Una ragazza affidabile

Creato da federica il 08/05/2018

Un’eredità inattesa costringe Agnese a tornare a Firenze, la città in cui è nata e cresciuta e da cui è fuggita molti anni prima. Qui l’attende la sorella Micaela, che non vede da anni. La vita di Micaela ha seguito un percorso assai diverso, lontanissimo dalle scelte che Agnese ha fatto per sé: una vita tranquilla e sicura nella provinciale Ancona, un bravo marito benestante, due figlie allevate nell’agio, tutti valori che Micaela, sola, senza un’occupazione fissa, precaria per vocazione e per convinzione, irride. Attraverso un confronto che assume sempre più il carattere dello scontro, Agnese rivive, sullo sfondo dell’Italia degli anni Sessanta e Settanta, i ricordi dell’infanzia e della giovinezza: l’impegno nello studio, la lotta contro l’obesità, l’attrazione che evolve in amore per il cugino Sergio, il rapporto complesso con la sorella, l’invidia, mai del tutto riconosciuta, per quella propensione di Micaela a cavalcare le tumultuose vicende del suo tempo con naturalezza e incoscienza. Sembra un romanzo classico su uno dei temi narrativi ed esistenziali più archetipici: la conflittualità che spesso caratterizza i legami tra sorelle dal carattere opposto – una tranquilla e disciplinata, l’altra seduttiva e ribelle – e la resa dei conti che finalmente arriva dopo anni di incomprensioni e di silenzi. E invece, poco alla volta, inesorabilmente, il romanzo familiare si trasforma in qualcosa d’altro e di molto più inquietante. Mentre il viaggio nella memoria, negli anni più complicati e bui dell’adolescenza, sollecitato dal confronto con la sorella, riconduce Agnese al momento più doloroso e rimosso, quello che ha segnato per sempre la sua vita, un’altra preoccupazione interviene a caricarla d’ansia: le sue due figlie, in vacanza da sole e non raggiungibili telefonicamente, non danno notizie da giorni.

 

 

La rivalità tra fratelli e sorelle esiste in tutte le famiglie, le incomprensioni, i litigi, le visioni completamente opposte sulla vita e su come viverla. In questo caso però la rivalità, l’odio, il risentiamo arriva a quei livelli estremi che nei rapporti porta sempre ad una rottura. Il silenzio, il rancore covato sfociano nel disfacimento totale di un affetto, anche se questo è sangue del tuo sangue. Una narrazione che scorre veloce, le storie di due vite diametralmente opposte, tra errori, strade sbagliate, lotte interne, passato e presente si intrecciano, si confondono, portano a galla dolori e rancori che per troppo tempo si è tentato di dimenticare e cancellare. Una narrazione che sfocia anche nel thriller psicologico, colpi di scena inaspettati che ti colgono alla sprovvista e ti trovano indifeso di fronte ad avvenimenti che non si possono controllare e che lasciano basiti. Certi rapporti si rompono e non c’è nulla da fare per ripararli, certe scelte nel corso della vita ne decidono la conclusione e la frattura. Un bellissimo libro che indossa molti generi e non lascia delusa nessuna delle aspettative, anzi, stupisce e irretisce nella sua spirale ipnotica.

Silena Santoni è nata e vive a Firenze. Per molti anni ha insegnato lettere nelle scuole medie e superiori. Ha frequentato una scuola di recitazione e un corso annuale di sceneggiatura teatrale e scrive brani e adattamenti teatrali per la compagnia Katapult nella quale recita. Questo è il suo primo romanzo.

 

Recensione a cura di

Giusj Sergi

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