È piena estate e la città Eterna è assediata dall’afa, quando il libraio Ettore Misericordia, detective dilettante, e il suo fido assistente Fango sono convocati dall’ispettore Ceratti, con il quale spesso collaborano. Una strana, enigmatica scritta è comparsa nella cripta di San Carlino alle Quattro Fontane e, poco dopo il ritrovamento, una giovane donna viene brutalmente assassinata a piazza Navona. La scia di sangue e mistero che lega tra loro questi eventi porterà Misericordia indietro nel tempo, fino all’antica rivalità fra i due geni del Barocco a Roma, Gian Lorenzo Bernini e Francesco…

 

Max e Francesco Morini sono gli autori di Nero Caravaggio e Rosso Barocco (Newton&Compton, ai link sui titoli le recensioni dei romanzi). I loro libri hanno come protagonisti Ettore Misericordia e Fango (librai di professione) e sullo sfondo una magnifica e controversa Roma, anche lei uno dei principali personaggi. Abbiamo raggiunto gli autori per una intervista che parte dal nuovo romanzo, Rosso Barocco, per spaziare agli argomenti principali legati alla serie di Gialli.

 

 

Dove hai tratto ispirazione per il personaggio di Misericordia?

Ettore Misericordia, “Nero Caravaggio”, e “Rosso Barocco”, sono un piccolo, personale omaggio alla giallistica classica a cavallo tra fine dell’ Ottocento e l’inizio del Novecento,cioè Conan Doyle, Chesterton, Cristhie, Van Dine, Ellery Queen, Stout;ci piaceva molto l’idea di creare un moderno Sherlock Holmes romano, genio della deduzione investigativa e detective dilettante, un libraio coltissimo, profondo conoscitore di tutto quello che riguarda Roma. Proprio questa immensa cultura sulla Città Eterna lo porta a capire prima della polizia i misteri e i segreti che si nascondono dietro gli omicidi in cui lo coinvolge l’Ispettore Ceratti e a risolvere i casi brillantemente.

Che tipo di “gregario” è Fango per Ettore?

In questo senso Fango è il Watson di Misericordia, il suo fedele assistente in libreria nonchè durante le indagini. Fango adora Ettore, pende dalle sue labbra, lo segue ciecamente ma ogni tanto, per orgoglio personale o per farsi bello agli occhi Misericordia, prende iniziative personali non sempre riuscitissime.

Uno dei personaggi principali dei tuoi romanzi è Roma: che rapporto hai con lei? come la descriveresti?

Roma per un romano vero è tutto, madre, sorella e amante; per questo i nostri gialli sono’ anche un atto d’amore per la Città Eterna, anche perché il racconto che se ne fa spessp non esce dalla visione da cartolina, tipo “La Grande Bellezza”, o di degrado, come raccontano le news anche per attaccare la nuova giunta. Roma in realtà è un unicum mondiale, una realtà a sé che sta in piedi da quasi 2800 anni e che vale la pena conoscere meglio, innanzitutto dai romani stessi, a cominciare dal suo immenso patrimonio artistico. Il terzo romanzo,che stiamo scrivendo in questi giorni, però abbandonerà gli scenari seicenteschi e quelli della storia dell’arte e vedrà protagonista un grande attore del Novecento.

Arte e indagine: un connubio a mio avviso molto riuscito. Cosa li lega a tuo giudizio?

I grandi artisti e le grandi opere d’arte, aldilà della facciata diciamo “scolastica”, nascondono anche grandi segreti che ovviamente sono sconosciuti al pubblico; è molto interessante e divertente . portarli alla luce e legarli a un mystery.

I tuoi romanzi sono molto “televisivi”: hai mai pensato scrivendoli di vederli in una serie tv?

Il sogno di ogni giallista è vedere i suoi libri trasformati in una serie tv o un film, cosa che in realtà ( parlo di autori italiani) è successa molto raramente. E’ vero, la nostra scrittura, venendo dal teatro comico, è già molto “visiva”, ma questo non è sufficente per farne una serie, ovvio; vedremo che succederà!

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