L’estate e la poesia…

Creato da Elena il 21/06/2017

“Vi auguro sogni a non finire,

la voglia furiosa di realizzarne qualcuno.

Vi auguro di amare ciò che si deve amare

e di dimenticare ciò che si deve dimenticare.

Vi auguro passioni.

Vi auguro silenzi.

Vi auguro il canto degli uccelli al risveglio

e risate di bambini.

Vi auguro di resistere all’affollamento, all’indifferenza,

alle virtù negative della nostra epoca.

Vi auguro soprattutto di essere voi stessi.”  (Jacques Brel)

...my place...

Credo negli abbracci, nei flussi di coscienza, nella voglia di capirsi.

Credo nella Luna, nei sogni, anche quelli deboli. Credo nella bellezza, quella di cui raramente ci si accorge.

E credo nella poesia.

Mio nonno ogni tanto mi leggeva una poesia…sperava che mi facesse passare meglio la giornata, ché a lui i versi di certi poeti facevano questo effetto. Ed io, oggi, leggo ancora ogni parola e poi scrivo e ogni tanto mi metto lì a guardarle, sfiorarle, ripeterle nella testa, e questa cosa mi fa sorridere forte il cuore. Avrei voluto anche io scrivere come Pavese, rattristarmi come Montale. Provare gioie estreme ed altrettanti estremi dolori. Passioni incontrollabili, vite rovinate, posti esotici lontani mai visti, magia.

 Quando ti accorgi che dalla banalità, dalle solite frasi fatte che scadono nella più spicciola retorica, non si scappa mai, è bene sapere che esiste “un angolo di mondo” dove puoi emozionarti e stupirti, un “negozio di gioie”, che anche se apparentemente estemporanee, riescono a farti ancora sentire vulnerabile alla meraviglia.

 La poesia è come un’amica. Una compagna di vita.

Quando arrivo al limite, quando per stanchezza o fatica non riesco più ad andare avanti, lei riesce a farmi staccare da tutto, a regalarmi una prospettiva differente, a farmi sentire quasi protetta, come in una bolla di bene.

 Mi piace tenerne una sempre con me e tirarla fuori nel momento più inaspettato.

 Non so bene come funzioni, ma so che tra quelle parole riscopro sempre un profumo di “casa”. Una sorta di cassa di risonanza di parole, idee, luoghi, sentimenti, emozioni che a volte parlano di cose lontanissime da me, o vicinissime a me, talmente tanto da rendermi “folle e scomposta”…talmente tanto da “smarrirmi”. Mancanze e presenze, imprescindibili.

E dunque, se potete, andate. Trovate quella giusta per voi, datele la forma che desiderate.

Fatelo questo viaggio. Facciamolo questo viaggio. Andiamoci ogni tanto tra le rime di una poesia, tra le sue righe, negli spazi vuoti. Andiamoci e torniamo sorridendo.

’nuff said!

Cose da ascoltare se vi va…

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