Se tu lo vuoi: intervista a Valeria Fioretta

Creato da federica il 25/07/2018

Una donna che ha molte domande.

Una bambina che ha tutte le risposte.

La storia di un’amicizia

In grado di curare

Anche il cuore più ammaccato

 

Margherita ha un ottimo lavoro, una folta schiera di amiche e un fidanzato con tutte le carte in regola per diventare Quello Giusto. Almeno fino al giorno in cui Quello Apparentemente Giusto la lascia senza una spiegazione, dopo sei mesi di amore folle (almeno da parte di lei), dopo averla costretta a sorbire centrifughe e tisane di ogni tipo, a rinunciare al cioccolato e ad annullare la parte più divertente di se stessa per cercare di conquistarlo ogni giorno. Sola e disperata, Margherita decide di trascorrere agosto a Torino per la prima volta da sempre. Ed è assolutamente per caso che si imbatte nella pubblicità di una onlus che aiuta i genitori costretti a lavorare d’estate a trovare compagnia gratuita per i propri figli. Così conosce Elisabetta, nove anni, intelligente, timidissima e un po’ troppo abituata alla solitudine, che con le sue battute sagaci e l’innocenza che hanno solo i bambini le mostra il suo dolore sotto una luce totalmente nuova. In un’estate torinese che non avrebbe mai pensato di vivere e di potersi godere, tra picnic sul lungo Po, lezioni di frisbee, gelati al limone e libri che possono curare le ferite, Margherita ed Elisabetta costruiranno un legame molto più speciale di quanto potessero sospettare e, forse, riusciranno anche a scovare Quello Giusto Davvero per Margherita.

 

«E comunque, si può sapere in che squadra giochi, Elisabetta»

«In nessuna squadra, papà non mi può portare.»

«Tesoro, è un modo di dire: se sei mia amica non ti devi domandare come sta lui, o cosa sta pensando. Ti devi solo preoccupare di me e darmi sempre ragione.»

«Mia nonna diceva che non si deve dare ragione agli stupidi, altrimenti resteranno sempre stupidi.»

«Ma io non sono stupida. Sono solo disperata.»

 

Questo libro mi ha letteralmente conquistata, non è stata semplicemente una lettura per staccare la spina e ridere un po’, mi ha proprio fagocitata al suo interno, fino alla fine. Fin dalle prime pagine ho percepito una totale affinità con il personaggio di Margherita, una donna intelligente, a cui non manca nulla, colta, bella, divertente, con una sagacia e simpatia che mi ha fatta piegare dal ridere nei momenti più impensati, ma tutto ciò lo percepisci semplicemente dalla storia non perché viene spiattellato in faccia al lettore o perché viene descritta come la donna senza macchia e senza paura, tutt’altro, perché Margherita è una donna come tutte noi, è una donna molto insicura, che per un uomo annulla se stessa per compiacerlo, accantona le cose che ama più fare, i suoi modi di essere e pensare per adeguarsi, e quale donna nella vita può dire di non esserci passata almeno una volta? E quanto sia dura la consapevolezza di venire pure scaricate da suddetta persona, che non solo ci ha prima annullate e poi frantumato il cuore? Ecco, Margherita è una di noi, è nostra amica, e io sentivo di volerle dare una pacca sulla spalla, piangere insieme a lei, strafogandomi di gelato, inveendo contro gli uomini, passando la notte guardando film tragici.  Insieme a Margherita affronteremo il percorso di crescita e consapevolezza che la porterà a rivalutare quel rapporto che in realtà era solo finzione, ma tutto ciò avverrà grazie ad una scelta avventata. Invece di perdersi in spiagge paradisiace, in una sorta di espiazione, vuole provare a fare qualcosa di buono, ed è allora che per caso si offre volontaria per diventare la tata in una ONLUS che offre un servizio estivo gratuito per i genitori costretti a lavorare nei periodi estivi. Ed è così che Margherita si ritrova a fare la conoscenza della piccola e saggia Elisabetta. Una bambina meravigliosa, che è inevitabile amare e portare nel cuore, e sarà così anche per la protagonista, sarà la persona che le insegnerà tutto e le farà capire e crescere in lei la consapevolezza e l’affetto. E poi conoscerà il padre di Elisabetta, Ettore… ma quello starà a voi scoprirlo.  Una storia scoppiettante, dall’inizio alla fine, ho riso tanto, mi sono commossa, mi sono ritrovata e sentita capita. Ho trovato delle amiche e dei personaggi fantastici e devo ringraziare l’autrice per questo splendido libro e la sua scrittura.

