La biblioteca segreta di Leonardo

Creato da federica il 03/11/2018

Un grande genio sempre alla ricerca della verità. Un matematico di fama

alle prese con un efferato delitto.

una biblioteca perduta i cui libri potrebbero cambiare la storia

 

Milano, 1496. Leonardo da Vinci ha atteso con ansia quel primo incontro con frate Luca Pacioli, allievo di Piero della Francesca e illustre matematico. Entrato nella cella del frate nel monastero che lo ospita, nell’attesa che questi arrivi, Leonardo si sofferma su un dipinto che ritrae lo studioso. Un insieme di allegorie e di richiami alla geometria euclidea che lo colpisce infinitamente: di certo è stato il frate a scegliere ogni dettaglio. Per Leonardo, da sempre interessato a ogni branca del sapere, la matematica, il cui studio gli era stato precluso, rimane la regina di ogni scienza. Proprio per questo aveva chiesto all’ambasciatore milanese a Venezia di invitare il francescano a Milano. Da lui, potrà finalmente apprendere quel sapere. L’incontro tra i due uomini, però, viene funestato dalla morte del vicino di cella di Pacioli, un sedicente frate, in realtà un ladro, reo di aver trafugato degli antichi testi bizantini giunti in Italia in seguito alla rovinosa crociata in Morea condotta da Sigismondo Pandolfo Malatesta. Quei volumi, scomparsi insieme all’assassino, sono di grandissimo interesse anche per Leonardo e per Pacioli. Insieme, da Milano a Venezia, da Firenze a Urbino, attraversando un’Italia ormai al tramonto della felice epoca pacifica e indipendente di Lorenzo dei Medici, degli Sforza e dei Montefeltro, i due si metteranno sulle tracce dell’assassino e dei testi rubati, e Leonardo scoprirà l’enigma nascosto nel quadro che raffigura Pacioli.

Con una scrittura molto evocativa, Francesco Fioretti ci pone davanti un giallo storico da cui si evince una cura maniacale del dettaglio e della ricerca storica curata al puntino. I personaggi, i pensieri, gli avvenimenti e perfino le filosofie e tutte le emozioni dei protagonisti di quel periodo storico sono delineati con la precisa intenzione di farli divenire perfetti, adottando un perfetto linguaggio che tu permette di ambientarti e calarti nei personaggi e nell’ambiente. A volte la trama scompare sotto il peso del protagonista, Leonardo, l’immenso, il sublime, la mente più grande e poliedrica del suo tempo, personaggio perfetto per districarsi tra i misteri in cui cade per puro caso ma che, con la sua mente illuminata, riuscirà a risolvere l’assassinio.

In particolare, è molto affascinante tutta la narrazione della creazione sia del Cenacolo sia Della dama con l’ermellino, tutta la complessità dei disegni preparatori, dei problemi che Leonardo deve risolvere per rendere la sua pittura unica, la sfida costante che ha verso l’impossibile, l’irrealizzabile, parole che letteralmente tende ad eliminare dal suo vocabolario. Ma il libro non si preclude alla descrizione delle sue capacità pittoriche, anzi l’autore approfondisce in maniera sagace tutte le scoperte e rivoluzioni nell’ambito matematico che si susseguono intorno a Leonardo, in particolare gli studi sulla sezione aurea di Luca Pacioli.

<<E poi, >> proseguì  il francescano, <<non è più la proporzione sviluppata in questa tavola a occupare ora la mia mente>>.

<<E cosa piuttosto?>> chiese incuriosito il Vinci.

 <<La divina proporzione>>.

 <<La divina proporzione?>> <<Tutte le proporzioni sono divine, ma questa lo è più delle altre. È la proportio habens medium et duo extrema, coì la chiamano i matematici, ma io propongo di definirla la divina proporzione…>>

In conclusione, è un libro estremamente interessante e coinvolgente, la cui ambientazione ci tocca particolarmente essendo uno dei periodi in cui l’Italia è al centro dell’attenzione per tutta l’Europa, con le sue Signorie, perno delle rivoluzioni umanistiche di quel secolo, con costanti riferimenti a figure iconiche dell’Italia rinascimentale, come Leonardo il Magnifico, Ludovico Sforza detto il Moro, Cesare Borgia, Cecilia Gallerani, Isabella d’Este, Paolo Orsini, Vitellozzo Vitelli, Francesco Gonzaga e molti altri. Consiglio questo libro agli appassionati del genere storico e del giallo, perché con una struttura intricata, la ricerca storica, lae la tensione ricercata e mai banale, con un mistero ed enigmi intelligenti, l’autore appassiona e intrattiene fino all’ultima pagina.

 

Francesco Fioretti è nato a Lanciano, in Abruzzo, nel 1960, da madre siciliana e padre pugliese d’origine toscana. Dopo gli studi universitari a Firenze, ha conseguito il dottorato di ricerca a Eichstätt, in Germania. Ha insegnato in Lombardia e nelle Marche. Dantista e scrittore, ha esordito nella narrativa con Il libro segreto di Dante, che ha scalato le classifiche italiane con oltre 200.000 copie vendute, seguito poi da Il quadro segreto di Caravaggio, La profezia perduta di Dante e La selva oscura. Il grande romanzo dell’Inferno, una “riscrittura” in prosa moderna dell’Inferno di Dante.

La biblioteca segreta di Leonardo, in occasione dei cinquecento anni dalla morte del genio, verrà pubblicato in diversi Paesi europei.

Recensione a cura di

GIUSJ SERGI

 

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