Si spengono le stelle

Creato da federica il 18/05/2018

“C’erano volte in cui la notte sapeva essere di una dolcezza dolorosa. Le stelle, dal proprio rifugio lontano, lanciano richiami strazianti all’umanità orfana del loro splendore. Quella luce tremebonda avvisava gli uomini. “Non abbiate paura” diceva in un coro di mille voci.”

 

1691. York è un’inquieta città di frontiera da poco annessa alla colonia della Massachusetts Bay, dove la legge è esercitata secondo una rigida morale puritana. Primogenita di Mary e Robert Walcott, capo della corporazione commerciale, Susannah è tormentata da un selvaggio bisogno d’indipendenza che la rende insofferente alle autorità e la porta a rifugiarsi negli antichi insegnamenti della sua vecchia nutrice indiana, Nagi, dalla quale ha imparato a scorgere in ogni cosa la profonda armonia del cosmo. Ma proprio il forte legame con la cultura dei nativi costa a Suze l’avversione dei suoi coetanei, che la accusano di essere strana, pericolosa, e per questo la schivano. Tutti tranne uno, il fragile e misterioso Angus Stone, che appare determinato a sfidare qualunque pregiudizio pur di averla. Le cose cambiano quando Robert viene inviato a Boston per presiedere il Congresso coloniale: mentre a York le stelle della ragione cominciano a spegnersi, Rob realizza di trovarsi nel mezzo di una spietata cospirazione tesa a inasprire odio e paura verso i “selvaggi”. Il conflitto tra coloni e nativi assume così il valore di uno scontro fra bene e male che coinvolgerà proprio Susannah, ignara custode di un grande segreto. “Si spengono le stelle” è un thriller sulla Nuova Inghilterra di fine Seicento, che indaga uno dei periodi più cupi della storia americana a colpi di incursioni nei temi classici della letteratura fantastica.

“La paura fa germogliare i semi del sospetto; il sospetto apre la strada alla rabbia e la rabbia, lo sanno tutti da qualunque era e generazione, è il primo stadio della follia.”

 

È incredibile come la paura possa entrare talmente in profondità nella mente delle persone da riuscire a plasmare un’ideologia e un pensiero, da riuscire a condizionare la visione che si ha del mondo e delle altre persone, e quando a parlare e a guidare è un uomo folle, corrotto, guidato da un’anima oscura, dalle più cruente passioni che rendono la vita un tormento. Questo è il reverendo, la guida del villaggio, la voce della verità che tutti ascoltano e tutti seguono, e così che la follia riesce a dilagare come una malattia, miete vittime senza freno. Il terrore del diverso, dell’ignoto, la paura della libertà e della disubbidienza; tutto questo è Susannah, una ragazza dai capelli di fiamma, vista come una reietta dall’intero villaggio, una peccatrice, tentatrice, troppo bella per non essere diabolica, troppo libera per continuare a vivere indisturbata in una comunità in cui il pregiudizio e l’odio sono i principali fattori di sopravvivenza. Ma Susannah è solo una ragazza che vuole poter volare via e ritrovare una libertà tanto agognata, cerca le sue radici che non riesce a trovare, in un villaggio in cui si sente un’estranea, dove l’amore non è contemplato. Con il coraggio di una donna adulta, con la mente libera dalla paura dei pregiudizi, con le sue idee, e un dono particolare che la porterà a scoprire la verità. Ma dove l’odio è dilagante c’è solo un modo per tarpare le ali di un uccello, metterlo in gabbia. L’ascesa di un astro nel cielo, con la sua coda di fuoco, troppi splendente per occuperà solo un posto su questa nuda e arida terra. Un romanzo che mi ha conquistata completamente, mi ha fatta innamorare, mi ha pervasa di tristezza e malinconia. La caccia alle streghe è sempre stato un argomento di curiosità per me e questo libro è l’apoteosi per chi ama il genere. Una scrittura limpida e poetica, dolorosa e libera, che indaga l’animo umano ponendo un netto contrasto tra bene e male, soffermandosi sulle sfaccettature di un’anima. Una meravigliosa introspezione dei personaggi che l’autore riesce a rendere dolorosamente reali. È una storia dura, aspra, che non risparmia colpi e lacrime ma che conquista il cuore con la verità e la bellezza di anime il cui male non potrà prende il sopravvento in questo mondo. Una lettura con venature fantastiche che donano un tocco in più al romanzo non togliendo alcuna veridicità. Una lettura magnifica, Susannah e la sua famiglia rimarranno per molto tempo tra i miei pensieri, dolorosamente e tristemente. L’autore definisce in una nota finale questo libro così: “Si spengono le stelle per me è prima di tutto un thriller (dall’inglese to thrill, emozionare, rabbrividire, vibrare), e se nel leggere questa storia almeno una volta vi siete fermati a riflettere, o addirittura commossi, allora ho raggiunto il mio obiettivo”. Io posso onestamente dire che personalmente ci è riuscito in pieno, mi ha mozzato il fiato in gola e fatto scorre brividi per tutta la durata della lettura. Affamata della verità, inseguendo la fine.

 

Matteo Raimondi è nato nel 1986 a Roma, dove vive con la sua famiglia. Laureato presso la facoltà di scienze politiche, sociologia e comunicazione dell’Università La Sapienza, è studioso di letteratura, società e storia americana. Si spengono le stelle è il suo romanzo d’esordio.

Recensione a cura di

GIUSJ SERGI

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