Un pensiero astratto e perfetto.

Creato da Elena il 19/07/2017

“Spazio spazio, io voglio, tanto spazio

per dolcissima muovermi ferita:

voglio spazio per cantare crescere

errare e saltare il fosso

della divina sapienza.

Spazio datemi spazio

ch’io lanci un urlo inumano,

quell’urlo di silenzio negli anni

che ho toccato con mano.”

(“Spazio”, Alda Merini)

Trascorro giorni non badando alle cose che non funzionano. Poi all’improvviso mi inceppo. Ed è come se tutto ciò che non funziona avesse costruito un muro tra me e tutto il resto.

E provateci voi a non andare a sbattere quando ci sono più muri che orizzonti.

E’ che avrei voglia di qualcosa di completamente vergine e intatto da ricordi. Avrei voglia di spazio. Un posto nuovo e sensazioni sconosciute. Una finestra dove si respira l’aria di mare ad ogni ora del giorno. Fare l’amore su lenzuola pulite dove lasciare un odore nuovo. Un’ultima possibilità di meraviglia prima di calare il sipario sulle nostre reciproche rovine.

 Vorrei la possibilità di chiudere una vita e riaprirne un’altra all’interno della stessa esistenza, senza farle incrociare. Vorrei che ci fosse la forza di chiudere una porta e non avere la tentazione di sbirciare e riaprirla proprio perché porta solo dolore.

 Un posto nuovo, un nuovo modo di osservare il mondo senza ricordarmi in ogni angolo cos’ero e da dove vengo. E nessun peso sul cuore troppo grande da dover sopportare.

Vorrei guardarti negli occhi e avere il coraggio di chiederti di accompagnarmi. O lasciarti lì, incorniciato in un pensiero astratto e perfetto, in una lista di posti che non vedremo mai, scritti su un foglio a quadretti stracciato.

Lasciarti lì. E non vederti appassire mai.

’nuff said!

Cose da ascoltare se vi va…

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