La guerra del cioccolato

Creato da federica il 06/09/2018

Ci vuole coraggio per cambiare le cose. Ma il coraggio spesso ha un prezzo molto alto.

 

«Nel 1974, quando questo romanzo venne pubblicato per la prima volta, Robert Cormier mise sottosopra il nostro universo. Oggi, è pronto a sconvolgere schiere di nuovi lettori.» – Amazon.com Review

 

Il Trinity College è un istituto cattolico per la middle class: divisa, disciplina e tradizioni. Tra queste, vendere scatole di cioccolatini per beneficenza. Jerry, il nuovo arrivato, osa dire no, ma la banda dei Vigilanti, ragazzi dominanti, non accetta il suo rifiuto e tra i banchi di scuola si scatena la violenza.

Ciò che mi aspettavo da questo libro era sicuramente una morale, un insegnamento, un chiaro messaggio e un lieto fine, diciamo che è ciò che mi aspetto da un libro per ragazzi, tutto questo è stato assolutamente disatteso da questo libro. È si un romanzo per ragazzi, ed è assolutamente da leggere, è molto vivo, reale e purtroppo racconta la verità nuda e cruda, per quanto amara e ostinatamente orribile possa rivelarsi alla fine di tutto. Ho chiuso questo libro con un groppo in gola, un senso di ingiustizia e orrore serpeggiava ancora dentro di me. Fino a metà della narrazione tutto scorreva liscio, una normale storia di prevaricazione, di bulli, di ribellione, un personaggio da odiare a morte, un altro che ti fa provare dei sentimenti ambivalenti, il tutto raccontato da diversi punti di vista, in modo da farti conoscere per intero la storia, in sentimenti, le emozioni, i pensieri, la storia, ti coinvolge pienamente. Il mio più grande sbaglio è stato pensare di sapere come sarebbe andata a finire perché dalla metà in poi della narrazione la mia certezza è stata capovolta e la mia serenità di lettrice è stata sconvolta. Non voglio assolutamente svelare nulla della trama se non quello che è stato già detto, questa è una storia davvero forte, classificarla solo come storia per bambini e ragazzi è decisamente riduttiva perché un romanzo del genere andrebbe letto prima di tutto dagli adulti e dagli insegnanti, perché la figura più importante del libro è proprio un insegnante ed è anche la grande assenza quella dell’adulto in questo libro che regoli la percezione del bene e del male e che ponga un limite a ciò che è giusto e ciò che non lo è, quando il male stesso è incarnato dall’unico adulto che tutto comanda. Un libro bellissimo ma estremamente doloroso che mi ha lasciata sfinita e dolorante.

La scrittura di Cormier è intessuto di realtà e pessimismo, si mantiene semplice e lineare per tutto il racconto, per una perfetta comprensione del linguaggio e della psiche dei personaggi e del linguaggio usato. Nella sua semplicità riesce ad essere incisivo e preciso come una lama da taglio e amaro come il cacao.

 

Si vergognava e si disprezzava, ma non ci poteva fare niente. Erano lacrime di frustrazione oltre che di paura, una paura diversa da quella che già conosceva: la paura di un incubo che cammina.”

“Infatti capiva, capiva che la vita è uno schifo, che non ci sono eroi e che non ci si può fidare di nessuno, neppure di se stessi.”

“Strano, ti fanno del male ma sei tu a doverti nascondere, come se fossi tu il delinquente.”

 

 

Robert Cormier (1925-2000) è un’anima mente considerato uno degli autori seminal della letteratura per ragazzi contemporanei.

 

Recensione a cura di

GIUSJ SERGI

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