Abbiamo raggiunto la scrittrice Valeria Fioretta per farle qualche domande.

Quanto di te ritrovi in Margherita, nella sua personalità e nel suo modo di fare?

In realtà non moltissimo, al netto dell’appetito, della passione per il té nei bicchierini e per le liste. Forse la caratteristica che ci accomuna di più è l’attitudine ad andare per tentativi, per approssimazione diciamo. Margherita è convinta che “done is better than perfect” e così facendo colleziona testate ma anche esperienze autentiche.

Nel romanzo Margherita nel suo rapporto con Gabriele assume un comportamento accomodante, è molto insicura e non esprime realmente la sua personalità, cosa ne penso delle donne che si annullano per compiacere gli uomini che stanno al loro fianco? E che consiglio senti di dargli?

Penso che sia comune, almeno in una fase della propria vita sentimentale, idealizzare un compagno e cercare di compiacerlo. Purtroppo è una conseguenza dell’educazione che molte bambine ancora ricevono: sono insegnamenti e messaggi spesso non verbali che si trasmettono di madre in figlia. Penso che il bisogno di compiacere sia un fardello che bisogna scrollarsi di dosso attraverso un lavoro di autoanalisi o meglio ancora di psicanalisi. Oltre a questo lavoro su di sé, credo che sia doveroso educare le bambine a non ricercare sistematicamente l’approvazione: in questo senso mi aveva illuminato il minisaggio di Chimamanda Ngozi Adichie “Cara Ijeawele, quindici consigli per crescere una bambina femminista”.

Ci racconteresti qual è stato il momento “fatidico” in cui hai avuto l’ispirazione per scrivere questo libro?

Non ho mai nascosto che, da lettrice, io preferisco di gran lunga le storie di amicizia rispetto alle storie d’amore. Inizialmente io volevo mettere i maschi in panchina, ma sono tornata a più miti consigli quando la mia editor mi ha suggerito di salvare l’idea originale, quella del sodalizio tra donne molto diverse per età e attitudine, ma di includere un padre single. In questo modo, come si dice, ho salvato capra e cavoli: da quel momento in poi sapevo dove andare a parare e il resto della storia è uscito da sé.

Ho trovato adorabile la figura di Elisabetta, una bambina che inevitabilmente ti porta ad amarla e tratteggiata alla perfezione da sembrare reale, è una figura esistente della tua vita o frutto solo della tua immaginazione e della tua fantasia?

Ti confesso che non ho mai avuto a che fare con bambine sotto i 10 anni quindi Elisabetta è una delle poche figure inventate di sana pianta di “Se tu lo vuoi”! L’unico obiettivo che mi sono data, nel delinearne il carattere, è che volevo una bambina che parlasse e ragionasse da bambina. Ho l’impressione che il cinema e la letteratura siano disseminate di bambini che si esprimono o agiscono come baby-adulti e che a me risultano sempre distonici.

Anche tu come la protagonista ami fare allusioni a frasi e citazioni di libri e canzoni nelle discussioni giornaliere o è solo una caratteristica di Margherita e della sua personalità?

Io non so nemmeno il mio numero di telefono ma se ho sentito una canzonetta alla radio nel 1996 probabilmente me la ricorderò finché campo. Il gioco delle canzoni lo faccio meno spesso di quanto vorrei perché nel 90% dei casi nessuno capisce il riferimento! L’unica che mi dà sempre immense soddisfazioni è mia madre.

 

Valeria Fioretta Torinese, classe 1982, marketing manager, fidanzata, mamma. Dal 2013 gestisce con successo e soddisfazione il blog www.gynepraio.it. Scrive soprattutto di relazioni, shopping e, in tempi più recenti, di maternità. Una volta scriveva anche recensioni, ma ora ha troppo sonno per vedere un film intero.

Recensione a cura di

GIUSJ SERGI

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    2 Risposte fino ad ora.

    1. Grazie mille per esserti dedicata alla lettura di Se tu lo vuoi!


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