L’ultima patria

Creato da federica il 08/05/2018

 

 

È il 1898, un freddo mese di novembre. Sulle arcigne montagne tra l’altopiano di Asiago e la val Brenta, a Nevada, gli abitanti sono ormai quasi del tutto scomparsi: la maggior parte di loro, oppressa da una spaventosa povertà, ha abbandonato i luoghi d’origine per emigrare in America in cerca di fortuna. Jole ha compiuto vent’anni e cresce sempre più bella mentre la sua giovane sorella Antonia ha seguito la vocazione religiosa e ha deciso di farsi monaca; il fratellino Sergio è preda di strani tremori dovuti a una causa misteriosa e viene affidato alle cure della “Santa”, la guaritrice di un paese vicino. La momentanea apparente quiete della zona viene sconvolta quando entrano in azione due banditi che hanno intercettato il tesoro di lingotti guadagnati dal capofamiglia Augusto nel vecchio contrabbando con l’Austria-Ungheria. Jole si troverà da sola a fronteggiare il disastro: mossa da una sete di vendetta e armata soltanto del fucile paterno, si lancerà con l’inseparabile destriero Sansone sulle tracce degli assassini per fare giustizia. Ad accompagnarla saranno ancora una volta il vento e le stelle, che la circondano in uno scenario mozzafiato. Durante l’inseguimento, Jole attraverserà all’ultimo respiro boschi e paesi innevati e supererà continue difficoltà, senza mai perdere la determinazione che la contraddistingue. “L’ultima patria” è il secondo romanzo della “Trilogia della Patria”.

 

“Stavolta però sarebbe stato un viaggio diverso, perché non ci sarebbe stato un tragitto segnato, né una destinazione. E perché, a differenza del confine tra due Stati, la frontiera tra il bene e il male quasi mai si riesce a scorgerla con gli occhi.”

 

La patria fa parte di ognuno di noi. L’appartenenza ad un luogo ci forma come individui, è come se il luogo in cui cresciamo facesse parte della nostra personalità, l’appartenenza ci scorre nelle vene insieme al nostro sangue. Ed è l’amore per il luogo in cui si cresce, si vive e, molto spesso, si muore, a caratterizzare questa storia. In questo secondo romanzo che vede come protagonista una famiglia, umile e lavoratrice, che viene travolta e capovolta e distrutta completamente. Come nel primo libro Jole, la figlia maggiore, prende le redini delle vicende, con intrepido coraggio sfida le convenzioni, i soprusi, la violenza, sfida soprattutto l’immenso dolore che le è scoppiato nel cuore e che in un attimo ha distrutto la sua esistenza. È una bellissima storia che nella sofferenza della vita evoca comunque l’immensa bellezza della natura intorno a noi, è come se la natura stessa parlasse e permeasse il racconto. Il tema del viaggio, sia fisico che mentale della protagonista, è una bellissima metafora della vita stessa e di tutti i percorsi che ogni persona deve affrontare, la crescita personale, intesa come viaggio, come percorso, montagna da scalare, obiettivi da raggiungere, è una rappresentazione interiore quando mai vera delle nostre esperienze. Durante la lettura  le foglie degli alberi ci sfiorano, l’odore del bosco impregna i nostri vestiti, si percepisce la terra tra le dita dei piedi, il vento e la neve sulla pelle, la scrittura è talmente evocativa da farci vivere tutto questo come se fossimo dentro la narrazione stessa e stessimo cavalcando insieme a Jole, arrancando e lottando all’inseguimento della giustizia. È un canto d’amore straziato per la famiglia, un suono che riecheggia tra le montagne con il suo eco infinito. Ma non sempre la giustizia dona la pace di cui avremmo bisogno e l’unica cosa da fare e stringere al petto ciò che ancora ci dà la forza di lottare e vivere, per andare avanti, qualsiasi orizzonte si presenterà ai nostri occhi. Non vedo l’ora di leggere il terzo e ultimo capitolo di questa trilogia e respirare di nuovo l’aria dei luoghi che l’autore deciderà di farci vivere e scoprire cosa il coraggio di Jole è stato capace di conquistare.

Matteo Righetto  (Padova, 29 giugno 1972) è uno scrittore italiano. I suoi romanzi sono pubblicati in tutto il mondo e tradotti in diverse lingue. Opinionista culturale de Il Foglio. Studioso di Literary Ecology ed Ecocriticism. Membro del comitato etico-scientifico di Mountain Wilderness. Accademico del G.I.S.M, Gruppo Italiano Scrittori di Montagna. È rappresentato dalla Piergiorgio Nicolazzini Literary Agency.

 

 Recensione a cura di

Giusj Sergi

 

 

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