Davanti agli occhi: intervista a Roberto Emanuelli

Creato da Federica Tronconi il 16/02/2018

 

Siamo così fragili quando siamo innamorati. Siamo così belli…

Succede e basta. Senza sapere perché, senza sapere quando. È una frazione di secondo, come quando inizia a piovere o a nevicare. Le cose belle si presentano così, all’improvviso. Basta un attimo, uno solo, ed ecco che la vita ti travolge, anche se ormai non ci credevi più. Come Luca, che a trent’anni ha già fatto un voltafaccia a se stesso rinunciando al sogno di diventare scrittore per inseguire soldi e successo: ora le giornate gli sembrano tutte uguali, note di una melodia suonata senza passione. Chiuso nel suo ufficio da broker, sente di aver nascosto la parte più importante di sé, quella che non ha paura di ascoltare il cuore. Ma come puoi ascoltare il cuore se non gli permetti di tirar fuori la voce? Come puoi inseguire i sogni, se non sai più riconoscerli? È proprio in questi momenti, quando tutto sembra perduto, che ci capitano le cose migliori. E appena incontra Mary, Luca non ha dubbi: lei è la sua cosa migliore. Bellissima, irraggiungibile, inafferrabile come il colore dei suoi occhi, Mary richiede impegno per essere conquistata, perché è questo che fanno i veri tesori. Adesso, finalmente, Luca sa cosa vuole: vuole mettersi in gioco, vuole sbagliare, lasciare che le emozioni lo investano come un treno in corsa. Vuole innamorarsi. Vuole Mary. Perché rinnegare la propria natura non è mai una buona idea. E non è mai troppo tardi per ballare al ritmo del cuore.

 Davanti agli occhi è uscito presso un piccolo editore nel 2015. Da questo romanzo, ora proposto in una nuova edizione per Rizzoli. Un romanzo intenso, caldo come un abbraccio. Un romanzo empatico, dove ci si può sicuramente trovare qualcosa che parla di noi. Una storia da leggere tutta d’un fiato, sopratutto in quei giorni in cui non sopportiamo più il grigiore delle nostre vite. Dopo il grande successo di E allora baciami ecco la scoperta (o riscoperta) di un romanzo molto vicino all’autore (il suo protagonista sa molto di lui..) e che suscita forti emozioni.

 

Abbiamo chiacchierato con Roberto Emanuelli ed ecco cosa ci ha raccontato.

Ci racconti Luca, il personaggio del tuo romanzo “Davanti agli occhi”? Ha diversi punti in contatto con te (primo fra tutti che scrive): quanto c’è di te in lui?

In Luca c’è tanto di me, il romanzo ha un lato fortemente autobiografico, legato in particolare alla psicologia e all’emotività del protagonista. La storia personale di Luca è molto simile alla mia, una storia di tradimenti verso il proprio cuore e la propria natura, di lunghe sterili rincorse verso obiettivi sbagliati e dissonanti con le note della propria anima. Una storia dove a un certo punto arriva il buio, si tocca il fondo, e lì si muore o ci si concede una seconda chance di riscatto e di felicità. Davanti al vuoto ci si può lasciare andare per sempre o concedersi l’opportunità di imparare a volare…

Il romanzo tratta principalmente di amore, nelle sue molteplici sfaccettature: ma come descriverebbe Roberto Emanuelli l’Amore in poche righe?

L’amore è una tela bianca che con una singola magica pennellata diventa il quadro più bello del mondo, il più significativo per il nostro cuore. L’amore ci fa staccare i piedi da terra e ci trasporta in una nuova meravigliosa dimensione dove più nulla è come prima. L’amore arriva e sbam, ti manda al tappeto e, l’ho già detto, a volte ritrovarsi per terra, sdraiati, è l’unico modo per guardare le stelle!

Accanto ai romanzi, tu porti l’Amore anche in rete, attraverso i social: ci racconti questa tua esperienza?

I social sono quel luogo intorno al quale è cresciuta la mia seconda famiglia, è lì che si è innescato quel meccanismo magico che poi ha dato vita a un passaparola d’amore fisico e reale nelle case, nelle librerie, al mare, accanto a un camino. Io lì ho semplicemente, banalmente messo in gioco tutta la mia vita, le debolezze, le fragilità, i sogni, la voglia di farcela. Il desiderio di riscatto. Lì ci siamo scambiati le speranze, le idee, abbiamo condiviso tutti tanto, ognuno a modo suo. Sono stati e continuano a essere un mezzo magnifico per veicolare storie ed emozioni. Le mie e quelle di tantissime altre anime rare…

Il cambiamento è una parte importante del tuo romanzo: perché ci spaventano così tanto? 

Perché hanno a che fare con l’ignoto, con il vuoto di cui parlavo prima. Appena scoprimo che volare è possibile, ci spaventano meno. Ma per volare serve un sacco di coraggio. E un pizzico di follia…

Parlando di cambiamenti, la strada giusta, nella vita, la troviamo quando ci “concediamo” l’opportunità di perderci?

O soprattutto quando riusciamo a perdonarci il fatto che questo possa succedere…

La musica si integra in modo armonioso nelle pagine del tuo libro: è così anche nella tua vita? Quali sono le tre canzoni che ti rappresentano di più?

È così! Assolutamente. Sono nato e cresciuto immerso nella musica. Quando sto male ascolto musica. Quando sto bene ascolto musica. Quando scrivo ascolto musica…Tre? Solo tre? Dio… Ne dico tre delle tremila che amo e mi rappresentano, ok?

Una domenica notte di Brunori Sas

Il regalo più grande di Tiziano Ferro

Frosinone di Calcutta

Ad un certo punto del romanzo Luca cita due autori che ha in lettura: Siti e Hornby. Sono due autori che ti stanno a cuore? Cosa leggi preferibilmente?

Hornby è il mio preferito. Leggo tutto, dai classici alle biografie come Open passando per la narrativa contemporanea.

Mi ha colpito molto il passaggio dei colori: è proprio vero che quando siamo in crisi il nostro mondo diventa monocolore (o almeno, lo vediamo così). Ripartire, come giustamente tu dici, significa principalmente riniziare pian piano a colorare quelle nostre parti di vita che ci sono ancora ma non vivono, “sopravvivono”.  Come possiamo salvarci da queste situazioni di perdita, di smarrimento?

Comprando dei pennarelli. Colorando il mondo…

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