Volevamo andare lontano

Creato da federica il 10/06/2018

Milano, 2014. Julia, giovane e brillante stilista tedesca, sta per affrontare la sfilata che potrebbe finalmente coronare i suoi sogni. Ma, proprio mentre guarda al futuro, il passato torna a cercarla nei panni di uno sconosciuto che sostiene di essere suo nonno. Dice di essere il padre di quel padre che lei ha sempre creduto morto, e le mostra la foto di una ragazza che potrebbe essere Julia stessa, tanto le somiglia, se solo quel ritratto non fosse stato scattato sessant’anni prima. Milano, 1954. Vincent, promettente ingegnere tedesco, arriva da Monaco con il compito di testare una piccola automobile italiana che potrebbe risollevare le sorti della BMW.

 

 

È così che conosce Giulietta, incaricata di fargli da interprete, e se ne innamora. Lei è una ragazza piena di vita e di sogni – ama disegnare e cucire vestiti – ma è frenata dalla sua famiglia, emigrata dalla Sicilia, e da una promessa che già la lega a un altro uomo. Si ritroverà a scegliere tra amore e dovere, libertà e tradizione, e quella scelta segnerà il destino di tutte le generazioni a venire… Fino a Julia. Proprio a lei, oggi, viene chiesto da quel perfetto estraneo di ricucire uno strappo doloroso, di ricomporre una famiglia che non ha mai conosciuto. Ma che ha sempre desiderato avere. Se accetta, l’attende un viaggio alla ricerca della verità, un tuffo nel passato alla scoperta delle sue radici. L’attendono bugie e segreti che potrebbero ferirla: il prezzo da pagare per riavere un mondo di affetti che le è sempre mancato. L’attende la scoperta emozionante di un amore incancellabile a cui va resa giustizia e di una donna luminosa che, all’insaputa di Julia, vive da sempre dentro di lei e dentro i suoi sogni.

 

“Quando incontriamo un grande amore, per un breve momento siamo liberati dalla nostra prigionia nello spazio e nel tempo. Non è solo l’incontro con qualcosa che brilla attraverso di lei, l’idea d avere ritrovato intatta la pienezza della nostra infanzia, quando il mondo sembrava un’estate perenne.”

“Era spaventoso che, anche quando raccoglievo successi, ci fosse sempre in me, nascosta in un angolo oscuro, pronta a riemergere, una bambina che aveva paura di essere dimenticata, che aveva paura di morire di fame se avessi fallito. Una bambina piccola che voleva essere guardata e abbracciata. Gridava il suo bisogno di amore. E siccome non lo sopportavo, chiudevo la porta del suo nascondiglio per non sentirla, perché altrimenti non sarei stata in grado di sopravvivere nel mondo.”

“In realtà nasciamo spezzati è passiamo il resto della vita a cercare di rimettere insieme i pezzi.”

 

Una fantastica saga familiare che mi ha fagocitata al suo interno, catturandomi e stregandomi con la sua forza narrativa e la sua storia. Un libro emozionante e pieno di colpi di scena, di passione, amore, sofferenza, abbandono, mancanze. Pieno di tutto ciò che può essere la vita di ogni famiglia. Ripercorre non solo le vicende personali di questi individui ma anche dei periodi storici molto importanti, dagli anni 50 a seguire, risaltano le differenze sociali, politiche, la ghettizzazione dei siciliani a Milano e poi in Germania. Il boom di migrazione che vede coinvolti migliaia di italiani che per poter lavorare e sopravvivere lasciano tutto ciò che hanno nella loro terra e si imbarcano in un viaggio nell’ignoto, in un paese in cui gli italiani sono mal visti e direi disprezzati. Le vicende dei personaggi si intersecano nella storia di questi paesi che vanno avanti negli anni, nel progresso, nell’integrazione, nella difficoltà nel realizzarsi, progredire, in una società in cui si è già classificati come indesiderati e l’incapacità di ritrovare un’identità personale. Un bellissimo libro che mi ha emozionata e riempita di ogni sorta di emozione, con personaggi che ho amato e odiato, ho sofferto e sperato con loro, ho percorso viaggi interminabili nelle loro menti e nelle speranze di un futuro migliore e nell’inseguimento della verità. Una lunga corsa per capire, indagare e ritrovare quel qualcosa che ci permette di mettere insieme le tessere di un immenso puzzle, dove ogni pezzo è un componente della famiglia e delle persone fondamentali un questo percorso. Sono arrivata al finale commossa, con un senso di amara conclusione, dopo mille peripezie e percorsi di vita dolorosi, che con una lacrima fanno ritrovare la speranza di appartenenza che si è cercata per tutta la vita. Ritrovando una vita e, finalmente, la verità di molti destini che hanno dato il corso a quello di Julia, finalmente dando una risposta alle mille domande, mancanze e vuoti che avevano costellato la sua vita, dando così un nuovo volto alla sua vita e alla sua storia così da potersi di nuovo riconoscere in quell’immagine allo specchio.

 

Daniel Speck, sceneggiatore di successo, docente e scrittore, è nato a Monaco di Baviera nel 1969. Ha studiato presso l’università di Monaco e la Sapienza di Roma, città in cui ha vissuto per vari anni.

Recensione a cura di

GIUSJ SERGI

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