Andare avanti

Creato da Federica Tronconi il 15/10/2017

“Mi stavo autodistruggendo. Dovevo  muovermi, dovevo fare qualcosa.”

Christian Cappello e Marta Lazzarin sono una giovane coppia all’apice della felicità: insieme hanno girato il mondo, insieme hanno creato un coinvolgente lavoro nella new economy e costruito la loro casa. E ora aspettano il loro primogenito di cui hanno già deciso il nome: Leonardo. Tutto procede per il meglio, ma all’improvviso Marta muore in modo fulminante. E con lei se ne va anche il bambino che porta in grembo. Dopo settimane di sorda disperazione, Christian si ritrova a camminare lungo un sentiero, come in trance, per diverse ore. Quando rientra in sè, sente di essere preda di un’insolita euforia fisica e di una nuova consapevolezza: il progetto che Marta gli aveva accennato a Natale – aiutare le persone colpite dalle malattie rare – sarà anche quello della sua rinascita.

Christian fonda quindi la onlus Marta4kids e si mette in cammino. Impiegherà quasi un anno per visitare di persona i ventisette centri di ricerca sulla fibrosi cistica sparsi in tutto il territorio italiano. Camminerà a costo zero, raccogliendo soldi per la onlus e ospitalità per sè. Incontrerà migliaia di persone, malati di ogni tipo, familiari, medici, giornalisti, sindaci e semplici curiosi. A tutti racconterà che il senso della vita, anche quando è la vita stessa ad apparire ingrata e ingiusta, è l’amore per gli altri: l’ultima, semplice lezione di Marta.

«A un certo punto Marta mi prese la mano e mi confessò: “Nulla mi fa più felice che aiutare il prossimo, Christian. Credo che sia doveroso far qualcosa in più per sostenere chi ha bisogno. Mi sta girando nella testa un’idea: un viaggio itinerante in Italia per raccogliere fondi per la ricerca sulle malattie rare. Sarebbe anche un modo per farle conoscere alla gente”. La sua mano mi trasmetteva un’incredibile energia, i suoi occhi erano colmi d’amore, l’amore per il prossimo.»

Andare avanti (Mondadori) è il racconto della storia veramente vissuta da Christian Cappello. E’ la storia della sua felicità che un giorno crolla per una perdita prematura di sua moglie e il figlio che portava in grembo. E’ la storia della sua disperazione, descritta con grande onestà nel libro.  E’ la storia di un uomo che arriva ad un bivio, o lasciarsi andare alla sofferenza o fare qualcosa della sua vita. Christian decide che non è ancora di lasciare Marta. E fa qualcosa con e grazie a lei: da un frase che le lascia – come se fosse la sua eredità spirituale – crea un progetto e fonda un’associazione benefica che porta proprio il nome della moglie. E Christian inizia a camminare. Il suo obiettivo è visitare di persona  i ventisette centri di ricerca sulla fibrosi cistica sparsi in tutto il territorio italiano raggiungendoli a piedi. Ci impiega un anno, dal Veneto alla Sicilia e ancora al Veneto. Incontra persona, entra nelle loro vite, intreccia momenti speciali. Alla fine Christian ci fa capire di essere un “sopravvissuto”. Riesce ad allontanarsi dalla disperazione. E il modo è stata proprio Marta ad indicarglielo: ripartire amando il prossimo. Per quanto la vita ti schiaccia, ti pare mostruosamente ingiusta continua ad amare. Una storia vera, emozionante. Un’esperienza che lascia al lettore una grande lezione di coraggio.

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