A regola d’arte: intervista a Stefano Tura

Creato da Federica Tronconi il 08/05/2018

L’ultimo agghiacciante capitolo della saga di Peter McBride.

 

La testa riversa da un lato, appoggiata alla corda ben stretta intorno al collo, la bocca aperta, contorta nella smorfia di un dolore ormai svanito, le braccia distese lungo i fianchi, i piedi inguainati in eleganti scarpe firmate, sospesi da terra. Sul pavimento, poco distante dal corpo, un biglietto: «EFFETTO BREXIT. SUICIDIO DI UN BROKER». Proprio di fronte all’istallazione esposta in una galleria molto in voga della città, sfilano gli esponenti più celebri della comunità italiana a Londra. Diplomatici, imprenditori e aristocratici, presenti più per farsi vedere che per ammirare le opere. A pochi passi da lì, in un angolo nascosto, circondato da un capannello di curiosi, giace immobile un corpo, la gola squarciata da una ferita netta, gli abiti imbrattati di sangue. Apparentemente la più verosimile delle opere d’arte, in realtà si tratta del cadavere di uno degli invitati. Nel corso di pochi istanti tutto cambia, il panico si diffonde e l’elegantissima folla si trasforma in un unico organismo impazzito che per uscire da quel macabro luogo è disposta a tutto. L’indagine, affidata al detective Riddle, non è semplice: la vittima è uno dei più facoltosi e stimati imprenditori italiani espatriati a Londra, e le persone presenti alla serata, vicine a pezzi grossi della politica britannica, non amano che qualcuno si intrometta nelle loro vite. Saranno il detective McBride, ex ragazzo di strada poi riabilitato dalla polizia, e Alvaro Gerace, commissario bolognese, da anni sulle tracce di un serial killer, a collegare quella morte spettacolare a una serie di strane sparizioni di bambini che unisce Italia e Gran Bretagna.

Stefano Tura torna in libreria con un nuovo emozionante thriller, A regola d’arte (Edizioni Piemme). Abbiamo raggiunto lo scrittore per farci raccontare qualcosa in più sul suo personaggio, Peter McBride e sulla trama del romanzo.

 


Nel tuo nuovo thriller torna Peter McBride: come lo descriveresti ai lettori?

Un non-poliziotto che ha dei propri codici di comportamento, che crede in una giustizia diversa da quella di colleghi e superiori, che ha un passato da baby-gangster difficile da dimenticare e che è pronto a lottare per i valori in cui crede. Un uomo a cui la vita non fa sconti, prodotto di quella Londra underground lontana dai riflettori.
Da scrittore e giornalista, quali sono gli elementi fondamentali per un buon thriller?
Sono due professioni diverse. Il modo di scrivere è completamente differente. Per un buon giornalista la sintesi e la chiarezza sono essenziali, uno scrittore, soprattutto di thriller, deve sapere narrare con i tempi giusti, descrivere ambienti e situazioni, tracciare in modo esaustivo i profili del personaggi, sfidare il lettore senza prenderlo in giro. Non tutti i giornalisti sono dei bravi scrittori e viceversa.
Quali sono le ambientazioni del tuo nuovo romanzo?
Da una parte Londra e le sue mille facce. I quartieri eleganti del cento, i ricchi di locali alla moda, i ristoranti super stellati e le gallerie d’arte. Ma anche i quartieri violenti del sud della città, insanguinati dalla guerra delle gang e la provincia dimenticata. Dall’altra la sonnolenta Emilia, da Bologna alla Romagna, dove all’apparenza non succede mai nulla ma che, in realtà, nasconde terribili segreti. Luoghi e personaggi che alla fine si incontrano.
 
Nei tuoi romanzi c’è sempre spazio per riflessioni legate ai temi di attualità. Questa volta è la Brexit uno dei principali “protagonisti”. Ci puoi dare tuo opinione in merito?
La Brexit è un incubo. Il peggiore soggetto horror che la Gran Bretagna potesse partorire. Sta creando divisioni, razzismo, insicurezza economica e sociale. E sembra ormai irreversibile. Come dire: nulla è peggiore della realtà.
Nel tuo nuovo romanzo Italia e Gran Bretagna saranno molto legate, giusto?
Tutte le piste del romanzo alla fine confluiscono in un unica terribile verità che lega Italia e Regno Unito. Non aggiungo altro per non fare spoiler, dico solo che la doppia ambientazione è ormai una caratteristica dei miei ultimi tre romanzi che riflette direttamente la mia vita reale in questo momento”.

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