Cosa è successo a Tempo di Libri 2017?

Creato da federica il 25/04/2017

Tempo di Libri è stata la prima edizione milanese della Fiera del Libro: una festa che ha coinvolto 552 editori, grazie ai quali personaggi, racconti, testimonianze e voci si sono distribuiti in 720 eventi con 2.000 ospiti. La casa dei libri, in 5 giorni di avventure sulle tracce dell’alfabeto, ha visto 60.796 presenze in Fiera12.133 nelle 100 sedi del Fuori Fiera e  oltre un milione di visualizzazioni degli eventi trasmessi in streaming.

Quali sono stati gli eventi che abbiamo seguito? Eccone alcuni.

 

C come Cucina

Una bellissima zona cucina è stata allestita nella fiera dove si sono alternati tantissimi chef che hanno dato dimostrazioni pratiche di cucina ai lettori ed appassionati. Fra i tanti abbiamo seguito lo showcooking di Federico Podron, broker assicurativo e pasticciere per passione, ha partecipato all’edizione 2014 del programma TV Bake Off Italia, si è classificato terzo e ha riscosso un grandissimo successo di pubblico. Insegna presso la scuola di pasticceria A tavola con lo chef; creatività e tanto studio sono i suoi ingredienti vincenti. Il suo primo libro è Progetto crostate (Gribaudo), seguito da Dolci nel bicchiere (Gribaudo): dolci tradizionali come il cannolo siciliano destrutturato, la torta di mele o il montblanc, proposte supergolose al cioccolato e alle creme, preparazioni delicate e leggere a base di frutta e idee originali come piña colada o pere e gorgonzola. Dolcezze d’autore rese accessibili a tutti, spiegate passo per passo, per pasticcieri amatoriali, semplici appassionati e golosi intenditori: preparatevi ad affondare il cucchiaio e a perdervi in queste delizie al vetro!

Un suo consiglio?

Un dolce al bicchiere deve essere molto cremoso, vellutato, fresco e soffice al palato, con consistenze croccanti o biscottate, variazioni cromatiche accattivanti, non molto dolce, con note di acidità e contenuto in un bel bicchiere.

 

 

E come Estate

A chi non piace l’estate?

Sono in pochi. Perché è la stagione della libertà e delle occasioni. Dei sogni e delle trasgressioni. Francesca Barra parla proprio di questo nel suo nuovo romanzo L’estate più bella della nostra vita (Garzanti) torna alle atmosfere che l’hanno fatta amare dai lettori: la Basilicata e i legami familiari. Dopo il grande successo di Verrà il vento e ti parlerà di me e Il mare nasconde le stelle, un nuovo attesissimo romanzo indimenticabile. La storia di amori e amicizie che permettono agli adolescenti di diventare adulti felici. La storia di tre sorelle e la difficoltà di un’unione così forte e innata. La storia di un’estate che ha perso il suo velo di nostalgia per diventare quel momento in cui ogni cosa torna al suo giusto posto.

L’autrice ha incontrato i suoi lettori raccontando i suo romanzo: “L’estate è il momento delle attese, come l’adolescenza. Io sono particolarmente legata a questo periodo: ho conosciuto mio marito, mi sono sposata e sono nati i miei figli“. Nel libro parla della Basilicata, la sua terra d’origine: “E’ tutta da visitare, è una terra bellissima. Non c’è solo Matera di interessante ma anche tanti piccoli paesini possono stupire. Sono vissuta lì fino a che non sono dovuta venire a Milano per questioni di lavoro e organizzative. Tornerei giù a vivere solo se ci fossero dei messi di trasporto con collegamenti potenziati”. Andarsene dalla Basilicata è una scelta coraggiosa?: “Più che mio il coraggio è stato dei miei genitori, di lasciarmi andare. Ora che sono madre vedo questa grande forza dietro ad un atto del genere. Io non so se riuscirei.” Un altro tema centrale della storia è il cibo: “E’ un fatto sensoriale: l’olfatto è l’unico dei sensi che matura senza invecchiare. E poi stare a tavola mette i commensali in relazione. Ho una madre che mi ha insegnato che se volevo farcela nella vita dovevo “fare”. Così ho imparato a cucinare di tutto.”

 

F come Figlio

Uno degli ospiti italiani attesi alla Fiera è stato Massimo Recalcati, psicoanalista tra i più noti in Italia, è membro analista dell’Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi. Ha presentato ai lettori la sua ultima indagine Il segreto del figlio (Feltrinelli): dopo aver indagato la figura del padre e della madre si conclude un’ideale trilogia con questo saggio. Un figlio è un’esistenza unica, distinta e irriducibile a quella dei suoi genitori. Contro ogni autoritarismo e contro una pedagogia falsamente libertaria che vorrebbe annullare la differenza simbolica tra le generazioni, Recalcati afferma il diritto del figlio a custodire il segreto della sua vita e del suo desiderio. Il confronto tra due figure mitiche di figlio – quella dell’Edipo di Sofocle e quella del figlio ritrovato della parabola lucana, alle quali fanno eco quelle di Isacco e di Amleto – offre una prospettiva particolare attraverso la quale osservare il segreto del figlio.

L’unica condizione a cui non possiamo sottrarci è proprio quella delle nostre origini: si può scegliere se sposarsi, quale lavoro fare, o se non lavorare, si può scegliere di non avere figlio. Addirittura si può scegliere se vivere o no. Ma non si può scegliere se essere figli o no: lo siamo figli, tutti abbiamo un’origine. La provenienza ci è imposta. Lacan parlava di “costellazione fatidica” che nessuno sceglie e in cui veniamo gettati. Il figlio proviene dall’Altro (i genitori), dalla storia, leggende e fantasmi già presenti prima della nascita.”Così introduce Massimo Recalcati il suo incontro con gli studenti e i lettori in fiera. E prosegue: “Il compito del figlio è avere una destinazione che non coincide con la sua provenienza, quello di diventare una vita distinta e differente. Quindi il figlio ha una provenienza che non domina ma ha il compito di farne qualcosa, di questa provenienza. Cioè di introdurre una discontinuità, una differenza, una distinzione, una Parola sua.

 

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