“Le nemiche”: intervista a Carla Maria Russo

Creato da federica il 04/01/2018

Il prezzo della sopravvivenza coincideva
con la rinuncia definitiva al sogno
di amare ed essere riamata.
Questa, la vendetta di Isabella d’Este.
Questo, l’amaro destino cui Lucrezia Borgia non sarebbe mai sfuggita.

 

 

 

 

Mantova, corte dei Gonzaga, giugno 1501.

Quando Isabella d’Este scopre che suo padre, il duca di Ferrara Ercole I, ha scelto come moglie per l’erede al trono la donna più discussa della penisola, Lucrezia Borgia, figlia bastarda del papa, già sposa di due mariti, il primo ripudiato, il secondo ucciso in circostanze ambigue, il suo animo ne resta completamente sconvolto. La figlia di una tenutaria di bordello, come amava definirla, non può mischiare il suo sangue con quello purissimo e regale degli Este.
Accolta con freddezza e disprezzo da tutti,  Lucrezia, donna di fascino e di straordinaria bellezza, amante del lusso e del divertimento, riesce tuttavia a guadagnarsi i favori di almeno una parte della corte ferrarese, in particolare dei giovani e affascinanti fratelli di Isabella, attratti dalle feste memorabili e dalla folta schiera di damigelle di cui si circonda, fra le quali brilla l’astro della irresistibile Angela Borgia.
Questo successo genera fra le due donne una ostilità ancora più marcata e nuovi e più accaniti contrasti, che culminano con il tentativo da parte di Lucrezia di umiliare la rivale nella sua femminilità, portandole via un affetto a lei molto caro.
Ma la marchesa di Mantova, donna di impareggiabile classe, cultura e acume, abile e scaltra più delle sue stesse spie, non è persona da lasciare impuniti gli oltraggi subiti e la sua vendetta sarà feroce e implacabile.
Intorno a queste due donne indimenticabili, gli intrighi, i tradimenti, le congiure che dilaniano due fra le più potenti corti del Rinascimento, ma anche gli amori travolgenti e impossibili, forieri di stragi e tragedie familiari.

Carla Maria Russo torna in libreria con Le nemiche (Piemme) un nuovo e avvincente romanzo storico incentrato su due splendidi personaggi femminili: Isabella d’Este e Lucrezia Borgia. Abbiamo intervistato l’autrice in seguito alla sua coinvolgente presentazione del romanzo a Milano.

 

 

 

Se ne avessi la possibilità, con quale delle due donne di “Le nemiche” andresti a cena?

Senza dubbio sceglierei di andare a cena con entrambe perché mi piacerebbe molto ascoltare le ragioni dell’una e dell’altra, persuasa che ciascuna di loro ha, come sempre, torti da farsi perdonare e ragioni a supporto delle proprie posizioni. Mi piacerebbe ascoltarle e poi non giudicare, non prendere posizione ma provare, come faccio nella realtà della mia narrazione, a ricostruire le loro vicende con obiettività.  Saranno poi i lettori a prendere una posizione.

 

Quali aspetti delle loro personalità ritrovi in te e quali invece invidi loro?

Ritrovo poco di me in Lucrezia, molto in Isabella. Mi affascina la sua passione per il sapere e la conoscenza, il suo grande apprezzamento per la bellezza, che, per Isabella, possiede un valore estetico ma anche etico, la sua raffinatezza e buongusto che la hanno resa, per usare una espressione moderna, icona di stile del suo tempo. Le invidio la sua lucida capacità di valutare gli eventi e scegliere la soluzione più vantaggiosa per lei e per il suo stato.

 

Se il tuo pubblico fosse una classe di bambini di 8 anni, quale, tra le tante Storie di Donne, racconteresti loro? Quali sono le storie che è giusto raccontare perché non ci si dimentichi di loro?

Racconterei loro – come ho già fatto nel mio libro Monluè che, al momento, è difficile trovare – la storia di un gruppo di bambine e bambine che, agli inizi del ‘900 per la prima volta hanno abbandonato la vita delle cascine e si sono dovuti cimentare con l’esperienza della scuola, con l’impatto dello studio, del rapporto con bambini che provenivano da altre esperienze, con la necessità di vincere la timidezza e lanciarsi in un mondo a loro del tutto sconosciuto.

E’ giusto, per quanto mi riguarda, raccontare storie che abbiano una forte carica emotiva e umana e una tematica molto moderna e vicina alla nostra sensibilità, magari ambientate non nel presente ma nel passato non solo perché è affascinate conoscere società diverse dalla nostra ma perché alcune tematiche ( il rapporto di coppia, la violenza sulle donne, la rivolta contro il conformismo sociale etc tutti temi che affronto nei miei libri) inseriti in società crudeli, spietate e dure come quelle del passato, acquisiscono un forte valore simbolico e paradigmatico, diventando un esempio e un modello per noi donne di oggi.

 

Quali sono le donne che più ti hanno ispirato e ti hanno aiutato ad essere la donna che sei?

Oltre alle donne della mia famiglia (mia madre e mia nonna) numerose donne che ho incontrato nel corso dei miei studi, di alcune delle quali possiedono personalità così energiche e attuali, che mi è venuta voglia di parlarne nei miei libri. Penso, solo per fare qualche esempio, a Eleonora di Aquitania, cui ho dedicato La Regina Irriverente, a Caterina Dolfin, protagonista del L’amante del Doge e a Caterina Sforza, protagonista de La Bastarda degli sforza e I giorni dell’amore e della guerra.

Intervista a cura di

BENEDETTA ROTONDI 

Condividi

    *