Irene la coraggiosa

Creato da federica il 10/12/2017

 

 

Scelto dal “New York Times” come Miglior albo illustrato nel 1986, anno della sua pubblicazione, Irene la coraggiosa ha la grazia di una fiaba. Le illustrazioni, che paiono frammenti di una sequenza animata, raccontano il lungo e tormentoso viaggio di una bambina verso un palazzo lontano, per consegnare un abito da ballo. La piccola Irene deve affrontare la bufera di neve e soprattutto il vento, tanto insistente da sembrare un folletto dispettoso. Ma la bambina ha coraggio, determinazione e volontà incredibili e davanti agli ostacoli stringe i denti e allunga il passo, non cedendo di fronte a nulla, anche quando tutto sembra perduto. Il suo coraggio sarà fonte d’ispirazione per tutti i bambini, che seguiranno l’avventura di Irene con il fiato sospeso, fino all’ultima pagina.

Irene la coraggiosa (Rizzoli) è una storia straordinaria e splendidamente illustrata. La storia nasce da una situazione molto ordinaria (una bimba che vuole aiutare la propria mamma) e diventa pagina dopo pagina una piccola perla. Irene non solo compie un percorso durante la storia, ma lo fa dimostrando tenacia e coraggio. La paura c’è, come in tutti i bimbi della sua età, ma lei si aggrappa sempre e fortemente all’amore per la sua mamma. Quello è più forte di tutto. Del vento, del freddo e delle difficoltà che si palesano. E infine grazie alla caparbietà Irene riesce a portare a termine una missione importante ma difficile, con tanto coraggio. Un libro che sottolinea quanto il coraggio sia importante ieri, ora e sempre. Una favola per bambini ma che tocca corde profonde anche negli adulti. Perché spesso cediamo alla polemica o nel lamento dimenticandoci la risorsa che dobbiamo utilizzare quando le cose si fanno difficili: il nostro amico coraggio.

 

William Steig è nato a New York nel 1907 e morto a Boston nel 2003, cominciò a disegnare per «The New Yorker» nel 1930 e, nei successivi 73 anni, firmò 121 copertine e 1676 illustrazioni. Pubblicò i primi albi illustrati nel 1968, vincendo la sua prima Caldecott Medal nel 1970 con Silvestro e il sassolino magico. Seguirono una trentina di albi, tra cui The Amazing Bone (Margherita e l’osso parlante), che vinse il Caldecott Honor Book nel 1977; Abel’s Island, Doctor de Soto, entrambi premiati con il Newbery Honor Book; e, nel 1990, Shrek! (Rizzoli, 2016) che ispirò i film della DreamWorks. William Steig ha vissuto con la famiglia per un periodo in Inghilterra, nella campagna inglese del Kent, dove davanti alla finestra del suo studio c’era una grande roccia che, diceva, gli ricordava molto Silvestro.

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