Una ragazza, un viaggio e l’India al centro del romanzo ‘Da sola: Il viaggio che non volevo fare’, raccontato a L’Ultima Riga dalla giovane autrice Eleonora Piangerelli.

 

 

Da sola: il viaggio che NON volevo fare… perchè?
Premetto che non è puramente il racconto della mia esperienza in India. È un romanzo che ha una protagonista, Beatrice, in cui convergo ma non del tutto. All’inizio non vuole partire -aveva programmato un viaggio a due e si ritrova da sola- ma decide di farlo comunque, forse perché intestardita o presa dall’emozione del momento. Alla fine, nonostante le difficoltà che l’india le pone, trae vantaggio dalla sua scelta. Il suo percorso è una sorta di anti ‘Mangia, Prega, Ama’: l’India è senz’altro un mondo che va capito a piccoli passi.

C’è un momento, della tua esperienza e di quella di Beatrice, di particolare smarrimento e disagio?
Assolutamente. Nel mio caso è stato un crescendo: l’entusiasmo del primo mese ha lasciato posto alla sensazione di essere in un paese che ti pone di fronte a sfide quotidiane.
Per la mia protagonista è il contrario: all’inizio non le piace affatto, poi capisce di potersi adattare a quella realtà e la rivaluta in chiave positiva.

Il momento più bello, tuo e di Beatrice?
È una domanda molto difficile: non riesco a sceglierne uno, ci sono stati sempre alti e bassi. Sicuramente ero gratificata dal punto di vista lavorativo, avevo molto tempo per viaggiare, conoscevo persone nuove come colleghi e studenti.
Per Beatrice il momento più bello è stato quello in cui si è finalmente resa conto di poter avere ruolo in quel contesto.

Da dove nasce l’esigenza di scrivere?
Ce l’ho sempre avuta, ma non ero mai riuscita a trovare una motivazione. Quando ho iniziato a farlo è stato per il bisogno di “digerire” tutto quello che avevo fatto nell’anno precedente: l’esperienza in India, le difficoltà lavorative, la chiusura di una relazione. Solo scrivendo, attraverso un romanzo piuttosto che un libro di memorie, sono riuscita distanziarmi e ad assimilare l’insieme di idee, emozioni e pensieri -anche contrastanti- per poter andare avanti e stare meglio.

Quali autori ti hanno influenzata nel processo creativo?
Tiziano Terzani, per la capacità di far vedere a qualcun altro un luogo; Alessandro D’Avenia e Chiara Gamberale (in particolare ‘Le luci nelle case degli altri’) per l’abilità di sviscerare i sentimenti, anche negativi, e di “digerirli” a parole; Bianca Pitzorno, perché crea personaggi che sembrano reali, percepisci come tuoi amici e sono destinati a rimanerti nel cuore.

A proposito di cuore: ne compare uno trafitto sulla tua copertina…
È stata realizzata da una mia amica grafica che ha letto il romanzo cogliendone appieno i temi. Il cuore e il demone simboleggiano le sofferenze interiori, gli elefanti l’India e il fascio di luce la speranza, mentre il volto della donna ha un aspetto decisamente vintage che adoro!

Come sei arrivata alla pubblicazione? Che consiglio daresti ai giovani che vogliono scrivere?
Il mio consiglio è fare da soli. Non mi sono rivolta a nessuna casa editrice: ho semplicemente deciso che avrei pubblicato questo libro e l’ho fatto tramite Amazon.Volevo che fosse un progetto mio, di cui avere responsabilità sul contenuto perché nessuno lo ha editato, sul messaggio che riflette la mia personalità e sul fatto che possa piacere o meno. Sapere che dipende tutto da me è un atto di coraggio: mi dà una grandissima forza e allo stesso tempo paura. Mi sono sentita comunque di scriverlo per il piacere di condividerlo.

Ami viaggiare, anche da sola: non hai mai avuto paura?
La paura deve esserci: a volte l’incoscienza  rende più vulnerabili. Viaggiare da sola può essere difficile per me perché sono chiacchierona ed espansiva, però a volte serve per potersi guardare dentro. Non è neppure detto che si sia sempre da soli: si conoscono molte persone! Consiglio il couch surfing per chi vuole viaggiare da solo ma non del tutto: è come  trovare un amico che ti accoglie. Nel mio caso è stato bello vedere come due persone totalmente estranee potessero giungere ad un punto in comune e diventare amici! Il bello di partire da soli è anche non sapere con chi si incrocerà la strada.

Le tue prossime mete?
In estate andrò in Giordania con una amica in un viaggio organizzato. Sicuramente anche le altre persone influenzeranno l’esperienza… non vedo l’ora di scoprirlo!
In futuro mi piacerebbe molto visitare il Sud America.

Stai già pensando a una nuova pubblicazione?
Farò senza dubbio uno spin-off di questo libro: tra i vari personaggi ne compare uno del quale vorrei approfondire il punto di vista.
Mi piacerebbe anche scrivere della mia esperienza a Vienna, sempre sotto forma di romanzo, ed esplorare  il genere più ”cupo”, noir o giallo.

 

 

Eleonora Piangerelli, 26 anni, amante delle lingue e migrante incallita: da Pescara a Pavia, da Vienna a Tallinn, da Mumbai di nuovo in Italia. Appena tornata da un viaggio, ne pianifica subito un altro. Nel frattempo, scrive.

Alla prossima lettura!

Monica

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