Il ponte d’argilla

Creato da federica il 03/11/2018

 

“Sono seduto, e penso, e batto. Batto sui tasti. Scrivere non è mai facile, ma diventa

più semplice se hai qualcosa da dire. Lasciare che vi parli di nostro fratello.

Il quarto dei ragazzi di Dunbar, Clay.

Perché quello che sto per raccontarvi accadde a lui.

E, tramite Clay, cambiammo anche noi. Tutti”

 

Dopo 12 anni di silenzio, il 9 ottobre 2018, in contemporanea mondiale, è tornato Markus Zusak, l’autore di Storia di una ladra di libri, con il suo nuovo, attesissimo romanzo, Il ponte d’argilla (Frassinelli).

C’erano stati anche un nonno con la passione per i miti greci, una nonna e la sua macchina da scrivere, un pianoforte consegnato nel posto sbagliato, una ragazza con le lentiggini che amava le corse dei cavalli, e un padre che, dopo la morte della moglie, aveva abbandonato i suoi cinque figli: Matthew, Rory, Henry, Clay e Tommy. I fratelli Dunbar. Costretti a vivere soli, e a definire da soli le regole della propria esistenza. E quando il padre tornerà sarà Clay l’unico dei fratelli che accetterà di aiutarlo e costruire con lui un ponte, concreto e metaforico nello stesso tempo: lo farà per la sua famiglia, per il loro passato, per il loro futuro, per espiare le colpe, per affrontare il dolore. Lo farà perché lui è l’unico che conosce tutta la storia, e per questo è obbligato a sperare. Ma fino a che punto Clay potrà portare avanti la più difficile di tutte le sue corse? Quanti degli ostacoli che la vita gli ha posto davanti riuscirà a superare? Quanta sofferenza può sopportare un ragazzo? Dodici anni dopo Storia di una ladra di libri, Markus Zusak torna con un romanzo di lancinante bellezza, che non ha paura di commuovere e che lo conferma come uno dei più importanti autori della scena letteraria mondiale: la storia di Clay, dei suoi fratelli e della sua famiglia è di quelle destinate a incidere a lungo nell’immaginario collettivo, per la densità di vita e sentimenti, per il racconto travolgente, per la voce acuta, calda e suggestiva

“Era un guscio, il guscio di quello che era stato. Non era molto diverso  da un vestito caduto fuori dall’armadio, o sbucato da sotto il letto. Un mostro docile confuso. Un incubo, improvvisamente fresco”

“Le confessioni sono strane. Ammettiamo quasi tutto, ma il quasi è quello che conta.”

Tutti nella vita siamo stati e saremo costretti a costruire quel ponte, e sarà doloroso, immenso, infinito, potente, ma sarà fatto di noi e delle nostre sofferenze. È il ponte che ci porterà a guadare le acque tempestose della sopravvivenza senza sprofondare.

E sarà così quel ponte per Clay, sarà l’insieme della sua storia e quella dei suoi fratelli, di sua madre e di suo padre, di Carey. Con una struttura particolare, innovativa, che ti tiene incollato alla pagina, avvinto e totalmente conquistato, l’autore intreccia il presente e il passato, con un sapiente gioco di specchi che riesce a stupire totalmente per la sua immane bellezza e potenza, senza creare confusione ma rimanendo sopra le righe, originale e unico.

Zusak intesse una trama di straordinaria bellezza e sofferenza, una storia che lascia l’amaro odore del lutto, della perdita, dell’amore di una madre e della sua inimmaginabile bellezza e la sua forza devastatrice. Una madre che andandosene da questa vita ha devastato la stessa terra con la sua immane assenza. È una storia di perdita ma anche di consapevolezza, di dolore atroce, ma è anche una storia di amore potente, amore soverchiante, l’amore di una madre che ha amato incessantemente, dei fratelli che si amano a modo loro e si aiutano costantemente, in qualsiasi circostanza, perché la vita li ha portati ad essere abbandonati, ad essere l’un l’altro l’appoggio e la spalla su cui fare affidamento. È la storia di molte vite che si intrecciano, ognuna singolarmente con la propria voce richiama quella delle persone amate, ogni vita è collegata e nessuno è realmente mai solo. È una storia che fa male, colpisce forte al cuore, non fa sconti al dolore, ma dona la speranza dell’amore e della consolazione, l’unione di fratelli che nessuno mai, nemmeno la vita stessa, potrà dividere.

Con la sua scrittura sapiente Zusak ci tiene nella sua rete fino alla fine, tuffandoci in un abisso dal quale non desidero più uscire. Un libro bellissimo che riconferma la fama di un grande scrittore.

 

Markus Zusak  è nato nel 1975 e vive a Sydney con la moglie e i due figli. Premiato autore di diversi romanzi, ha raggiunto la fama internazionale grazie all’enorme successo di Storia di una ladra di libri, tradotto in quaranta lingue, bestseller da otto milioni di copie nel mondo, dal quale è stato tratto l’omonimo film.

 

Recensione  cura di

GIUSJ SERGI

Condividi

    *