E tu splendi

Creato da federica il 22/03/2018

Ti insegneranno a non splendere.  E tu splendi, invece. 

Arigliana, “cinquanta case di pietra e duecento abitanti”, è il paesino sulle montagne della Lucania dove Pietro e Nina trascorrono le vacanze con i nonni. Un torrente che non è più un torrente, un’antica torre normanna e un palazzo abbandonato sono i luoghi che accendono la fantasia dei bambini, mentre la vita di ogni giorno scorre apparentemente immutabile tra la piazza, la casa e la bottega dei nonni; intorno, una piccola comunità il cui destino è stato spezzato da zi’ Rocco, proprietario terriero senza scrupoli che ha condannato il paese alla povertà e all’arretratezza.
Quell’estate, che per Pietro e Nina è fin dall’inizio diversa dalle altre – sono rimasti senza la mamma –, rischia di spaccare Arigliana, sconvolta dalla scoperta che dentro la torre normanna si nasconde una famiglia di stranieri. Chi sono? Cosa vogliono? Perché non se ne tornano da dove sono venuti? è l’irruzione dell’altro, che scoperchia i meccanismi del rifiuto. Dopo aver catalizzato la rabbia e la paura del paese, però, sono proprio i nuovi arrivati a innescare un cambiamento, che torna a far vibrare la speranza di un Sud in cui si mescolano sogni e tensioni.
Un’estate memorabile, che per Pietro si trasforma in un rito di passaggio, doloroso eppure pieno di tenerezza e di allegria: è la sua stessa voce a raccontare come si superano la morte, il tradimento, l’ingiustizia e si diventa grandi conquistando il proprio fragile e ostinato splendore.

E tu splendi di Giuseppe Catozzella (Feltrinelli) mi capita fra le mani in un momento in cui, onestamente, ne avevo proprio bisogno. Perché è uno di quei romanzi che ti riallinea con il mondo. Catozzella racconta con grande maestria una storia potente e felice,  fatta di ombre e di luce, tragica e divertente, semplice come le cose davvero profonde. Un percorso di formazione in cui ognuno di noi è coinvolto in qualche modo e ci si può ritrovare: il rapporto con l’Altro, l’elaborazione del lutto, la ricerca e consapevolezza del Desiderio, la lettura della realtà così come si presenta senza le nostre proiezioni. Pietro è il nostro compagno di viaggio alla scoperta della Vita, una ricerca culminata dallo stupore e dalla naturale felicità che dà il raggiungimento di una meta. Se è vero che il significato del viaggio è il viaggio stesso il senso è è proprio il percorso che compie  Pietro (e noi con lui) che ci fa apprezzare le emozioni che proviamo durante la lettura del romanzo.

Un romanzo onesto, profondo che ricorda quanto nella vita ci siano persone che vivono nell’ombra, e ne esistono altrettante che risplendono di Luce. A tutti noi, almeno una volta nella vita, è stato chiesto di rimanere nella rassicurante, tranquilla, fedele ombra. E tu cosa devi fare? Ecco, Catozzella ci risponde: e tu splendi. Splendi, come solo tu sai fare.  Fatevi un regalo: cercate di averlo fra le mani, come è capitato a me. Una grande Storia, di quelle che non passano e che ti rimangono addosso.

Giuseppe Catozzella scrive su numerose testate e ha pubblicato il libro in versi La scimmia scrive e i romanzi Espianti (Transeuropa, 2008), Alveare (Rizzoli, 2011; Feltrinelli, 2014), da cui sono stati tratti molti spettacoli teatrali e un film, Non dirmi che hai paura (Feltrinelli, 2014; vincitore del premio Strega Giovani 2014; finalista al premio Strega 2014; vincitore del premio Carlo Levi 2015), tradotto in tutto il mondo e da cui è in lavorazione un film, e Il grande futuro (Feltrinelli, 2016). Giuseppe Catozzella è Goodwill Ambassador Onu.

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