Il celebre scrittore Nicholas Sparks è stata recentemente in Italia per presentare il suo nuovo romanzo La vita in due (Sperling & Kupfer), una storia delicata e toccante sul rapporto padre e figlia. L’abbiamo incontrato a Milano, in una bella mattina di Ottobre. Ci ha accolto con un gran sorriso e nell’intervista è emerso molto come è lui e come questo si riflette nei suoi romanzi emozionanti.

 

 

 

La sua produzione letteraria è molto vasta: qual è il libro a cui è maggiormente legato?

Direi il mio terzo libro, I passi dell’amore, perché mi sento particolarmente legato a London. E’ l’unico dei tanti miei perosnaggi che posso dire di essere “già stato”, cioè che ho vissuto la sua età e la sua esperienza. Di contro Noah de “Le pagine della nostra vita” è un ottantenne e non posso ancora immaginare quell’età, le emozioni e le esperienze tipiche di quella parte di vita.

Ogni scrittore ha un metodo di scrittura: qual è il suo?

La stesura di un nuovo testo può variare dai cinque anni a cinque settimane. Quando penso che una storia sia potenzialmente valida da condividerla con i miei lettori ho ben delineati i punti principali e i personaggi e le loro caratteristiche. I dettagli poi vengono strada facendo, durante la scrittura. Quando poi inizio a scrivere penso solo a quello e mi immergo completamente.

Il suo ultimo libro parla di genitorialità: è ispirato alla sua esperienza e com’è lei come padre?

Sì, La vita in due è ispirato alla mia vita con mia figlia e alla mia paura di diventare genitore. Sono un buon padre (ride, ndr), sono una persona che reputa più importante imparare dagli errori che non commetterli. Non mi faccio guidare dai successi. Dico loro cose dirette, oneste, e do delle regole primarie che voglio vengano rispettate. Ma sono consapevole che da adolescenti il supporto del genitore va pian piano scemando ed è giusto che trovino il loro equilibrio e il loro modo per imparare a stare al mondo.

Ma c’è un messaggio che vorresti arrivasse ai giovani?

Non sono solito dare consigli o trasmettere messaggi. Nel rapporto tra genitori e ragazzi ad un certo punto i figli scoprono che i genitori non sono perfetti. Ebbene, è così. Non sono perfetti ma va accettata questa dimensione perché ci sia condivisione.

Per i personaggi dei suoi libri prende spunto da persone realmente conosciute?

Ogni personaggio di cui narro uno storia l’ho conosciuto. Ad esempio il personaggio di Jamie – de I passi dell’amore è ispirato a mia sorella che ha combattuto  contro il cancro. Sono persone che mi hanno ispirato per qualche motivo e che reputo congeniali per le mie storie.

L’istruzione per lei è centrale nella vita di un ragazzo, lo dimostra anche l’ impegno per la sua Fondazione che aiuta i giovani che non hanno possibilità a studiare. Che ruolo ha avuto nella sua vita?

L’istruzione mi ha cambiato la vita. Se non avessi fatto l’università probabilmente non sarei diventato neanche scrittore. Lo dico sempre ai miei figli che studiare è una parte fondamentale della vita. Lo studio ti insegna che nella vita devi sempre imparare. Come ne “La vita in due” che Russ deve imparare ad imparare. E poi andare a scuola ti trasmette un messaggio che vale per tutta la vita: ci sono cose che non avrai voglia di fare ma le devi fare comunque e per giunta dovrai farle bene.

 

A trentaquattro anni, Russell Green ha tutto: una moglie fantastica, un’adorabile bambina di cinque anni, una carriera ben avviata e una casa elegante a Charlotte, in North Carolina. All’apparenza vive un sogno, ma sotto la superficie perfetta qualcosa comincia a incrinarsi. Nell’arco di pochi mesi, Russ si trova senza moglie né lavoro, solo con la figlia London e una realtà tutta da reinventare. E se quel viaggio all’inizio lo spaventa, ben presto il legame con London diventa indissolubile e dolcissimo, tanto da dargli una forza che non si aspettava. La forza di affrontare la fine di un matrimonio in cui aveva tanto creduto. Ma soprattutto la forza straordinaria di essere un padre solido e affidabile, capace di proteggere la sua bambina dalle conseguenze di un cambiamento tanto radicale. Alla paura iniziale, poco alla volta, si sostituisce la meraviglia di ritrovare dentro di sé le risorse che servono per fare il mestiere più difficile del mondo, il genitore. Russ scopre di saper amare in un modo nuovo, di quell’amore incondizionato che non deve chiedere ma solo offrire. E forse per questo potrà anche rimettersi in gioco con una donna alla quale dare tutto se stesso.

 

 

 

 

 

 

 

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