acclamato in tutto il mondo e un po’ sottovalutato nel nostro Paese. Nel 1992 scopri per primo al mondo l’esistenza dei neuroni specchio, cellule motorie che si attivano non solo quando una persona fa un’azione, ma anche quando la vede fare da un suo simile di fronte. Quando lessi questa grande scoperta, caddi dalla sedia! Tutto ciò per cui mi sgolavo da 20 anni, aveva finalmente un fondamento scientifico! Erano la neuroscienza e la biochimica a dirlo! Pensiamo un attimo a che impatto possa avere a questo punto accogliere un cliente con le famose braccia incrociate, con un grugno sul volto o con una smorfia di fastidio. Il corpo parla, i neuroni specchio rimbalzano un’emozione che proviamo sul nostro interlocutore che per un attimo prova la stessa emozione. Si aprono mondi sconfinati in formazione comportamentale. Con il mio nuovo libro cerco umilmente di dare un primo contributo a questo settore.

 

La gentilezza crea fatturato?

Ah, tu citi una delle frasi a me più care. È un must per me, una sorta di mission di vita e di lavoro, sebbene sia difficile da diffondere in una società pronta alla critica e ben poco propensa alla gentilezza. Ho anche scoperto che esiste una giornata mondiale della gentilezza. La gentilezza crea fatturato – vado dicendo quotidianamente – perché induce negli altri gentilezza, apre porte e non chiude portoni, predispone all’empatia e dunque all’unione, non alla divisione. Se solo riuscissi a inventare una formula matematica che lo dimostra, convincerei il mondo. Ma è difficile parlare di ROI nel nostro mondo della comunicazione e formazione comportamentale. Tutti ci provano ma nessuno ad oggi ci è riuscito in termini matematici. Come si fa a valutare un sorriso? E se è finto? Non sincero? O poco vero? O verissimo? Diamo i punti ai comportamenti? E in che modo? Su quali parametri? Ma ci sto lavorando e, chissà, magari un giorno ci riesco!

 

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