La ragazza del Convenience Store

Creato da federica il 06/09/2018

 

“Il konbini è un luogo che si regge sulla normalità,

un mondo dove tutto ciò che anomalo e inconsueto deve essere rimosso. 

Una volta che l’elemento di disturbo è stato eliminato i clienti tornano al loro caffè e ai loro dolcetti

come se niente fosse successo.” 

 

La trentaseienne Furukura Keiko è single e molto introversa. È sempre stata una ragazza strana, ragion per cui ha deciso di provare a conformarsi alle aspettative della società e della famiglia abbandonando gli studi per lavorare in un konbini, un piccolo convenience store giapponese aperto 24/7.

 


È qui che è impiegata da diciotto anni, con un contratto part-time. I suoi genitori e le poche amiche d’infanzia sono preoccupati per lei e sperano che presto o tardi possa sistemarsi e mettere su famiglia. Keiko, però, sembra incapace di adeguarsi alla norma, si è sempre comportata “in modo diverso”, per usare un eufemismo. Ed è con questo spirito anticonformista che paradossalmente affronta ogni cosa nell’universo circoscritto del konbini, al quale si consacra nella maniera più assoluta. Il suo posto nel mondo lo ha trovato proprio qui, dove tutto accade come se fosse scritto in un manuale ed è sufficiente attenersi alle regole per essere efficiente, la migliore commessa possibile. Finché non incontra Shiraha, un nuovo e strambo collega trentacinquenne in cerca di moglie, il quale è convinto che il mondo si sia fermato all’epoca preistorica…
Per Keiko potrebbe trattarsi dell’occasione per lasciare il suo amato konbini e creare finalmente una famiglia, soddisfacendo le aspettative dei suoi cari? O il mondo del konbini, con le sue precisissime regole e il suo singolare valore simbolico, avrà la meglio?

Sono due gli elementi forti di questo romanzo: da una parte la forte caratterizzazione dei personaggi, dall’altra la cultura giapponese. Sayaka ha costruito personaggi forti, veri, onesti nonostante la complessità di alcuni lati del carattere. Personaggi tanto strani che a volte ci si chiede se possono esistere ma che alla fine legano in qualche modo il lettore alle loro (dis) avventure. In primo luogo la protagonista Keiko, una ragazza che vediamo cambiare (o no?) per 18 anni nello stesso luogo, uno store alimentare giapponese. Keiko è una ragazza diversa, ma la sua normalità l’ha trovata lavorando nel  konbini che diventa il suo rifugio e salvezza allo stesso tempo. Una ragazza pacata, timida, senza grandi impulsi o desideri ma non per questo non vitale (quando lavora esprime il meglio di sé). Poi abbiamo Shiraha, un ragazzo, sregolato, ribelle, non convenzionale, l’opposto della protagonista in sostanza. Due figure molto distanti ma allo stesso tempo legate dal fatto di subire dall’esterno il giudizio del diverso, e proprio per questo avranno dei punti di contatto nella storia.  Ma alla fine cos’è la diversità? E perché ci spaventa tanto da poter giudicare? La normalità è concetto sociale e generalizzato o personale? Un romanzo che cattura per originalità e per le riflessioni che ispira in modo semplice, per lo stile gradevole e fluido, con personaggi ben caratterizzati tanto da stupire il lettore in certi punti della storia.

 

Murata Sayaka è nata nel 1979 nella prefettura di Chiba. Debutta come scrittrice nel 2003 con il racconto Ju’nyū (L’allattamento), che si guadagna il premio Gunzō. Nel 2009 si aggiudica il premio Noma per esordienti, con Gin iro no uta (La canzone d’argento) e nel 2013 il premio Mishima con Shiro iro no machi no, sono hone no taion no (Il bianco della città, delle ossa e della temperatura corporea). Nel 2014 ottiene il premio Sense of Gender con Satsujin shussan (Parti e omicidi) e nel 2016 il premio Akutagawa con La ragazza del convenience store, ispirato alla sua storia personale di commessa presso un konbini.

 

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