Al servizio di Adolf Hitler

Creato da federica il 26/01/2018

“Le mani mi tremavano mentre la cuoca disponeva sul tavolo

della cucina i vari funghi, fiale, provette e polveri e liquidi misteriosi”

Non tutti lo sanno ma Adolf Hitler era ossessionato dai suoi fantasmi e dalle sue paure. Quella più grande era di essere avvelenato durante i pasti quotidiani per conto di Alleati o di traditori. Per questo motivo durante la seconda guerra mondiale aveva nelle sue residenze, al suo servizio, una squadra di “assaggiatrici” formate dai suoi cuochi per appunto verificare che il cibo che veniva portato in tavola non fosse mortale. La storia di queste donne è passata in sordina negli studi scolastici ma anche nella letteratura.  Per fortuna qualcuno la sta portando in superficie. Uno dei libri che tratta proprio questo argomento è Al servizio di Adolf Hitler (Newton Compton Editori).

All’inizio del 1943 i genitori di Magda Ritter inviano la loro figlia presso alcuni parenti in Baviera, sperando di tenerla al sicuro dalle bombe alleate che piovono su Berlino. Dalle giovani donne tedesche, in tempi così duri, ci si aspetta che facciano il loro dovere lavorando per il Reich e sposandosi per dare alla patria figli forti e in salute. Assegnata al rifugio di montagna di Hitler, solo dopo settimane di addestramento Martha scopre ciò che dovrà fare: sarà una delle giovani donne che assaggiano il cibo del Führer, offrendo la propria vita per evitargli di essere avvelenato. Così sperduto tra le montagne, il rifugio sembra lontanissimo dalla cruda realtà della guerra. Ma Magda, nonostante abbia cominciato ad abituarsi a quella pericolosa occupazione, non può fare a meno di accorgersi delle atrocità del Reich e si trova sempre più invischiata in intrighi che metteranno alla prova la sua lealtà. In gioco ci sono la salvezza, la libertà e la vendetta.

Devo dire che ho scoperto una piccola parte della seconda guerra mondiale che non conoscevo bene. Il ruolo delle assaggiatrici di Hitler l’avevo sentito ma non avevo mai avuto possibilità di approfondirlo. E’ stata una lettura interessante da più punti vista: storico perché si va in profondità rispetto alla seconda Guerra Mondiale; umano, perché scopriamo una figura intorno a Hitler mai descritta; emotiva, perché il loro ruolo è carico di un investimento di sensazioni forti. Il modo migliore per capire la figura delle assaggiatrici è mettersi al loro posto. Primo: non potevano dire di no alla chiamata in servizio. Secondo: rischiavano la vita ogni giorno per l’uomo più controverso e temuto del Novecento. Terzo: dovevo considerarsi delle privilegiate perché mangiavano (mentre gli altri in Germania morivano di fame) e perché servivano Hitler. Quarto: il loro corpo non era più piacere ma strumento.  Partendo da questo ho compreso durante la lettura del romanzo la paura di Magda, l’odio e il piacere che si alternano in base al momento, il timore che ti toglie il respiro, la voglia di Vita, la voglia di urlare una disperazione covata dentro l’animo per anni. Una storia romanzata ma che ci tocca nel profondo. La seconda guerra mondiale è stata emblema di violenza, fisica e no. Magda ha subito, con il suo ruolo e servizio, una forte violenza difficile da dimenticare.

“Il tuo lavoro è importante, forse uno dei più importante nel Reich.

Tu sei tra la morte e Hitler. Non dimenticarlo mai”. 

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